Zavattarello (Provincia di Pavia, Regione Lombardia, Italia)
BORGHIDASCOPRIRE.EU fa tappa nella splendida Lombardia per scoprire un borgo davvero affascinante come Zavattarello in provincia di Pavia che si staglia a 600 m.s.l.m. Partendo dal fascino medievale di Zavattarello, dominato dal suo Castello in pietra, ci si sposta tra le risaie della Lomellina per scoprire le abbazie di Breme, per poi scivolare nella quiete rurale di Gradella, un borgo dipinto di giallo dove il tempo sembra essersi fermato.
Il viaggio prosegue verso la Val Brembana, tra i portici storici di San Giovanni Bianco, prima di immergersi nell’eleganza rinascimentale di Sabbioneta, la “piccola Atene” dei Gonzaga. Infine, si risale verso le incudini risonanti di Bienno, il borgo dei magli, per terminare con un brivido di pura bellezza sulla terrazza del brivido a Tremosine sul Garda, sospesi tra cielo e acqua. Benvenuti in Lombardia!
Zavattarello (Accenni storici)
Situato nell’Alta Val Tidone nell’Oltrepò Pavese, deve il suo nome all’attività artigianale che lo ha reso celebre per secoli: il termine deriva infatti dal volgare ciabattarello, con riferimento alla diffusa produzione di calzature e ciabatte (zavatte).
Il fulcro della sua storia è indissolubilmente legato al Castello Dal Verme, un’imponente fortezza medievale interamente costruita in pietra che domina il centro abitato. Edificato originariamente come baluardo difensivo strategico, il castello passò nel 1385 dalle mani del monastero di San Colombano di Bobbio a quelle di Jacopo Dal Verme, celebre capitano di ventura. La famiglia Dal Verme mantenne il possesso del feudo per quasi seicento anni, trasformando il maniero in una delle rocche più inespugnabili dell’area, capace di resistere a numerosi assedi grazie a mura spesse fino a quattro metri.

Oltre alla fortificazione, il tessuto urbano di Zavattarello conserva l’impianto tipico dei borghi medievali, con la Pieve di San Paolo, un antico edificio religioso che custodisce testimonianze artistiche secolari. La storia del comune è segnata anche da vicende legate alle lotte tra Guelfi e Ghibellini e alla sua posizione di confine tra i territori di Pavia, Piacenza e Genova, che ne ha influenzato l’architettura e le tradizioni locali.
Zavattarello (Luoghi e monumenti da visitare in un giorno)
Il Castello Dal Verme di Zavattarello è considerato uno dei complessi fortificati più spettacolari e inespugnabili della Lombardia. La sua struttura, interamente in pietra locale, è un esempio perfetto di architettura militare medievale adattata a residenza signorile.
Ecco i dettagli principali per comprendere il valore di questo monumento:
Architettura e Difesa
Il maniero poggia su una cresta di arenaria e si presenta come un massiccio blocco monolitico. Le sue mura hanno uno spessore che varia tra i 3 e i 4 metri, rendendolo storicamente resistente a qualsiasi attacco d’artiglieria leggera dell’epoca.
- Il Mastio: È la parte più alta e antica, utilizzata come ultima linea di difesa e come torre di avvistamento.
- Il Cortile Interno: Uno spazio suggestivo che distribuiva gli accessi alle varie ali del castello (scuderie, prigioni, sale di rappresentanza).
Le Sale Interne
Oggi il Castello è un centro culturale vivo e visitandolo si attraversano:
- Le prigioni: Situate nei sotterranei, scavate direttamente nella roccia.
- Le Sale Nobili: Spazi ampi che un tempo ospitavano la corte dei Dal Verme e che oggi accolgono spesso mostre d’arte contemporanea, creando un contrasto affascinante tra antico e moderno.
- Il Museo di Arte Contemporanea: Il castello ospita una collezione permanente di opere che lo rendono una tappa obbligatoria anche per gli amanti della cultura odierna.

La Terrazza Panoramica
Il punto più alto del Castello offre una delle viste più iconiche dell’Oltrepò Pavese. Dalla cima si possono scorgere le colline circostanti, i vigneti e, nelle giornate particolarmente limpide, l’arco alpino. È il luogo perfetto per comprendere l’importanza strategica che questo baluardo ha avuto per il controllo dei traffici tra la Pianura Padana e il Mar Ligure.
La Leggenda di Pietro Dal Verme
Il Castello è anche noto per una celebre leggenda di fantasmi. Si dice che lo spirito di Pietro Dal Verme, avvelenato nel 1485 dalla seconda moglie Chiara Sforza, si aggiri ancora tra le mura della fortezza. Molti visitatori e studiosi di fenomeni paranormali sono attratti a Zavattarello proprio per il fascino misterioso legato a questa vicenda storica.
Il Borgo Medievale (Su di Dentro)
Il nucleo antico di Zavattarello, conosciuto come “Su di Dentro”, è un gioiello di urbanistica medievale che si snoda ai piedi del Castello Dal Verme. Si tratta di una struttura a cerchi concentrici che un tempo serviva a rallentare gli invasori, proteggendo la rocca sovrastante.
Ecco gli elementi che rendono unico questo borgo:
L’Assetto Difensivo
A differenza dei borghi di pianura, “Su di Dentro” è costruito interamente in pendenza. Le case sono addossate l’una all’altra, collegate da sottoportici e passaggi stretti che potevano essere facilmente barricati in caso di assedio. Le mura perimetrali delle case esterne fungevano da ulteriore cinta muraria, creando un sistema difensivo naturale e compatto.
Le Caratteristiche Architettoniche
Passeggiando per i vicoli (i tipici caruggi di influenza ligure), si notano dettagli che raccontano secoli di vita quotidiana:
- Pietra a vista: Ogni edificio è realizzato con la tipica arenaria locale, che conferisce al borgo un colore caldo e uniforme.
- Portali e Architravi: Molti ingressi conservano ancora gli stemmi nobiliari o le date di costruzione incise nella pietra, alcune risalenti al XIV e XV secolo.
- I Sottopassi: Questi archi in pietra, oltre a sostenere le abitazioni soprastanti, creano suggestivi giochi di luce e ombra, rendendo il borgo uno dei set fotografici preferiti dell’Oltrepò.
Un Borgo “Verticale”
La particolarità di “Su di Dentro” è la sua verticalità. Per visitarlo bisogna affrontare scalinate e strette salite che conducono progressivamente verso il castello. Lungo il percorso si trovano piccoli giardini pensili e piazzette nascoste che offrono scorci improvvisi sulla vallata.
Tradizione e Recupero
Il borgo è stato oggetto di un attento restauro che ha permesso di mantenere intatta l’atmosfera del Trecento. Nonostante l’aspetto antico, molte case sono tuttora abitate, mantenendo vivo il centro storico. Durante gli eventi medievali (come le famose “Giornate Medievali” di agosto), queste strade si popolano di artigiani, sbandieratori e figure in costume, riportando il borgo esattamente all’epoca dei Dal Verme.
La Pieve di San Paolo
E’ il gioiello spirituale di Zavattarello e racchiude oltre mille anni di storia. Situata nella parte bassa del borgo, è una tappa fondamentale per chi vuole scoprire il lato più sacro e leggendario del territorio.
Ecco i dettagli che la rendono una visita imperdibile:
Una Storia Millenaria
La chiesa viene citata per la prima volta in un documento del 929 d.C., in occasione di un evento solenne: il passaggio dei monaci di Bobbio che trasportavano le reliquie di San Colombano a Pavia. La Pieve sorse probabilmente su un luogo ancora più antico, chiamato Sarturanum, dove in epoca precristiana si pensa sorgesse un tempio dedicato al dio Saturno.
L’Architettura: Un Mix di Epoche
Sebbene le sue origini siano romaniche, l’edificio che ammiriamo oggi è il risultato di diverse trasformazioni:
- La Facciata: È di epoca settecentesca, aggiunta per dare un tono più imponente e moderno alla struttura originaria.
- L’Interno: È a navata unica, caratterizzato da un’atmosfera di grande raccoglimento. Notevole è il restauro effettuato per il Giubileo del 2000, che ha riportato alla luce lo splendore dei materiali storici.
Tesori d’Arte e Curiosità
All’interno della Pieve si trovano pezzi di enorme valore artistico che gli appassionati di storia e non solo amano molto:
- L’Altare Ligneo: Un maestoso altare del primo Seicento in legno dorato e finemente intagliato, che domina l’abside.
- La “Madonna col Bambino e il Diavolo”: Un dipinto ad olio del XV secolo di particolare interesse devozionale e iconografico, che attira molti curiosi per la rara raffigurazione del maligno ai piedi della Vergine.
- L’Organo Storico: Uno strumento prezioso che ancora oggi testimonia l’importanza liturgica e culturale di questa pieve nei secoli.
Il Cimitero Ottagonale dei Dal Verme
Proprio dietro la Pieve si trova il suggestivo cimitero monumentale ottocentesco. La sua particolarità è la forma ottagonale e il fatto che ospiti la cappella gentilizia della famiglia Dal Verme. Questo luogo crea un legame diretto tra il potere temporale del Castello e quello spirituale della Pieve, chiudendo il cerchio della storia di Zavattarello.
Zavattarello (Curiosità e golosità)
Il borgo non è solo storia e pietre, ma un luogo ricco di piccoli segreti che lo rendono unico. Ecco alcune delle curiosità più affascinanti da conoscere grazie a borghidascoprire:
1. Il fantasma di Pietro Dal Verme
È la curiosità più celebre del borgo. Si dice che il Castello sia abitato dallo spirito di Pietro Dal Verme, avvelenato nel 1485 dalla sua seconda moglie, Chiara Sforza, con una tazza di bevanda al arsenico. Molti visitatori giurano di aver sentito rumori inspiegabili o di aver avvertito una presenza nelle sale. Il castello è stato spesso meta di ricercatori del paranormale e “ghost hunters”.
2. Perché si chiama così?
Il nome “Zavattarello” deriva dall’attività prevalente nel Medioevo: la produzione di calzature. In dialetto, i calzolai erano chiamati “zavattini” (da zavatta, ciabatta). Il borgo era una vera e propria “fabbrica” a cielo aperto che riforniva di scarpe e stivali tutta la zona circostante.
3. Il mistero del Tempio di Saturno
Sotto le fondamenta dell’attuale Pieve di San Paolo, si narra che esistesse in epoca romana un tempio dedicato a Saturno. Questo spiegherebbe perché la chiesa sorge in una posizione così particolare e perché il luogo sia stato considerato sacro per millenni, ben prima dell’arrivo del Cristianesimo.
4. Un set cinematografico naturale
Grazie alla sua conservazione perfetta, Zavattarello è stato scelto più volte come set per film e serie TV ambientate nel Medioevo. Passeggiando tra i vicoli di “Su di Dentro”, avrai la sensazione di essere su un set cinematografico permanente; la luce che filtra tra gli archi in pietra è il sogno di ogni fotografo.
5. La “Terrazza del Brivido” dell’Oltrepò
Sebbene Tremosine sul Garda abbia la più famosa, la torre del Castello Dal Verme offre una visuale talmente alta e a strapiombo sulla valle che molti la definiscono la terrazza panoramica più emozionante della zona. In certi giorni di vento, il silenzio lassù è quasi irreale.
La cucina di Zavattarello è lo specchio fedele della sua posizione geografica: un incontro perfetto tra la tradizione dell’Oltrepò Pavese e le influenze della vicina Emilia. Essendo un borgo di collina e boschi, i sapori sono decisi, genuini e legati alla terra.
Ecco i piatti che non possono mancare nel tuo viaggio:
1. Il Salame di Varzi DOP
Zavattarello rientra nella zona di produzione di questo salame pregiatissimo, considerato uno dei migliori d’Italia. La particolarità sta nell’uso di tutte le parti nobili del maiale (compresi filetto e prosciutto) e nella stagionatura favorita dal clima unico della valle. È il re degli antipasti, servito rigorosamente con il pane casereccio.
2. I Ravioli di Brasato
È il primo piatto delle feste. Si tratta di pasta fresca all’uovo ripiena di uno stracotto di manzo (il brasato) cucinato lentamente nel vino rosso locale. Vengono solitamente conditi con il sugo dello stesso brasato, creando un piatto ricco e dal sapore intenso che richiama la tradizione delle corti nobiliari dei Dal Verme.
3. I Malfatti
Un piatto tipico della tradizione contadina, perfetto per chi ama i sapori semplici ma avvolgenti. Sono degli gnocchetti “fatti male” (da cui il nome) a base di erbe di campo o spinaci, ricotta, uova e abbondante formaggio Grana Padano. Vengono serviti solitamente con burro fuso e salvia.
4. Pan de Ghinghe (Il Pane dei Poveri)
Una curiosità gastronomica storica di Zavattarello. Si tratta di una sorta di polenta o pane povero fatto con farina di castagne o di cereali minori, che un tempo sostituiva il pane bianco durante i periodi di carestia. Oggi è una prelibatezza che si trova in occasione di sagre e rievocazioni storiche.
5. I Tartufi e i Funghi
I boschi che circondano il castello e il borgo sono generosi: Zavattarello è una zona rinomata per la raccolta del Tartufo Nero e dei Funghi Porcini. In autunno, i menu dei ristoranti locali ruotano attorno a questi ingredienti, che impreziosiscono risotti e tagliatelle.
Il consiglio di borghidascoprire per l’abbinamento (Vini)
Non si può parlare dei piatti tipici di Zavattarello senza citare il vino dell’Oltrepò Pavese. Per i ravioli consigliamo un Bonarda o un Buttafuoco, mentre per i salumi il compagno ideale è un Oltrepò Pavese Metodo Classico (uno spumante che pulisce il palato).
Zavattarello (Informazioni utili)
Indirizzo del Comune di Breme (PV): Piazza G. Dal Verme 6, CAP: 27050
URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0383/589131
Abitanti: 830 circa.
Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: visitpavia.com
Ecco una guida pratica su come raggiungere il borgo dalle diverse zone d’Italia:
In Auto (Il mezzo più consigliato)
Zavattarello si trova nel cuore dell’Alta Val Tidone, ed è facilmente raggiungibile tramite le principali arterie autostradali:
- Dal Nord-Ovest (Milano/Torino): Percorrere l’autostrada A7 (Milano-Genova) fino all’uscita di Casei Gerola, oppure l’autostrada A21 (Torino-Piacenza) uscendo a Voghera. Da lì, seguire le indicazioni per Varzi e poi per Zavattarello attraversando le colline dell’Oltrepò.
- Dal Nord-Est (Venezia/Verona): Percorrere l’autostrada A21 in direzione Torino, uscire a Castel San Giovanni e proseguire lungo la Val Tidone seguendo le indicazioni per Zavattarello.
- Dal Centro e Sud Italia: Percorrere l’autostrada A1 (Autostrada del Sole) fino a Piacenza. Da Piacenza, imboccare la statale per la Val Tidone (direzione Castel San Giovanni/Borgonovo) e risalire la valle fino al borgo.
In Treno e Bus
Il borgo non dispone di una stazione ferroviaria diretta, ma è possibile utilizzare i mezzi pubblici:
- Treno: La stazione ferroviaria più vicina e comoda è quella di Voghera (sulla linea Milano-Genova).
- Bus: Dalla stazione di Voghera partono i bus di linea (Autoguidovie) che collegano la città con i vari centri dell’Oltrepò Pavese. Sarà necessario prendere il bus in direzione Varzi e successivamente la coincidenza per Zavattarello.
In Aereo
Per chi proviene dalle isole o dall’estero, gli aeroporti di riferimento sono quelli del sistema milanese:
- Milano Linate (LIN): Il più vicino (circa 1h 30m in auto).
- Milano Malpensa (MXP): Circa 2 ore in auto.
- Bergamo Orio al Serio (BGY): Utile per chi viaggia con voli low-cost, dista circa 2 ore. Dagli aeroporti si consiglia il noleggio di un’auto per godersi al meglio il paesaggio collinare.
Tutto quello che devi sapere su Zavattarello (FAQ):
Si dice che il Castello sia infestato dal fantasma di Pietro Dal Verme, ucciso nel 1485 dalla moglie Chiara Sforza con un confetto avvelenato. Molti visitatori e ricercatori del paranormale sostengono di aver avvertito la sua presenza o udito rumori inspiegabili nelle sale della rocca. Pietro, però, è considerato un “fantasma buono”: la leggenda vuole che protegga il castello e i suoi discendenti.
Zavattarello custodisce una rarissima ghiacciaia ottocentesca (detta “la conserva”), una struttura interrata utilizzata in passato per conservare alimenti e neve tutto l’anno. La particolarità? È una delle poche ancora perfettamente conservate in Lombardia ed è una testimonianza ingegnosa di come si viveva e si conservava il cibo prima dell’invenzione dell’elettricità e dei frigoriferi.
Il nome del borgo deriva dal volgare savattarellum, ovvero “luogo dove si fabbricano le ciabatte” (le savatte). Nel Medioevo, infatti, il borgo era un centro famosissimo per la lavorazione del cuoio e la produzione di calzature. Ancora oggi, questa tradizione artigiana è celebrata e ricordata nel nome stesso, rendendo Zavattarello il borgo “calzolaio” per eccellenza dell’Oltrepò Pavese.
Buon soggiorno a Zavattarello da borghidascoprire.eu
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