Civita (Frazione di Bagnoregio, Provincia di Viterbo, Regione Lazio, Italia)
BORGHIDASCOPRIRE.EU fa tappa nel Lazio per scoprire un borgo davvero affascinante come Civita in provincia di Viterbo a 443 m.s.l.m. Partendo dalle atmosfere medievali di Civita. Si può intraprendere un viaggio che attraversa i vicoli di Calcata sospesa sul tufo, per poi scendere verso lo specchio d’acqua di Anguillara Sabazia adagiata sul Lago di Bracciano, salire tra i panorami montani e l’imponente Castello baronale di Collalto Sabino, ritrovare la memoria storica della Ciociaria tra le pietre antiche di Castro dei Volsci, e infine raggiungere il bianco candido delle case marinare di Sperlonga affacciate sul Mar Tirreno. Benvenuti nel Lazio!
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Vedi le strutture disponibiliCivita (Accenni storici)
Nota oggi come Civita di Bagnoregio, vanta una storia millenaria fortemente plasmata dalla sua conformazione geologica e dalla continua lotta contro l’erosione dello sperone tufaceo su cui sorge.
- Fondazione etrusca (2500 anni fa): Il borgo fu fondato dagli Etruschi oltre 2.500 anni fa su un’antica via di collegamento tra il fiume Tevere e il lago di Bolsena. Gli Etruschi canalizzarono le acque piovane per rallentare l’erosione della rupe.
- Epoca romana: Sotto il dominio di Roma, il centro mantenne la sua importanza commerciale. I Romani proseguirono le opere di ingegneria idraulica avviate dagli Etruschi per stabilizzare il terreno circostante.
- Nascita di San Bonaventura (1221): Nel Medioevo il paese diede i natali a San Bonaventura, cardinale, filosofo e biografo di San Francesco d’Assisi. La casa natale del santo è oggi crollata a causa dei cedimenti della rupe.
- Il terremoto del 1695: Una devastante scossa di terremoto provocò enormi frane, isolando il colle dal resto dell’altopiano e costringendo la popolazione e le istituzioni a trasferirsi nella vicina Bagnoregio.
- L’isolamento e la “città che muore”: Nei secoli successivi i continui crolli ridussero progressivamente le dimensioni dell’abitato, portando lo scrittore Bonaventura Tecchi a definirla “la città che muore”, denominazione che ne ha poi decretato il fascino internazionale.
Oggi Civita non è più solo la “città che muore”, ma un laboratorio a cielo aperto di resilienza, dove il tempo sembra essersi fermato per custodire un patrimonio unico al mondo.

Civita (Luoghi e monumenti da visitare in un giorno)
Nel cuore della Tuscia viterbese, adagiata su un’imponente rupe di tufo che domina la pittoresca Valle dei Calanchi, sorge Civita di Bagnoregio, rinomata in tutto il mondo come la “città che muore”. Questa definizione, coniata dallo scrittore Bonaventura Tecchi, descrive perfettamente la natura fragile e affascinante di un borgo medievale sospeso nel tempo, vittima e al contempo protagonista dell’incessante erosione atmosferica.
Visitare Civita significa intraprendere un viaggio a ritroso nella storia, tra testimonianze etrusche, architetture rinascimentali e scorci panoramici mozzafiato. Se si dispone di una sola giornata, esistono tre tappe fondamentali capaci di restituire l’essenza autentica di questo gioiello del Lazio.
Il Borgo Intero: Un Museo a Cielo Aperto
L’esperienza di visita inizia prima ancora di varcare la soglia del paese. Raggiungibile esclusivamente attraverso un suggestivo ponte pedonale in cemento armato, il borgo si svela gradualmente allo sguardo del visitatore, offrendo una prospettiva scenografica unica.
Una volta oltrepassata la maestosa Porta Santa Maria (o Porta Cava), intagliata direttamente nella roccia tufacea dagli Etruschi e successivamente modificata in epoca medievale, ci si ritrova immersi in una trama urbanistica dal fascino arcaico.
Passeggiare per i vicoli di Civita permette di ammirare:
- Architetture d’epoca: Palazzi rinascimentali che mostrano eleganti portali in pietra, bifore e balconi fioriti.
- Prospettive uniche sulla Valle dei Calanchi: Punti panoramici affacciati su un paesaggio geologico surreale, scolpito da argilla e fossi.
- I dettagli costruttivi: La sapiente integrazione tra la muratura in pietra e la naturale conformazione della rupe tufacea.
Ogni angolo racchiude frammenti di un passato operoso, in cui la comunità locale ha cercato per secoli di arginare le insidie del terreno instabile mediante geniali opere di ingegneria idraulica.
La Chiesa di San Donato: Il Cuore della Vita Cittadina
Posizionata nella piazza principale, un tempo foro romano e centro pulsante della vita civile ed ecclesiastica, la Chiesa di San Donato rappresenta la principale emergenza monumentale di Civita.
L’edificio attuale sorge sulle fondamenta di un antico tempio etrusco. La facciata, di gusto squisitamente rinascimentale, cela un interno a tre navate ricchissimo di testimonianze storico-artistiche:
- Il Crocifisso Ligneo: Un’opera di scuola fiorentina risalente al XV secolo, protagonista della solenne processione del Venerdì Santo, tradizione ancora oggi molto sentita dalla popolazione.
- Gli Affreschi di Scuola Umbra: Dipinti murali di grande pregio attribuiti all’ambito del Perugino, che decorano gli altari laterali.
- Il Reliquiario di San Donato: Custode della memoria spirituale del patrono e della devozione locale.
La piazza antistante la chiesa, priva di pavimentazione e ricoperta di terra battuta e pietrisco, conserva l’atmosfera autentica delle piazze medievali umane e conviviali, offrendo un punto di sosta ideale per cogliere i ritmi lenti del borgo.
La Grotta di San Bonaventura: Spiritualità e Memoria Etrusca
Lungo i costoni tufacei che delimitano l’estremità orientale dell’abitato si trova la Grotta di San Bonaventura, un luogo di profonda suggestione storica e religiosa.
In origine, questa cavità era una tomba a camera etrusca, scavata direttamente nella parete rocciosa durante il VI o V secolo a.C. In epoca medievale, la cavità venne riadattata a luogo di ritiro spirituale e preghiera.
La tradizione agiografica lega indissolubilmente questo sito a San Bonaventura da Bagnoregio (al secolo Giovanni Fidanza), cardinale, filosofo e teologo francescano. Secondo i racconti dell’epoca, il giovane Giovanni venne condotto in questa grotta dalla madre per invocare la guarigione da una grave malattia; l’intercessione di San Francesco d’Assisi portò al miracolo, segnando la futura vocazione del santo.
La visita alla grotta offre uno spunto di riflessione straordinario sulla continuità d’uso degli spazi rupestri nel corso dei millenni, unendo l’archeologia etrusca al misticismo medievale.

Consigli Pratici per il tuo viaggio:
Per godere appieno della bellezza di Civita e ottimizzare i tempi durante una gita giornaliera, è utile tenere a mente alcune indicazioni utili:
- Biglietto d’Ingresso: L’accesso al borgo tramite il ponte pedonale prevede l’acquisto di un ticket di ingresso, il cui ricavato è destinato alla manutenzione e alla salvaguardia del patrimonio geologico e strutturale del sito.
- Abbigliamento Consigliato: Trattandosi di un centro completamente pedonale con pavimentazione in pietra e salite impegnative, è raccomandato l’uso di calzature comode.
- Momenti Migliori per la Visita: Le prime ore del mattino e il tardo pomeriggio offrono condizioni di luce ottimali per apprezzare i dettagli architettonici e i panorami della valle, oltre a garantire una maggiore tranquillità lungo i percorsi del borgo.
Civita (Curiosità e golosità)
Ci sono degli anedotti che sicuramente non conosci di Civita:
Un set cinematografico a cielo aperto: Il fascino sospeso nel tempo di Civita ha stregato registi da tutto il mondo. È stata scelta come location per film celebri come L’armata Brancaleone di Mario Monicelli e I due colonnelli con Totò, fino a ispirare Miyazaki per l’estetica de Il Castello nel cielo.
Il palio della Tonna: Due volte all’anno (a giugno e a settembre), la piazza centrale in terra battuta ospita una corsa di asini chiamata “La Tonna”. I fantini gareggiano girando in tondo attorno alla piazza, richiamando una tradizione popolare antica e goliardica.
Gatti “proprietari” del borgo: I veri residenti storici di Civita sono i componenti di una numerosissima colonia felina. I gatti sono diventati una vera e propria attrazione turistica: coccolati dagli abitanti e dai visitatori, passeggiano o dormono sui davanzali dei palazzi d’epoca, del tutto indifferenti al vuoto che li circonda.
I tunnel segreti scavati nel tufo: Sotto la superficie delle case e delle piazze si snoda una fitta rete di ipogei, cantine, frantoi oleari ed ex tombe etrusche scavate direttamente nella roccia, usati nei secoli come rifugi antiaerei, depositi di grano o cantine per la stagionatura dei formaggi.
Il ponte dei miracoli (e dei record): L’unico modo per accedere al borgo è un ponte pedonale lungo quasi 300 metri e in costante salita. In passato è stato distrutto da bombardamenti, crolli e ricostruito più volte, diventando il cordone ombelicale che tiene letteralmente in vita il paese.
La tradizione gastronomica di Civita e dell’Alta Tuscia si fonda su ingredienti poveri, legati alla terra, ai boschi e al vicino lago di Bolsena. I piatti riflettono la semplicità della cucina contadina medievale, arricchita dai sapori decisi dell’olio extravergine d’oliva locale.
- Pici all’Aglione: Pasta fresca fatta in casa a base di acqua e farina, simile a grossi spaghetti tirati a mano, condita con un sugo di pomodoro e abbondante aglione (un aglio locale dal sapore delicato e altamente digeribile).
- Zuppa di Polendone: Una polenta di grano saraceno o granoturco molto soda, tradizionalmente cotta nel paiolo di rame e servita a fette con un ricco sugo di carne di maiale, salsicce o funghi porcini raccolti nei boschi circostanti.
- Sorbettana e Zuppa di Coregone: Piatti che attingono alla vicinanza con il lago di Bolsena. Il coregone, pesce d’acqua dolce dalle carni delicate, viene servito sfumato al vino bianco e erbe aromatiche, oppure in zuppa insieme ai legumi locali.
- Lombrichelli alla Viterbese: Un’altra variante di pasta fresca tipica della zona, dalla forma allungata e corposa, condita con sughi di cinghiale, ragù bianco di cortile o semplicemente con cacio, pepe e maggiorana.
- Legumi della Tuscia (Fagiolo del Purgatorio di Gradoli e Lenticchie): Serviti in umido con crostini di pane casereccio raffermo, aglio, rosmarino e un giro d’olio EVO a crudo.
- Ciaffagnoni: Frittelle salate sottilissime a base di uova, farina e acqua (simili alle crêpe), cotte in padella e tradizionalmente spolverate con pecorino romano stagionato prima di essere servite calde.
- Tozzetti con Aleatico di Gradoli: Il classico finale di pasto. Biscotti secchi alle nocciole o mandorle da intingere nel tipico vino dolce DOC dell’Alta Tuscia.
Civita (Informazioni utili)
Indirizzo del Comune di Bagnoregio (VT): Piazza Sant’Agostino, 21 CAP: 01022
URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0761/780815
Abitanti: 3250 circa.
Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: comune.bagnoregio.vt.it
L’accesso a Civita richiede come destinazione intermedia il centro di Bagnoregio, da cui si prosegue poi verso il borgo.
In Auto
- Da Nord (Milano, Bologna, Firenze):
- Autostrada A1 (Milano-Napoli) in direzione Roma fino all’uscita Orvieto.
- Proseguire sulla SP12 e poi sulla SP6 in direzione Bagnoregio (circa 20 km dal casello).
- Da Sud (Napoli, Roma):
- Autostrada A1 in direzione Firenze fino all’uscita Orte.
- Immettersi sulla Superstrada SS675 fino all’uscita Viterbo Nord.
- Imboccare la Strada Teverina (SP5) seguendo le indicazioni per Bagnoregio (circa 28 km).
- Dalla Costa Tirrenica (Genova, Livorno, Civitavecchia):
- Percorrere la SS1 Aurelia / A12 fino all’altezza di Tarquinia o Civitavecchia.
- Tagliare verso l’interno in direzione Viterbo lungo la SS675 e proseguire sulla SP5 per Bagnoregio.
- Dalla Costa Adriatica (Ancona, Pescara, Bari):
- Da Nord-Est/Marche: Percorrere la SS77 o la SS3 Flaminia attraversando l’Umbria in direzione Todi/Orvieto, per poi scendere verso Bagnoregio.
- Da Abruzzo/Puglia: Raggiungere Roma (tramite A24/A25 o A14+A1) e risalire l’A1 fino al casello di Orte, oppure proseguire per Viterbo.
In Treno e Autobus
Bagnoregio non ha una stazione ferroviaria diretta; la combinazione treno + bus è la scelta migliore per i mezzi pubblici.
- In Treno:
- Raggiungere la stazione di Orvieto (consigliata per maggior frequenza) oppure di Viterbo lungo la linea Firenze-Roma.
- In Autobus (Linea Cotral):
- Dai piazzali delle stazioni di Orvieto e Viterbo partono i pullman di linea della società Cotral diretti al capolinea di Bagnoregio. (Attenzione: le corse sono molto ridotte nei giorni festivi).
In Aereo
- Aeroporti di riferimento: Roma Fiumicino (FCO) e Roma Ciampino (CIA), situati a circa 130 km.
- Proseguimento: Dagli aeroporti prendere il treno per la stazione di Roma Termini o Roma Tiburtina, poi un treno regionale o Intercity diretto a Orvieto.
Tappa Finale: Parcheggi e Ponte Pedonale
- Dove parcheggiare a Bagnoregio:
- Piazzale Battaglini: Area sosta principale per auto e bus. Da qui parte la navetta urbana diretta all’imbocco del ponte.
- Parcheggio di Via Bonaventura Tecchi / Valle dei Calanchi: Situato più in basso, proprio a ridosso del belvedere e della scalinata per il ponte.
- Accesso al Borgo:
- L’ultimo tratto è percorribile soltanto a piedi attraverso il ponte pedonale in salita lungo circa 300 metri. All’inizio del ponte si trova la biglietteria per il ticket d’accesso.
Tutto quello che devi sapere su Civita (FAQ):
Il celebre epiteto si deve allo scrittore Bonaventura Tecchi, nato nella vicina Bagnoregio. Il soprannome descrive l’inesorabile ed lenta erosione dello sperone di tufo su cui sorge il borgo, minacciato da frane e dagli agenti atmosferici.
Nel 2013 il Comune ha introdotto un contributo d’accesso (oggi di pochi euro) per sostenere gli ingenti costi di monitoraggio strutturale, manutenzione e restauro del borgo, trasformando il ticket in un modello di gestione del turismo e tutela del territorio.
Oltre a essere stata set di numerosi film storici e sceneggiati, le atmosfere di Civita hanno ispirato il maestro Hayao Miyazaki per la creazione dell’isola volante nel celebre film d’animazione Laputa – Castello nel cielo.
Buon soggiorno a Civita da borghidascoprire.eu
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