Calcata (Provincia di Viterbo, Regione Lazio, Italia)
BORGHIEDINTORNI fa tappa nel Lazio per raccontare tutto ciò che c’è da sapere sul bellissimo borgo di Calcata in provincia di Viterbo, a 220 m.s.l.m.
Dalle atmosfere bohémien di Calcata, arroccata sul tufo viterbese, il nostro viaggio prosegue verso l’eleganza medievale di Collalto Sabino e i riflessi incantati di Anguillara Sabazia sul lago, per poi scendere a sud verso la spiritualità gotica dell’Abbazia di Fossanova e il bianco candore mediterraneo di Sperlonga, culminando infine nel fascino senza tempo di Castro dei Volsci, il balcone della Ciociaria che sembra fluttuare sulle nuvole.
Calcata (Accenni storici)
La storia di Calcata è un viaggio affascinante che attraversa millenni, trasformando uno sperone di tufo in un simbolo mondiale di resilienza e cultura. Se oggi questo luogo è conosciuto come uno dei borghi più belli della Tuscia viterbese, lo deve a una cronologia di eventi che mescolano archeologia, nobiltà e leggende misteriose.

Le origini: dai Falisci al Medioevo
Le radici del borgo affondano nell’epoca preromana. L’area della Valle del Treja era infatti uno dei capisaldi della civiltà dei Falisci. Grazie alla conformazione naturale della rupe, Calcata rappresentava una fortezza inespugnabile.
Il nome ufficiale del borgo appare però solo nel Medioevo, citato in un documento dell’VIII secolo appartenente al patrimonio di San Pietro. Nel XIII secolo, il controllo passò alla potente famiglia degli Anguillara, responsabili della costruzione del Palazzo Baronale e della fortificazione della cinta muraria che ancora oggi accoglie i visitatori.
Il decreto del 1935 e l’abbandono
Il destino di Calcata rischiò di interrompersi bruscamente nel 1935, quando un regio decreto dichiarò il borgo inagibile a causa della fragilità della rupe tufacea. Questo portò al progressivo spopolamento verso Calcata Nuova, lasciando il centro storico in uno stato di sospensione temporale.
La rinascita: il “Borgo degli Artisti”
Quello che sembrava il declino definitivo si rivelò la fortuna del sito. Negli anni ’60, il fascino delle case in pietra abbandonate attirò artisti e intellettuali da tutto il mondo. Questo movimento di occupazione pacifica e restauro ha trasformato Calcata in una delle comunità artistiche più famose d’Italia, salvando l’architettura medievale dalla demolizione e dal degrado.
Il mistero della Reliquia di Calcata
Non si può scrivere la storia di Calcata senza menzionare la leggenda del Sacro Prepuzio. Secondo la tradizione, un soldato dei Lanzichenecchi, dopo il Sacco di Roma del 1527, fuggì nel borgo nascondendo la preziosa reliquia nella sua cella. Per secoli, Calcata divenne meta di pellegrinaggi religiosi, finché nel 1983 la reliquia scomparve in circostanze misteriose, aggiungendo un velo di esoterismo al fascino del borgo.
Calcata (Monumenti e luoghi da visitare in un giorno)
Il Palazzo Baronale degli Anguillara
Noto anche come Castello degli Anguillara, domina la piazza principale del borgo ed è la testimonianza architettonica più importante del periodo feudale. Edificato intorno all’anno mille, fu la storica residenza della potente famiglia Anguillara, che controllava gran parte del territorio tra il Lago di Bracciano e la Tuscia viterbese.
Questo monumento rappresenta un punto di riferimento essenziale per chiunque voglia comprendere l’evoluzione urbanistica di Calcata Vecchia. Ecco i dettagli più rilevanti in ottica turistica e storica:
- L’Architettura: La struttura è caratterizzata da una torre merlata e da mura massicce in tufo, tipiche delle fortificazioni medievali dell’area laziale. Il contrasto tra la pietra scura e il verde della Valle del Treja circostante offre uno dei colpi d’occhio più fotografati del borgo.
- Funzione attuale: Oggi il Palazzo non è solo un reperto storico. Di proprietà del Parco Regionale Valle del Treja, ospita gli uffici dell’Ente Parco, un centro visite e spazi espositivi dove vengono allestite mostre d’arte contemporanea e laboratori didattici.
- Cosa vedere all’interno: Tra le sale del palazzo si respira la storia secolare del territorio; di particolare interesse sono gli stemmi nobiliari e i soffitti a cassettone che ancora conservano il fascino delle antiche dimore nobiliari.
Inserire una sosta al Palazzo Baronale durante la tua visita a Calcata ti permetterà di ammirare da vicino la perizia dei costruttori medievali che riuscirono a fondere perfettamente l’architettura umana con la rupe naturale.
La Chiesa del Santissimo Nome di Gesù
Situata a pochi passi dal Palazzo Baronale, la Chiesa del Santissimo Nome di Gesù rappresenta il cuore spirituale di Calcata Vecchia. Sebbene l’edificio appaia sobrio esternamente, la sua storia è intrinsecamente legata a uno dei misteri più fitti della cristianità, rendendola una tappa obbligatoria per chi visita il borgo.
Architettura e Opere d’Arte
La struttura originaria risale al XIV secolo, ma l’aspetto attuale è il risultato di un importante restauro avvenuto nel 1793 per volere della famiglia Anguillara.

- L’Interno: La chiesa si presenta a navata unica, con un soffitto a capriate che mantiene l’atmosfera intima dei borghi medievali.
- Tesori Artistici: Al suo interno potrai ammirare un ciclo di affreschi sulla vita di Cristo, un fonte battesimale del XVI secolo e un pregevole tabernacolo marmoreo che testimonia la ricchezza del patrimonio ecclesiastico locale.
Il Mistero della Reliquia: Il Sacro Prepuzio
Il motivo per cui questa Chiesa è citata in numerosi trattati storici e documentari internazionali è la conservazione del Sacro Prepuzio. Secondo la tradizione, la reliquia fu portata a Calcata da un soldato dei Lanzichenecchi nel 1527.
Per secoli, la Chiesa del Santissimo Nome di Gesù è stata il centro di un culto straordinario, con indulgenze concesse dai Papi e pellegrinaggi da ogni parte d’Europa. La misteriosa scomparsa della reliquia nel 1983 non ha scalfito il fascino del luogo, che resta avvolto in un’aura di esoterismo e devozione popolare che attira ancora oggi curiosi e studiosi.
Consigli per la Visita
La Chiesa è spesso aperta durante i weekend e le festività. Essendo situata in un punto rialzato, il sagrato antistante offre uno scorcio unico sui vicoli circostanti, perfetto per cogliere l’essenza della vita lenta del borgo.
I Belvedere sulla Valle del Treja e le Case Ipogee
Visitare Calcata non significa solo ammirare i suoi monumenti, ma immergersi in un paesaggio unico dove il confine tra opera dell’uomo e natura svanisce. I Belvedere sulla Valle del Treja e le Case Ipogee rappresentano l’essenza visiva e strutturale di questo borgo sospeso.
I Belvedere: Affacci mozzafiato sulla Tuscia
Il centro storico di Calcata termina bruscamente con strapiombi verticali di tufo. Lungo il perimetro del borgo si aprono diversi belvedere naturali che offrono una vista panoramica sul Parco Regionale Valle del Treja.
- Cosa vedere: Dalle terrazze potrai ammirare la fitta vegetazione di forra, il corso del fiume Treja che scorre a valle e il profilo di Mazzano Romano in lontananza.
- Il consiglio fotografico: Il momento migliore per visitare i belvedere è al tramonto, quando il tufo si tinge di arancione, o nelle mattine autunnali, quando la nebbia avvolge la valle facendo apparire Calcata come un’isola nel cielo.
Le Case Ipogee: Vivere nel Tufo
La vera particolarità urbanistica di Calcata è l’uso degli spazi sotterranei. Le Case Ipogee sono abitazioni, magazzini e laboratori interamente scavati nel tufo, risalenti in molti casi all’epoca falisca e poi riutilizzati nel Medioevo.
- Recupero Artistico: Molte di queste grotte, un tempo usate come stalle o cantine, oggi ospitano le celebri botteghe degli artisti. Entrare in una casa ipogea significa scoprire ambienti freschi d’estate e caldi d’inverno, dove le pareti mostrano ancora i segni degli scalpelli medievali.
- Architettura Sostenibile: Queste strutture rappresentano uno dei primi esempi di architettura bio-climatica e integrazione paesaggistica.
Calcata (Curiosità e golosità)
Oltre alla sua storia millenaria, esistono dei dettagli che rendono questo luogo unico al mondo. Ecco alcune curiosità su Calcata che forse non conosci e che renderanno la tua visita ancora più interessante.
1. Un Set Cinematografico Naturale
Grazie alla sua atmosfera sospesa nel tempo, Calcata è stata scelta come location per numerosi film. Il più celebre è senza dubbio “Amici Miei” di Mario Monicelli: è proprio nei vicoli del borgo che il nobile decaduto Alfeo Sassaroli (interpretato da Adolfo Celi) si ritira in una delle scene più iconiche della pellicola. Ma non solo: il borgo appare anche in film di registi come Andrej Tarkovskij e in numerosi spot pubblicitari internazionali.
2. Il Borgo che “non esiste” (sulla mappa catastale)
Per molti anni, dopo il decreto di abbandono del 1935, Calcata è rimasta in un limbo burocratico. Poiché era stata dichiarata inabitabile, ufficialmente il centro storico non doveva più esistere. Questo “vuoto” legislativo ha permesso agli artisti negli anni ’60 di acquistare le case a prezzi irrisori, salvando di fatto il paese dalla demolizione totale che era stata inizialmente prevista.
3. Il “Trono” di Calcata
Passeggiando per le vie del borgo, ti imbatterai in curiose installazioni artistiche permanenti. Una delle più famose sono i tre troni in pietra situati nella piazza principale. Queste sculture non sono solo opere d’arte, ma sedute pensate per invitare residenti e turisti alla sosta e alla conversazione, simbolo della filosofia “slow” che caratterizza la comunità locale.
4. Il Regno dei Gatti
Se sei un amante degli animali, adorerai Calcata. Il borgo è abitato da una numerosa e rispettata comunità felina. I gatti di Calcata sono diventati nel tempo dei veri e propri cittadini onorari, fotografatissimi dai turisti mentre riposano sui davanzali fioriti o sulle soglie delle botteghe artigiane.
5. L’assenza di auto
Calcata Vecchia è uno dei pochi borghi in Italia dove la conformazione fisica del territorio impedisce totalmente l’accesso alle auto (fatta eccezione per piccoli mezzi di servizio). Questo garantisce un’aria pulitissima e un silenzio rotto solo dai suoni della natura e della vita quotidiana, rendendola una meta perfetta per il turismo ecosostenibile.
Cosa mangiare a Calcata: i piatti tipici della tradizione falisca e viterbese
Una visita a Calcata non può dirsi completa senza aver assaporato i sapori decisi della cucina della Tuscia. La gastronomia locale è figlia di una terra vulcanica e generosa, dove gli ingredienti poveri della tradizione contadina sono stati elevati a eccellenze culinarie.
1. Le Fettuccine alla Calcatese
Il piatto simbolo del borgo è senza dubbio la pasta all’uovo fatta in casa. Le fettuccine, rigorosamente stese a mano, vengono spesso condite con un ricco sugo di rigaglie di pollo o, nella versione più amata dai visitatori, con i funghi porcini freschi raccolti nei boschi della Valle del Treja. La consistenza della pasta porosa è perfetta per trattenere i sapori del sottobosco.
2. La Porchetta e i Salumi della Tuscia
In tutta la provincia di Viterbo, la porchetta è un’istituzione. A Calcata la troverai spesso servita in fragranti panini durante le sagre o come antipasto nei ristoranti del centro storico. Non mancare di assaggiare anche i salumi locali, come la coppa o le salsicce di cinghiale, spesso accompagnati dal tipico pane sciapo laziale cotto a legna.
3. Piatti a base di Nocciole e Castagne
Essendo nel cuore del territorio viterbese, le Nocciole dei Monti Cimini (DOP) e le castagne sono protagoniste della tavola, specialmente nei dolci. Ti consigliamo di provare i Tozzetti, biscotti secchi simili ai cantucci ma ricchi di nocciole locali, ideali da intingere in un bicchiere di Aleatico di Gradoli o in un vino rosso della zona.
4. Formaggi e Miele della Valle del Treja
Grazie alla ricca biodiversità del parco naturale circostante, Calcata vanta un’ottima produzione di formaggi pecorini (freschi o stagionati in grotta) e mieli artigianali di castagno o millefiori. Molte botteghe nel borgo offrono degustazioni di questi prodotti a chilometro zero, perfetti per un souvenir gastronomico autentico.
Calcata (Informazioni utili)
Indirizzo del Comune di Calcata (VT): Via San Sebastiano 1, CAP: 01030
URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0761/587021
Abitanti: 905 circa.
Per maggiori informazioni consulta il sito ufficiale
Come arrivare a Calcata: indicazioni da tutta Italia
Raggiungere il borgo di Calcata è semplice, grazie alla sua posizione strategica nel Lazio centrale, a circa 45 km a nord di Roma. Che tu viaggi in auto o con i mezzi pubblici, ecco le rotte principali per arrivare nel “borgo degli artisti”.
Arrivare a Calcata in Auto
L’auto è sicuramente il mezzo più comodo per esplorare la Tuscia viterbese.
- Da Roma (Sud): Prendi la S.S. 2 Cassia o la Cassia Veientana (S.S. 2 bis) in direzione Viterbo. Esci a Mazzano Romano o Rignano Flaminio e segui le indicazioni per Calcata. In alternativa, puoi percorrere la Via Flaminia fino a Rignano Flaminio e poi svoltare verso il borgo.
- Da Viterbo (Nord): Percorri la S.S. 2 Cassia in direzione Roma e segui le indicazioni per Civita Castellana e successivamente per Calcata.
- Dall’Autostrada A1 (Milano-Napoli):
- Per chi viene da Nord: Esci al casello di Magliano Sabina, prosegui sulla S.S. 3 Flaminia verso Roma e segui le indicazioni per Civita Castellana e Calcata.
- Per chi viene da Sud: Esci al casello di Castelnuovo di Porto e segui le indicazioni per la Via Cassia/Mazzano Romano.
Dove parcheggiare: Ricorda che il centro storico di Calcata Vecchia è interamente pedonale. È necessario lasciare l’auto nei parcheggi situati a Calcata Nuova o lungo la strada d’accesso, per poi proseguire a piedi con una suggestiva passeggiata di pochi minuti.
Arrivare a Calcata con i Mezzi Pubblici
Se preferisci il trasporto pubblico, Calcata è servita dai bus extraurbani.
- Da Roma: Prendi il treno della ferrovia Roma-Nord (linea Viterbo) dalla stazione di Roma Saxa Rubra. Da qui partono i bus blu della linea COTRAL diretti a Calcata o Civita Castellana (con coincidenza).
- In Treno: La stazione ferroviaria più vicina è quella di Rignano Flaminio o Civita Castellana, entrambe collegate al borgo tramite bus locali o servizi di linea Cotral.
Arrivare in Aereo
Gli scali più vicini sono gli aeroporti di Roma Fiumicino (FCO) e Roma Ciampino (CIA). Da entrambi gli aeroporti è consigliabile noleggiare un’auto o raggiungere la stazione ferroviaria di Roma Termini/Saxa Rubra per proseguire come indicato sopra.
Tutto quello che devi sapere su Calcata (FAQ):
In un certo senso, sì. Nel 1935 un decreto regio ordinò l’evacuazione del borgo perché considerato “instabile”. Questo “esilio forzato” ha protetto il centro storico dalla cementificazione selvaggia degli anni ’60, preservando l’estetica medievale intatta fino all’arrivo degli artisti che lo hanno ripopolato.
Tra le formazioni vulcaniche della Valle del Treja, appena fuori dal borgo, esiste un’antica struttura scavata nel tufo che la leggenda popolare chiama “Il Trono del Diavolo”. In realtà, si tratta probabilmente di un antico altare di epoca falisca, ma l’atmosfera suggestiva e i simboli incisi alimentano ancora oggi storie di antichi rituali.
I gatti sono i veri custodi del borgo. La leggenda locale vuole che i felini abbiano protetto le case durante gli anni dell’abbandono. Oggi sono così integrati nella comunità che molti hanno “nomi d’arte” e sono i protagonisti silenziosi di quasi ogni bottega artigiana, diventando una vera attrazione per i fotografi.
Buon soggiorno a Calcata da borghidascoprire.eu
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