Collalto Sabino (Provincia di Rieti, Regione Lazio, Italia)
BORGHIEDINTORNI fa tappa nel Lazio per raccontare tutto ciò che c’è da sapere sul bellissimo borgo di Collalto Sabino in provincia di Rieti, situato a 1000 m.s.l.m. Dalle alture fortificate di Collalto Sabino, il viaggio tra i tesori del Lazio prosegue toccando l’eleganza monastica di Fossanova e i riflessi lacustri di Anguillara Sabazia, per poi scendere verso il bianco candore di Sperlonga e risalire infine tra i vicoli in pietra di Castro dei Volsci, vero balcone della Ciociaria. Benvenuti nel Lazio!
Un po’ di storia sulla Sabina: Terra Antica tra Lazio, Umbria e Abruzzo
La Sabina è una regione storico-geografica del Centro Italia che prende il nome dai Sabini, l’antico popolo italico che abitava queste terre prima dell’ascesa di Roma. Oggi, il suo cuore pulsante si trova nella provincia di Rieti, ma i suoi confini sfumano toccando le province di Roma, Terni e L’Aquila.

1. La Geografia: Un Paesaggio Incontaminato
Il paesaggio sabino è caratterizzato da una natura rigogliosa e collinare che digrada dolcemente verso la valle del Tevere.
- Monti Sabini: Una catena montuosa che offre vette panoramiche come il Monte Tancia.
- Laghi: Ospita specchi d’acqua meravigliosi come il Lago del Turano e il Lago del Salto, mete ideali per il turismo lento.
- Uliveti: La Sabina è famosa in tutto il mondo per le sue colline ricoperte di ulivi secolari (qui si trova l’ulivo più grande d’Europa, a Fara in Sabina).
2. Storia e Mito: Le Radici di Roma
La storia della Sabina è indissolubilmente legata a quella di Roma. Chi non ricorda il leggendario “Ratto delle Sabine”? Questo episodio mitologico segnò l’unione tra i Romani e i Sabini, che contribuirono in modo determinante alla nascita della civiltà romana (ben due dei sette Re di Roma, Numa Pompilio e Anco Marzio, erano di origine sabina).
3. Spiritualità e Borghi
La Sabina è anche una terra di profonda spiritualità. È conosciuta come la “Valle Santa” perché ospita i quattro santuari fondati da San Francesco d’Assisi (Greccio, La Foresta, Poggio Bustone e Fonte Colombo). I suoi borghi, come quello di Collalto Sabino di cui stiamo parlando, sono piccoli gioielli medievali arroccati, dove il tempo sembra essersi fermato.
4. Eccellenza Gastronomica: L’Oro Verde
Se dici Sabina, dici Olio Extravergine d’Oliva DOP. È stato il primo olio in Italia a ricevere la Denominazione di Origine Protetta. La cucina locale è genuina, basata su paste fatte in casa, formaggi pecorini e carni alla brace.
Collalto Sabino (Accenni storici)
L’elemento che definisce lo skyline di Collalto Sabino è senza dubbio il suo imponente Castello Baronale. Originariamente una torre di avvistamento, la struttura venne ampliata e fortificata nel corso dei secoli dalle grandi famiglie nobiliari che si contesero questo feudo.
- I Savelli e gli Orsini: Furono tra i primi a possedere il borgo, trasformandolo in un centro di potere locale.
- La famiglia Soderini: Nel XVI secolo, grazie a importanti lavori di ristrutturazione, il castello assunse l’aspetto di una maestosa residenza rinascimentale, pur mantenendo le sue poderose mura difensive.
- I Barberini: Sotto il loro dominio, il borgo visse un periodo di relativa stabilità e prestigio architettonico.
Un Borgo Sospeso nel Tempo
Passeggiare oggi per Collalto Sabino significa attraversare secoli di storia. Oltre al castello, meritano una menzione:
- La cinta muraria: Ancora ben conservata, con le sue torri e le porte d’accesso che un tempo proteggevano gli abitanti.
- Il Convento di San Francesco: Luogo di pace e spiritualità che testimonia l’importanza religiosa del borgo nel territorio sabino.
Perché visitare Collalto Sabino oggi?
Oggi Collalto Sabino non è solo un monumento a cielo aperto, ma un esempio di come la storia possa convivere con un turismo lento e consapevole. Visitare questo borgo significa scoprire l’autenticità della Sabina, tra leggende di antichi cavalieri e una natura incontaminata che abbraccia l’abitato.

Collalto Sabino (Monumenti e luoghi da visitare in un giorno)
Il Castello Baronale
Situato nel punto più alto del paese, il Castello è una straordinaria fusione tra architettura militare difensiva e residenza nobiliare di lusso. La sua posizione strategica permetteva un tempo di controllare i confini tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli.
Cosa lo rende unico:
- La Struttura: È caratterizzato da un’imponente torre quadrata centrale (il mastio) e due torri circolari che sorvegliano i lati nord e sud. Le mura esterne includono camminamenti di ronda e baluardi che raccontano secoli di assedi e battaglie.
- Il Giardino e il Parco: All’interno delle mura si trova un magnifico giardino all’italiana con siepi di bosso modellate geometricamente, che offre un contrasto elegante con la pietra grezza delle fortificazioni.
- Gli Stemmi Nobiliari: Sopra il ponte levatoio è ancora visibile lo stemma dei Barberini, con le celebri tre api, a testimonianza del periodo di massimo splendore del maniero.
Un po’ di storia:
Il Castello passò di mano tra le più potenti famiglie romane:
- I Savelli: Furono i primi a trasformare l’originaria torre di avvistamento in una vera roccaforte.
- I Soderini: Nel XVI secolo diedero al castello un’impronta rinascimentale.
- I Barberini: Nel 1641, il Cardinale Francesco Barberini (nipote di Papa Urbano VIII) lo acquistò rendendolo una dimora sfarzosa e ricca di affreschi.
Informazioni Utili:
- Visite Guidate: Spesso gestite dalla Pro Loco locale (soprattutto nei weekend), permettono di scoprire le prigioni, le sale baronali e i camminamenti.
- Soggiorni Esclusivi: Attualmente, parte della struttura è stata convertita in una dimora storica di lusso. È possibile affittare l’intero castello per eventi o soggiorni indimenticabili, rendendolo una delle location più esclusive del centro Italia.
- Il Panorama: Non dimenticare la fotocamera: dalle mura del castello la vista spazia dal Monte Terminillo al Gran Sasso, fino a scorgere i paesi che circondano il Lago del Turano.
Il Centro Storico e la Porta dell’Orologio
Passeggiare per Collalto Sabino significa immergersi in un’atmosfera sospesa. Il borgo è rinomato per la sua pulizia impeccabile e per la cura che gli abitanti dedicano ai vicoli, adornati con vasi di fiori e decorazioni in ferro battuto.
- L’Architettura: Le case sono costruite interamente in pietra locale, con tetti a tegole che creano un mosaico cromatico uniforme. Molti portali conservano ancora le date incise sull’architrave, alcune risalenti al XV e XVI secolo.
- La Fontana Ottagonale: Situata nella piazza principale, questa fontana in pietra del 1600 non era solo un ornamento, ma il punto di ritrovo vitale per la comunità. Oggi è lo spot perfetto per una sosta rinfrescante prima di salire verso il castello.
- I Belvedere: Camminando lungo il perimetro del centro, si incontrano affacci naturali che regalano viste spettacolari sui Monti Carseolani e sulla valle sottostante.
La Porta dell’Orologio: L’Ingresso nel Tempo
E’ molto più di un semplice varco. infatti è il confine simbolico che separa il mondo moderno dalla quiete del passato.
- La Struttura: Inserita nella possente cinta muraria, la porta è sormontata da una torretta che ospita un antico orologio meccanico. L’arco a tutto sesto accoglie i visitatori invitandoli a rallentare il passo.
- Funzione Storica: Anticamente era l’accesso principale protetto, che veniva chiuso durante la notte o in caso di pericolo. Superandola, si ha la sensazione netta di entrare in una “cittadella” fortificata.
- Punto Fotografico: Per i fotografi o amanti dei social, questo è il punto più iconico. La prospettiva che inquadra l’orologio con i vicoli che si stringono subito dopo è l’immagine simbolo di Collalto Sabino.
Consigli per il viaggiatore:
- Calzature: Il centro storico è interamente pavimentato in acciottolato e pendenza, si consiglia sempre di utilizzare scarpe comode.
- L’orario migliore: Suggeriamo la visita nel tardo pomeriggio. Quando la luce calda del tramonto colpisce la pietra della Porta dell’Orologio, il borgo assume un colore dorato indimenticabile.
- Eventi: Durante il periodo natalizio il centro storico ospita mercatini ed eventi che trasformano la Porta dell’Orologio nell’ingresso di un villaggio incantato.
Il Convento di San Francesco
Immerso in un fitto bosco di querce e castagni, a breve distanza dal cuore del borgo, sorge il Convento di San Francesco. Questo luogo non è solo un monumento religioso, ma un rifugio di silenzio dove la storia si intreccia con la leggenda francescana.
Le Origini e la Leggenda
La tradizione vuole che il convento sia stato fondato a seguito del passaggio di San Francesco d’Assisi in queste terre. Il “Poverello d’Assisi”, durante i suoi viaggi tra la Valle Santa reatina e l’Abruzzo, avrebbe sostato proprio su questa altura, ispirando la costruzione di un primo romitorio.
L’attuale struttura risale principalmente al XV secolo, quando i monaci Francescani Minori Osservanti ampliarono l’edificio originale, rendendolo un centro di spiritualità fondamentale per tutta la zona carseolana.
Cosa Ammirare al suo Interno
Nonostante la sua semplicità esteriore, tipica dell’ordine francescano, il convento custodisce tesori d’arte inaspettati:
- Il Chiostro: Il cuore della struttura, con le sue arcate che racchiudono un giardino interno. È il luogo perfetto per percepire la “Regola” del silenzio e del lavoro.
- La Chiesa: Al suo interno si trova una splendida pala d’altare e un ciclo di affreschi che decorano le pareti, raccontando scene della vita del Santo e di altri personaggi dell’ordine.
- Il Coro Ligneo: Un’opera di alta ebanisteria locale che testimonia la maestria degli artigiani sabini del passato.
Il Sentiero della Natura
Raggiungere il convento a piedi dal borgo è un’esperienza che ogni visitatore dovrebbe fare. Il sentiero è agevole e permette di godere del microclima fresco della Sabina, rendendolo una meta ideale anche nelle calde giornate estive.
Collalto Sabino (Curiosità e golosità)
Ecco alcuni aneddoti esclusivi su Collalto Sabino che non tutti conoscono:
1. Un Set da Cinema e Pubblicità
Collalto Sabino è un vero e proprio studio cinematografico a cielo aperto. La sua bellezza senza tempo ha attirato registi e brand internazionali:
- Il Cinema: È stato la cornice di diversi film, tra cui spicca “L’Agnese va a morire” di Giuliano Montaldo.
- Lo Spot della Perugina: Molti ricordano il borgo come location di una celebre pubblicità dei Baci Perugina, dove l’atmosfera romantica dei vicoli innevati era protagonista assoluta.
2. Il “Paese dei Presepi”
Durante il periodo natalizio, Collalto Sabino si trasforma in un presepe vivente naturale. La curiosità? Gli abitanti espongono centinaia di piccoli presepi artigianali alle finestre, nelle nicchie dei muri e dentro le cantine aperte. Questo evento attira migliaia di visitatori, trasformando il borgo in una meta magica sotto la neve.
3. Il Confine “Caldo” tra Due Regni
Per secoli, Collalto Sabino non è stato solo un borgo tranquillo, ma una terra di frontiera pericolosissima. Essendo sul confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie, era un punto di passaggio obbligato per mercanti, ma anche per briganti. Si dice che nei sotterranei del castello esistano ancora passaggi segreti utilizzati per fuggire rapidamente oltre confine in caso di attacco.
4. La “Gogna” Medievale
Passeggiando nel centro storico, aguzza la vista: si narra che in passato esistessero dei punti precisi dove i malviventi o chi non rispettava le leggi del barone veniva esposto alla pubblica gogna. La struttura del borgo, con la sua piazza centrale e i vicoli stretti, era studiata apposta affinché tutti potessero vedere (e giudicare) il colpevole.
5. Un Castello “Salvato” dai Privati
A differenza di molte fortezze italiane lasciate all’abbandono, il Castello di Collalto Sabino è una delle poche strutture di questa portata a essere stata restaurata integralmente da privati alla fine del XX secolo. Questo ha permesso di preservare non solo le mura, ma anche i preziosi arredi interni, rendendolo uno dei castelli più “vivi” e meno “rudere” di tutta la regione.
La cucina di Collalto Sabino è figlia della sua posizione geografica: un incontro perfetto tra la tradizione contadina della Sabina reatina e le influenze dell’area carseolana (Abruzzo).
Ecco i piatti che bisogna assolutamente assaggiare:
1. Le Sagne e Fagioli (Il piatto del borgo)
È la specialità per eccellenza. Si tratta di una pasta povera fatta in casa con acqua e farina, tagliata a strisce irregolari.
- Il condimento: Viene servita con un sugo denso di fagioli (spesso borlotti o fagioli del posto), aglio, olio extravergine della Sabina e un pizzico di peperoncino.
- Curiosità: A Collalto Sabino si tiene una celebre sagra dedicata proprio a questo piatto, solitamente in estate.
2. I Pizzicotti
Un altro primo piatto iconico della zona di Rieti. Il nome deriva dal gesto di “pizzicare” la pasta lievitata (quella del pane) per staccarne dei pezzetti da gettare direttamente nell’acqua bollente.
- Il sugo: Generalmente vengono conditi con un sugo di pomodoro piccante, aglio e prezzemolo. È un piatto rustico dalla consistenza unica.
3. Gli Arrosticini e le Carni alla Brace
Data la vicinanza con l’Abruzzo, la cultura della pastorizia è fortissima.
- Cosa cercare: Non mancano mai gli arrosticini di pecora, cotti rigorosamente sulla “canala” (la tipica brace stretta e lunga). Anche l’abbacchio e la salsiccia locale, profumata al finocchietto, sono immancabili nelle trattorie del borgo.
4. L’Olio Extravergine di Oliva della Sabina (DOP)
Non è un piatto, ma è l’ingrediente segreto di ogni ricetta. L’olio della Sabina è uno dei più pregiati d’Italia, noto per la sua bassa acidità e il sapore fruttato ma equilibrato.
- Il consiglio: Va provato semplicemente su una fetta di pane bruscato (la classica bruschetta) per sentirne la storia.
5. Dolci Secchi: Tozzetti e Ciambelle al Vino
Per chiudere il pasto, la tradizione offre dolci semplici ma profumatissimi:
- Tozzetti: Simili ai cantucci ma spesso arricchiti con le nocciole del territorio.
- Ciambelline al vino: Croccanti e ricoperte di zucchero, perfette da inzuppare nel vino rosso locale.
Collalto Sabino (Informazioni utili)
Indirizzo del Comune di Collalto Sabino (RI): Piazza Guglielmo Marconi 1, CAP: 02022
URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0765/98025
Abitanti: 383 circa.
Per maggiori informazioni consulta il sito ufficiale www.visitlazio.com
Come Arrivare a Collalto Sabino: Guida Pratica
Collalto Sabino si trova in una posizione strategica tra il Lazio e l’Abruzzo, a circa 70 km da Roma e 50 km da Rieti. Ecco tutte le opzioni:
1. In Auto (La soluzione più comoda)
L’auto è il mezzo migliore per godersi il panorama della Sabina in totale libertà.
- Da Roma e dal Sud Italia: Prendi l’autostrada A24 Roma-L’Aquila-Teramo e procedi verso est. Esci al casello Carsoli/Oricola. Da qui, segui le indicazioni per Collalto Sabino (circa 15 minuti di guida su strada provinciale).
- Dal Nord Italia: Percorri l’autostrada A1 Milano-Napoli fino allo svincolo per la A24 in direzione L’Aquila. Esci a Carsoli/Oricola e segui la segnaletica locale.
- Dalla Costa Adriatica: Prendi la A24 in direzione Roma, esci a Carsoli/Oricola e prosegui verso il borgo.
2. In Treno e Bus (Trasporto Pubblico)
Per chi preferisce il turismo sostenibile, la combinazione treno+bus è l’opzione ideale.
- Il Treno: La stazione ferroviaria più vicina è quella di Carsoli (linea Roma-Avezzano-Sulmona). Ci sono treni frequenti che partono da Roma Tiburtina o Roma Termini (durata circa 1h – 1h 30min).
- Il Bus (Cotral): Dalla stazione di Carsoli partono i bus della linea Cotral che collegano la stazione direttamente con la piazza principale di Collalto Sabino.
- Nota: Bisogna sempre controllare gli orari sul sito ufficiale Cotral, specialmente nei giorni festivi quando le corse potrebbero essere ridotte.
3. In Aereo
Per chi viene da più lontano (Isole o Estero), gli scali di riferimento sono quelli della Capitale:
- Roma Ciampino (CIA): È l’aeroporto più vicino (circa 75 km). Da qui è consigliabile noleggiare un’auto per raggiungere il borgo in meno di un’ora.
- Roma Fiumicino (FCO): Dista circa 100 km. È ben collegato con i treni regionali verso Roma Tiburtina, da dove si può proseguire in treno verso Carsoli.
Tutto quello che devi sapere su Collalto Sabino (FAQ):
I vicoli del borgo e il suo maestoso Castello Baronale hanno fatto da sfondo a una pietra miliare del cinema italiano. Nel 1970, proprio a Collalto Sabino, sono state girate molte scene esterne del celebre film “Lo chiamavano Trinità…”. Passeggiando oggi tra le mura di pietra e i portoni medievali del paese, sembra quasi di rivedere le ambientazioni di quel western ironico e intramontabile che ha segnato un’epoca.
Collalto Sabino sorge sopra una gigantesca e ricchissima “riserva” d’acqua dolce. Il suo territorio fa parte della grandiosa riserva naturale dei Monti Cervia e Navegna ed è circondato da boschi di castagno secolari che nascondono un’infinità di sorgenti purissime. Questa abbondanza d’acqua non solo alimenta le fontane storiche del borgo, ma storicamente rendeva il paese totalmente autosufficiente e inespugnabile durante gli assedi medievali.
Durante le feste, Collalto Sabino si trasforma in un vero e proprio presepe vivente e diffuso, ma con una particolarità: le cantine in pietra, le vecchie stalle e i vicoli più nascosti del borgo vengono riaperti dagli abitanti per ospitare artigiani, antichi mestieri e cantastorie. La curiosità è che l’intero percorso viene illuminato quasi esclusivamente da fiaccole e candele, creando un’atmosfera ovattata e medievale che sposa perfettamente lo spirito del turismo lento e del silenzio.
Buon soggiorno a Collalto Sabino da borghidascoprire.eu
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