Mezzano (Provincia di Trento, Regione Trentino Alto Adige, Italia)
BORGHIDASCOPRIRE.EU si trova in Trentino Alto Adige, splendida regione, per scoprire il meraviglioso borgo di Mezzano, piccolo centro a 640 m.s.l.m. Dalle artistiche cataste di legna di Mezzano (TN), il viaggio prosegue verso l’incanto medievale di Canale di Tenno, sospeso sopra le acque turchesi del suo lago, per poi risalire verso nord tra le mura perfettamente intatte di Glorenza, la città più piccola delle Alpi. Il percorso si conclude lasciandosi cullare dai riflessi del fiume Isarco che bagna la pittoresca Chiusa, prima di ammirare gli scorci fluviali di Borgo Valsugana, dove l’arte e l’acqua si fondono in un abbraccio indimenticabile. Benvenuti in Trentino Alto Adige!
Mezzano (Accenni storici)
Le prime tracce documentate di Mezzano risalgono al Medioevo. Il borgo fu per secoli un feudo della potente famiglia dei Welsperg, signori della Valle di Primiero, che controllavano il territorio per conto dei conti del Tirolo. Questa influenza “tirolese” è ancora visibile nell’architettura delle case, con i loro ballatoi in legno e le pietre a vista.
L’era delle miniere
Tra il XV e il XVII secolo, Mezzano visse un periodo di grande splendore grazie all’attività mineraria. Le montagne circostanti erano ricche di minerali e molti abitanti (chiamati canòpi) lavoravano all’estrazione di argento, rame e piombo. La ricchezza derivata dalle miniere permise la costruzione di case signorili e fontane che ammiriamo ancora oggi.
Un’architettura di sopravvivenza e arte
Storicamente, Mezzano è un esempio perfetto di architettura rurale adattiva. Poiché lo spazio tra le montagne era prezioso, le case venivano costruite vicine l’una all’altra, lasciando solo piccoli corridoi (i “sottoportici”) per il passaggio.

La curiosità storica: La tradizione delle cataste di legna, che oggi è diventata la mostra permanente “Cataste e Canzei”, nasce da una necessità storica: ogni famiglia doveva accumulare legna per sopravvivere ai lunghi inverni dolomitici, e lo faceva sfruttando ogni millimetro disponibile sotto i ballatoi, trasformando un accumulo necessario in un segno di ordine e decoro domestico.
Mezzano (Monumenti e luoghi da visitare in un giorno)
Il Percorso “Cataste e Canzei”
Il termine “Canzei” nel dialetto locale indica le cataste di legna ordinate che le famiglie accumulano per l’inverno. A Mezzano, questa necessità pratica è diventata una forma d’arte permanente. Lungo i vicoli del borgo, la legna non è solo accatastata, ma scolpita, intrecciata e colorata per dare vita a vere opere d’arte che decorano facciate e cortili.
Le tappe imperdibili del percorso:
Attualmente il borgo ospita circa 30 installazioni. Ecco le 3 più iconiche da osservare:
- “La Fisarmonica”: Una catasta che riproduce perfettamente i tasti e il mantice di una fisarmonica, omaggio alla musica popolare del Primiero.
- “Il Volto”: Un’opera straordinaria dove le diverse tonalità dei ciocchi di legno creano un volto umano che sembra emergere dal muro della casa.
- “La Grande Clessidra”: Situata in una piazzetta suggestiva, simboleggia il tempo che scorre lentamente nel borgo (perfetta per il tuo concetto di turismo lento).

Info pratiche per il percorso:
- Costo: Il percorso è totalmente gratuito e aperto 365 giorni l’anno.
- Tempo di percorrenza: Circa 1 ora per vederle tutte con calma, perdendosi tra i vicoli.
- Accessibilità: È un percorso adatto a tutti, famiglie con passeggini incluse, poiché si snoda interamente nelle vie pianeggianti del centro storico.
La Chiesa di San Giorgio
La chiesa attuale risale al 1670, costruita su una struttura molto più antica del XIV secolo. È un esempio perfetto di come l’arte barocca sia penetrata nelle valli dolomitiche, mescolandosi allo stile alpino.
- Il Campanile: È l’elemento più iconico. La sua cupola “a cipolla” rivestita in scandole di legno o metallo è un chiaro richiamo all’influenza tirolese e mitteleuropea, tipica di questa zona del Trentino che per secoli è stata legata ai Conti del Tirolo.
- La Facciata: Semplice e maestosa, accoglie i visitatori nel punto più alto del centro abitato, fungendo da “belvedere” naturale sul borgo.
Cosa vedere all’interno
Sebbene l’esterno sembri austero, l’interno nasconde tesori che testimoniano la ricchezza del periodo minerario di Mezzano:
- L’Altare Maggiore: Un’imponente opera in legno intagliato e dorato, tipica del barocco alpino, che incornicia la pala dedicata a San Giorgio.
- Gli Altari Laterali: Dedicati alla Madonna e ai santi protettori dei minatori e dei contadini.
- L’Organo: Uno strumento storico ancora funzionante che viene spesso utilizzato per concerti di musica sacra, molto suggestivi grazie all’acustica della navata unica.
Il consiglio di borghidascoprire:
- Punto Panoramico: E’ consigliabile fermarsi sul sagrato della chiesa e da lì si ha la vista migliore sui tetti di Mezzano per scorgere dall’alto molte delle “Cataste e Canzei” sparse tra i vicoli. È il punto perfetto per una foto panoramica che abbraccia tutto il borgo con le Pale di San Martino sullo sfondo.
- Curiosità: San Giorgio è il patrono di Mezzano e viene festeggiato il 23 Aprile, sarebbe bello visitare il borgo per il Ponte del 25 Aprile, e vi troverete proprio nel mezzo dei festeggiamenti patronali, con il borgo addobbato a festa!
Le Antiche Fontane e i Lavatoi
Le Antiche Fontane e i Lavatoi rappresentano l’anima “viva” e storica di Mezzano. Se le cataste di legna sono l’arte, le fontane sono il racconto della quotidianità rurale che ha permesso al borgo di sopravvivere nei secoli.
Una ricchezza d’acqua unica
In passato, Mezzano era soprannominata “la piccola Venezia di montagna” per l’incredibile numero di sorgenti e corsi d’acqua che attraversavano l’abitato. Oggi, camminando tra i vicoli, se ne contano ancora decine, molte delle quali monumentali.
I luoghi simbolo:
- La Fontana di Piazza Canton: È forse la più bella e fotografata. Costruita in pietra massiccia, con una grande vasca rettangolare, era il punto di ritrovo principale del borgo. Qui l’acqua sgorga limpidissima e ghiacciata direttamente dalle sorgenti dolomitiche.
- I Lavatoi Coperti: Molti di questi spazi sono stati restaurati e sono ancora perfettamente agibili. Erano il “social network” di un tempo: qui le donne del borgo si ritrovavano per lavare i panni e scambiarsi notizie, protette dai tetti in legno tipici dell’architettura alpina.
- Le canalette d’acqua: In alcuni punti del centro storico è ancora possibile vedere le antiche canalette in pietra che portavano l’acqua dai campi direttamente nelle stalle e nelle case del borgo.
Mezzano (Curiosità e golosità)
Quello che non sai di Mezzano te lo sveliamo noi:
1. Il Borgo delle 400 Fontane
Anche se oggi ne vediamo una selezione monumentale nel centro, storicamente Mezzano e il suo territorio contavano circa 400 fontane. In un’epoca in cui non c’era l’acqua corrente in casa, questa abbondanza rendeva Mezzano uno dei borghi più fortunati e “tecnologici” della valle. L’acqua non serviva solo per bere, ma era il motore per i mulini, i lavatoi e le fucine dei fabbri.
2. Perché “Mezzano”? Il mistero del nome
Il nome del borgo deriva dal latino Medium, che significa “di mezzo”. Ma in mezzo a cosa?
- La teoria più accreditata è che si trovasse esattamente a metà strada tra i centri di Imer e Siror, gli altri due insediamenti storici della Valle di Primiero.
- Un’altra leggenda locale dice invece che fosse il punto mediano di passaggio per i pellegrini e i mercanti che valicavano le Dolomiti verso il Nord Europa.
3. La Legna che “parla” (Il patto tra vicini)
La tradizione delle cataste non è solo artistica, ma nasconde un antico codice di buon vicinato. Anticamente, il modo in cui veniva accatastata la legna indicava lo stato della famiglia:
- Una catasta perfettamente ordinata e decorata era segno di una famiglia laboriosa e affidabile.
- Se la legna era messa alla rinfusa, i vicini potevano mormorare sulla “scarsa voglia di lavorare” dei padroni di casa! Oggi questa filosofia è diventata arte, ma l’orgoglio dei mezzanesi per l’ordine dei loro canzei è rimasto intatto.
Ecco i piatti che non possono mancare nel tuo viaggio a Mezzano:
1. Tosèla di Primiero (Il piatto simbolo)
È il re indiscusso della tavola locale. La Tosèla è un formaggio fresco, a pasta cruda, prodotto con il latte delle malghe della Valle di Primiero.
- Come si mangia: Viene tagliata a fette spesse circa un centimetro e rosolata nel burro di malga finché non si forma una crosticina dorata.
- L’abbinamento: Si serve tradizionalmente con la polenta e i funghi porcini o finferli freschi.
2. Canederli (Knödel)
Non esiste Trentino senza canederli, ma qui a Mezzano hanno il sapore della tradizione di confine. Sono grandi gnocchi di pane raffermo arricchiti con vari ingredienti.
- Le varianti: I più classici sono con lo speck, ma sono molto amati anche quelli ai formaggi locali o agli spinaci selvatici.
- Come si servono: In brodo di carne (perfetti in inverno) o “asciutti” con burro fuso e salvia.
3. Strangolapreti
Un nome curioso per un piatto delizioso. Sono gnocchetti a base di pane raffermo, spinaci (o erbe di campo) e uova.
- La curiosità: Si chiamano così perché, secondo la leggenda, erano talmente buoni che i preti dell’epoca del Concilio di Trento ne mangiavano così tanti da rischiare di soffocare!
- Condimento: Burro spumeggiante, una grattugiata di Trentingrana e una spolverata di cannella o pepe nero.
4. Carne Salada
Tipica di tutta la provincia di Trento, è carne di manzo magra, marinata con sale e spezie per settimane.
- Come gustarla: Ottima servita cruda come un carpaccio (con un filo d’olio del Garda) oppure scottata velocemente in padella e accompagnata dai tipici fasoi enzoi (fagioli conditi).
Il dolce: Lo Strudel di Mezzano
Dimentica gli strudel industriali. Qui lo strudel si fa con la mela Renetta o Golden del Trentino, pinoli, uvetta e una sfoglia sottilissima. Spesso viene servito tiepido con una colata di crema alla vaniglia o panna montata fresca.
Mezzano (informazioni utili)
Indirizzo del Comune di Mezzano (TN): Via Roma 51, CAP: 38050
URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0439/67019
Abitanti: 1600 circa.
Per maggiori informazioni consulta il sito ufficiale www.comune.mezzano.tn.it
Raggiungere Mezzano (TN) è piuttosto semplice, sia che tu scelga l’auto che i mezzi pubblici, grazie alla sua posizione strategica nella Valle di Primiero. Ecco una guida pratica per i lettori:
In Auto (La soluzione più flessibile)
- Da Sud (Padova/Venezia): Prendi l’autostrada A13 (Bologna-Padova) fino a Padova Sud o Ovest, poi prosegui sulla SS47 della Valsugana in direzione Bassano/Trento. A Cismon del Grappa, imbocca la SS50bis (direzione Feltre/Belluno) fino ad Arten e poi la SS50 seguendo le indicazioni per Primiero/Mezzano.
- Da Nord/Ovest (Trento/Verona/Modena): Percorri l’autostrada A22 del Brennero fino all’uscita Trento Centro. Da lì prendi la SS47 della Valsugana (direzione Padova) fino a Cismon del Grappa, poi segui la stessa direttrice descritta sopra (SS50bis e SS50).
- Da Bolzano: Puoi uscire a Egna-Ora e percorrere la SS48 (Val di Fiemme) fino a Predazzo, per poi scendere verso il Passo Rolle e San Martino di Castrozza sulla SS50 fino a Mezzano.
In Treno + Bus (L’opzione “Green”)
Mezzano non ha una stazione ferroviaria diretta, ma è collegata ottimamente dalle stazioni limitrofe tramite i bus di Trentino Trasporti:
- Via Feltre (Soluzione consigliata): È la stazione ferroviaria più vicina (linea Padova-Belluno). Appena fuori dalla stazione trovi i bus diretti che in circa 30-40 minuti ti portano nel centro di Mezzano.
- Via Trento: Dalla stazione di Trento puoi prendere il treno regionale della Valsugana fino a Borgo Valsugana e da lì proseguire con il bus (linea B514). Esiste anche un bus diretto dall’autostazione di Trento che impiega circa 2 ore.
- Alta Velocità: Per chi viene da Milano, Roma o Napoli, il consiglio è arrivare in Frecciarossa o Italo fino a Padova o Trento e poi proseguire con le combinazioni treno regionale + bus descritte sopra.
In Aereo
Gli aeroporti più vicini sono:
- Venezia “Marco Polo” (VCE) o Treviso (TSF): Da qui puoi noleggiare un’auto (circa 1h 30min) o usare i servizi bus stagionali.
- Verona “Valerio Catullo” (VRN): Comodo se vuoi proseguire in treno via Trento.
Il consiglio di borghidascoprire:
Considerate l’opzione Feltre + Bus: è la più rapida per chi viaggia con i mezzi pubblici da tutta Italia (via Padova). Inoltre, Mezzano è un borgo perfettamente visitabile senza auto, rendendolo una destinazione ideale per il turismo sostenibile!
Tutto quello che devi sapere su Mezzano (FAQ):
È un’iniziativa chiamata “Siediti e ascolta”. Quando trovi una di queste grandi sedie rosse, significa che sei in un punto panoramico o storico particolare. In passato, premendo un pulsante o scansionando un codice, potevi ascoltare storie e leggende del borgo narrate dalla voce dei residenti. È l’invito ufficiale del comune a praticare il “turismo lento” e a connettersi con la comunità locale.
I Tabià sono i fienili tradizionali. A Mezzano hanno una particolarità architettonica: sono spesso integrati direttamente nel corpo della casa o situati in posizioni estremamente rialzate per sfruttare le correnti d’aria che scendono dalle Pale di San Martino, garantendo un’essiccazione perfetta del fieno. Molti di questi sono oggi diventati le “tele” preferite per le installazioni delle cataste di legna.
Sì, la “Desmontegada” (che avviene tra fine settembre e inizio ottobre). Sebbene sia una festa di tutta la Valle di Primiero, Mezzano è uno dei punti più suggestivi dove veder passare le mucche che tornano dall’alpeggio estivo. Gli animali vengono addobbati con corone di fiori giganti e campanacci decorati, e il borgo si riempie di mercatini di artigianato e degustazioni di prodotti caseari appena scesi dalle malghe.
Buon soggiorno ad Mezzano da borghidascoprire.eu
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