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Veduta del Castello Aragonese Pirro del Balzo a Venosa con la torre cilindrica di avvistamento.

Venosa è pazzesca: guarda cosa c’è qui!

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Venosa (Provincia di Potenza, Regione Basilicata, Italia)

BORGHIDASCOPRIRE.EU fa tappa nello stupendo borgo di Venosa in provincia di Potenza a 750 m.s.l.m. Partendo dalle storiche architetture e dai profumi enologici di Venosa, il viaggio tra le meraviglie lucane prosegue verso la suggestiva spettralità di Craco, si affaccia sul mare cristallino e sulle vette di Maratea, attraversa i caratteristici vicoli in pietra di Guardia Perticara, risale fino al maestoso Castello di Miglionico e si conclude dinanzi all’imponente Cattedrale di Acerenza. Benvenuti in Basilicata!

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Venosa (Accenni storici)

Fondata dagli Romani nel 291 a.C. dopo la vittoria sui Sanniti e dedotta come colonia latina lungo l’importante via Appia, la città venne chiamata Venusia in onore della dea Venere.

Divenuta un fiorente centro commerciale e militare dell’antichità, la città legò indissolubilmente il suo nome alla cultura classica nel 65 a.C., anno in cui vi nacque il celebre poeta latino Quinto Orazio Flacco, autore del celebre motto “Carpe diem”.

Con la caduta dell’Impero Romano e l’avvento del Cristianesimo, Venosa mantenne una forte rilevanza strategica e religiosa. Durante l’epoca altomedievale e la dominazione normanna, la città visse un nuovo periodo di splendore: fu proprio la famiglia degli Altavilla a scegliere l’Abbazia della SS. Trinità come pantheon di famiglia.

Nel corso del Rinascimento, sotto il dominio della famiglia Orsini e successivamente dei Gesualdo, Venosa si trasformò in un raffinato centro culturale. In questo periodo la città diede i natali a Carlo Gesualdo da Venosa, celebre compositore e principe rinascimentale, mentre l’assetto urbano si arricchì con la costruzione del maestoso Castello Aragonese eretto da Pirro del Balzo alla fine del XV secolo.

Venosa (Monumenti e luoghi da visitare in un giorno)

Il Castello Aragonese

Noto anche come Castello Pirro del Balzo, è il monumento simbolo del borgo e domina Piazza Umberto I con la sua imponente struttura tardo-medievale.

Una splendida veduta del Castello di Venosa.

Storia e Architettura

Costruito tra il 1460 e il 1470 per volere del duca Pirro del Balzo, il Castello nacque come fortezza difensiva a pianta quadrata con quattro massicci torroni cilindrici agli angoli e un profondo fossato circostante.

Nel corso del XVII secolo, sotto la signoria dei principi Gesualdo, la fortezza perse gradualmente la sua funzione militare per trasformarsi in una raffinata residenza nobiliare, con l’aggiunta del loggiato interno e la sistemazione della corte centrale.

Cosa vedere al suo interno

  • Museo Archeologico Nazionale: Custodito nei sotterranei e nei piani del castello, raccoglie reperti che testimoniano la storia di Venosa dalla preistoria all’epoca romana e medievale.
  • Fossato e Camminamenti: Il ponte di accesso (un tempo levatoio) e i camminamenti offrono scorci suggestivi sul centro storico.
  • I Cammei Romani: Incastonati nelle mura esterne e nelle torri si possono notare elementi architettonici e leoni di epoca romana riutilizzati durante la costruzione della fortezza.

Dai rilievi vulcanici del Vulture fino alle scogliere ioniche della Calabria, il filo rosso della storia aragonese unisce l’imponente fortezza di Venosa, custode della memoria oraziana, all’iconico castello sul mare di Le Castella, trasformando due borghi senza tempo in sentinelle di pietra sospese tra mito e paesaggio.

Il Monumento a Quinto Orazio Flacco

E’ la statua celebrativa dedicata al più celebre cittadino di Venosa, situata al centro della centralissima Piazza Orazio Flacco.

Storia e Dettagli

Inaugurato nel 1898, il monumento è un’opera in bronzo realizzata dallo scultore pugliese Antonio Di Cillo. Raffigura il grande poeta latino in piedi, in atteggiamento meditativo e fiero, vestito con la classica toga romana e con in mano un rotolo di papiro (volumen), simbolo della sua immortale produzione poetica e delle sue Odi.

Splendido monumento a Quinto Orazio Flacco.

La statua poggia su un alto basamento in pietra sul quale sono incise iscrizioni che ricordano la nascita del poeta a Venosa nel 65 a.C. e celebri versi tratti dalle sue opere.

La scultura si trova nel cuore pulsante del centro storico, lungo il corso principale che collega il Castello Aragonese al resto del borgo medievale. Rappresenta uno dei punti fotografici più iconici per i visitatori ed è il simbolo del legame indissolubile tra Venosa e la cultura classica.

L’Incompiuta di Venosa

Ufficialmente la Chiesa Nuova della Santissima Trinità è una delle opere architettoniche più affascinanti e suggestive dell’intera Basilicata. Si trova subito alle spalle del complesso abbaziale della SS. Trinità, all’interno del parco archeologico cittadino.

Storia e Origini

La costruzione iniziò tra il XI e il XII secolo per iniziativa dei Monaci Benedettini. L’obiettivo era ambizioso: edificare una gigantesca basilica a tre navate con transetto e abside con deambulatorio, capace di accogliere le grandi folle di pellegrini che affluivano in zona e di superare in grandezza la vicina Chiesa Vecchia.

I lavori, tuttavia, non vennero mai portati a termine. Tra le cause principali vi furono le difficoltà finanziarie del monastero, i mutamenti politici nell’area e l’abbandono progressivo della struttura a favore di altre sedi religiose.

Architettura e Particolarità

Ciò che rende la struttura unica nel suo genere è l’assenza totale del tetto e delle coperture, che lascia scorgere il cielo tra le alte mura di pietra:

  • Pietre e Reperti Riciclati: Per edificare le pareti ed i pilastri, i monaci riutilizzarono ampiamente blocchi di pietra, iscrizioni e rilievi provenienti da edifici di epoca romana e da monumenti funerari della vecchia Venusia.
  • La Pianta Francese: La struttura dell’abside ricalca il modello delle cattedrali d’oltralpe con deambulatorio e cappelle radianti, un elemento architetttonico molto raro nell’Italia meridionale del periodo.
  • L’Atmosfera: Con le imponenti colonne prive di capitelli completi e la vegetazione che circonda l’aula a cielo aperto, la chiesa regala una suggestione quasi romantica e fiabesca, particolarmente suggestiva durante le ore del tramonto.

Assolutamente da visitare.

Venosa (Curiosità e golosità)

Oltre alla sua nota storia romana e al fascino del Castello e dell’Incompiuta, Venosa nasconde diverse curiose particolarità:

1. La “Colonna dell’Amicizia” e la benedizione per gli sposi

Nel cortile della Chiesa Vecchia della SS. Trinità si trova una colonna d’epoca romana con un capitello bizantino. Un’antica tradizione popolare vuole che girare tre volte attorno alla colonna tenendosi per mano assicuri un’amicizia eterna e sia un augurio di fertilità e prosperità per i novelli sposi.

2. Le catacombe ebraiche e cristiane “affiancate”

A Venosa si trova una delle testimonianze storiche più importanti d’Europa sulla convivenza religiosa: sulla collina della Maddalena le catacombe ebraiche (risalenti al IV-IX secolo d.C.) si sviluppano quasi a stretto contatto con quelle cristiane. Nelle grotte ebraiche sono state rinvenute iscrizioni in ebraico, greco e latino che mostrano come la comunità fosse perfettamente integrata nella vita cittadina.

3. I resti dei mammut al sito di Notarchirico

A pochissimi chilometri dal centro si trova il sito Paleolitico di Notarchirico, uno dei più antichi d’Europa. Durante gli scavi sono emersi non solo strumenti in pietra, ma anche fossili di animali preistorici di grande taglia, tra cui elefanti antichi (Palaeoloxodon antiquus), bisonti e persino un femore umano attribuito a Homo heidelbergensis.

La cucina di Venosa è un’autentica espressione della tradizione contadina lucana, fortemente legata ai prodotti del territorio, all’olio extravergine d’oliva e all’Aglianico del Vulture.

I Primi Piatti (La Pasta Fatta a Mano)

  • Strascinati con mollica di pane e peperoni cruschi: Il piatto simbolo per eccellenza. La pasta fresca tirata a mano viene condita con l’olio d’oliva aromatizzato, la mollica di pane soffritta e croccante e l’immancabile peperone crusco IGP di Senise, fritto in olio per pochi secondi per renderlo croccante come una patatina.
  • Laganelle con ceci o cicerchie: Una pasta sfoglia corta e larga abbinata ai legumi locali, insaporita con un soffritto di aglio, olio e un pizzico di peperoncino (diavolicchio).
  • Cavatelli con cime di rapa e salsiccia: La classica lavorazione della pasta fresca servita con le verdure di campo e la salsiccia lucana a punta di coltello.

I Secondi e i Piatti Unici

  • Ammorsellato (o U’ Cuzzutidd): Un piatto antico e robusto a base di carne di agnello o capretto tagliata a piccoli pezzi, cotta a fuoco lento con uova, formaggio pecorino e erbe aromatiche.
  • Caciocavallo impiccato: Il formaggio viene appeso sopra la brace ardente; man mano che si scioglie, viene colato e spalmato su fette di pane casereccio arrostito, spesso accompagnato da peperoni cruschi o tartufo lucano.
  • Salsiccia pezzente: Un insaccato tradizionale preparato con i tagli meno nobili del maiale, conservato con finocchietto selvatico e polvere di peperone dolce.

Prodotti Tipici e Vino

  • Aglianico del Vulture DOCG: Soprannominato il “Barolo del Sud”, è il re indiscusso della tavola venosina. Un vino rosso corposo, strutturato e intenso, coltivato sui terreni vulcanici del Monte Vulture.
  • Olio Extravergine d’Oliva del Vulture DOP: Prodotto prevalentemente dalla cultivar Ogliarola del Vulture, caratterizzato da un gusto fruttato con note delicate di mandorla.
  • Raffioli e Bocconotti: Dolci tradizionali a base di pasta frolla o pan di Spagna, spesso farciti con marmellata d’amarene o crema di mandorle.

Venosa (Informazioni utili)

Indirizzo del Comune di Venosa (PZ): Piazza Cavour, 1 CAP: 85029

URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0972 308111

Abitanti: 10800 circa.

Per maggiori informazioni consulta il sito ufficiale comune.venosa.pz.it

Raggiungere Venosa dalle diverse regioni d’Italia è semplice, sia in auto sia combinando treno, autobus o aereo.

In Auto (Il mezzo consigliato)

L’auto è la soluzione più comoda per esplorare Venosa e l’area del Vulture:

  • Da Nord / Costa Adriatica (Bologna, Ancona, Pescara, Foggia):
    • Percorri l’autostrada A14 Bologna-Taranto fino all’uscita Foggia.
    • Prosegui sulla SS655 (Bradanica) in direzione Matera/Potenza prendendo l’uscita per Venosa.
  • Da Nord / Versante Tirrenico e Roma:
    • Percorri l’autostrada A1 Milano-Napoli fino a Caianello o Caserta Nord, poi segui la SS372 Telesina verso Benevento.
    • Oppure continua sull’A16 Napoli-Canosa e esci a Candela.
    • Da Candela segui la SS655 Bradanica in direzione Venosa.
  • Da Sud / Calabria e Sicilia:
    • Percorri l’autostrada A2 Salerno-Reggio Calabria fino all’uscita Sicignano degli Alburni.
    • Prendi il raccordo autostradale RA5 verso Potenza, poi prosegui sulla SS93 o sulla SS655 Bradanica seguendo le indicazioni per Venosa.
  • Dalla Puglia (Bari, Lecce, Taranto):
    • Da Bari/Taranto prendi la SS96 o la SS100/SS7 verso Altamura/Matera e prosegui lungo la SS655 Bradanica fino a Venosa.

In Treno

  • Stazione di Venosa-Maschito: È una stazione secondaria situata lungo la linea Foggia-Potenza (gestita da Trenitalia e Ferrovie Appulo Lucane). Vi circolano principalmente treni regionali.
  • Stazioni principali d’appoggio:
    • Foggia o Potenza Centrale: Sono gli snodi ferroviari principali più vicini serviti da treni ad alta velocità (Frecciarossa/Italo) e Intercity.
    • Da Foggia o da Potenza puoi proseguire verso Venosa tramite treni regionali o autobus sostitutivi/extraurbani (linee regionali COTRAB).

In Autobus

Diverse compagnie di linea a lunga percorrenza collegano la Basilicata con le principali città italiane:

  • FlixBus e Marozzi: Effettuano fermate a Candela, Foggia o Potenza. Da lì è possibile utilizzare le autolinee regionali COTRAB per raggiungere direttamente il centro di Venosa.

In Aereo

Gli aeroporti più vicini e comodi sono:

  1. Aeroporto di Bari-Palese “Karol Wojtyła” (BRI): Distante circa 100 km. Dall’aeroporto è possibile noleggiare un’auto (circa 1 ora e 15 minuti di percorrenza) oppure prendere un bus/treno per la stazione di Bari e proseguire verso Venosa.
  2. Aeroporto di Napoli-Capodichino (NAP): Distante circa 170 km (circa 2 ore in auto tramite autostrada A16/A1).

Tutto quello che devi sapere su Venosa (FAQ):

Perché l’Abbazia di Venosa viene chiamata “L’Incompiuta”?

Perché non è mai stata terminata! Nel XII secolo i monaci benedettini volevano costruire una basilica colossale, ma finirono i soldi e la manodopera. Oggi è un suggestivo “tempio a cielo aperto” fatto di colonne e mura senza tetto, costruito riutilizzando pietre e lapidi d’epoca romana ed ebraica.

Quale celebre bevanda antica è legata al poeta Orazio, nato a Venosa?

Il Vulture Aglianico, discendente diretto dell’antico Aglianico (o Vino Oraziano). Il poeta romano Orazio, nato proprio a Venosa nel 65 a.C., ne elogiò a lungo le qualità nei suoi versi, rendendo l’area del Vulture famosa per il vino già oltre 2.000 anni fa.

Cosa nasconde il sottosuolo di Venosa unico in tutta Italia?

Un complesso di catacombe ebraiche e cristiane affiancate. Tra il IV e il IX secolo d.C., la comunità ebraica e quella cristiana vissero e seppellirono i propri cari nello stesso collina, a testimonianza di un’eccezionale integrazione e tolleranza religiosa rara per l’epoca.

Buon soggiorno a Venosa da borghidascoprire.eu

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