Brisighella (Provincia di Ravenna, Regione Emilia Romagna, Italia)
BORGHIDASCOPRIRE.EU si trova a Brisighella stupendo borgo in provincia di Ravenna a 115 m.s.l.m.
In un itinerario ideale tra le colline emiliano-romagnole, puoi lasciarti incantare dai muri dipinti di Dozza, proseguire verso i tre colli dominati dai Castelli di Brisighella, respirare l’aria autentica dell’Appennino modenese a Zocca, terra di castagne e panorami senza tempo, ammirare il panorama mozzafiato di Montefiore Conca, visitare il Castello e il labirinto di Fontanellato e infine attraversando il ponte gobbo di Bobbio. Benvenuti in Emilia Romagna!
Brisighella (Accenni storici)
La storia di Brisighella è indissolubilmente legata ai suoi tre colli gessosi.
- La Rocca Manfrediana (XIV secolo): Costruita dalla famiglia Manfredi di Faenza, è l’esempio perfetto di architettura militare medievale. Cita i veneziani che, nel 1508, aggiunsero il torrione principale.
- La Torre dell’Orologio: Originariamente un fortilizio del 1290 eretto da Maghinardo Pagani per sorvegliare il castello vicino. Un dettaglio SEO curioso? L’orologio attuale ha un quadrante a sei ore.
- Il Santuario del Monticino: Più recente (XVIII secolo), ma fondamentale per la storia religiosa locale e la devozione alla Madonna del Monticino.
Maghinardo Pagani e Dante Alighieri (Connessione Culturale)
Il personaggio: Maghinardo Pagani da Susinana fu un condottiero che governò queste terre tra il XIII e il XIV secolo.
- La citazione: Dante lo cita nella Divina Commedia (Inferno, Canto XXVII) definendolo il “leoncel dal nido bianco” (per il suo stemma). Inserire questo riferimento attira utenti interessati ai “viaggi danteschi”.
La Via degli Asini (L’unicità del borgo)
La funzione storica: Nata nel XIV secolo come camminamento di ronda e via di difesa, divenne poi fondamentale per l’economia locale.

- Perché “degli Asini”? Veniva usata dai birocciai (trasportatori) per portare il gesso dalle cave vicine a bordo di asini, che trovavano riparo nelle stalle ricavate proprio lungo questa strada sopraelevata e coperta.
Brisighella (Monumenti e luoghi da visitare in un giorno)
Rocca Manfrediana
Se c’è un’immagine che definisce l’anima della Romagna Medievale, è quella della Rocca Manfrediana. Arroccata su uno dei tre spettacolari colli gessosi che dominano il borgo di Brisighella, questa fortezza non è solo un monumento, ma un libro di storia scritto nella pietra, capace di offrire una delle viste più iconiche di tutto l’Appennino.
Un capolavoro di architettura militare
La sua costruzione iniziò nel 1310 per volontà della famiglia Manfredi, signori di Faenza, che ne fecero un baluardo inespugnabile per controllare i traffici tra la Romagna e la Toscana. Tuttavia, la Rocca che ammiriamo oggi è il risultato di secoli di evoluzioni:
- Il tocco veneziano: Nel breve periodo di dominio della Serenissima (all’inizio del XVI secolo), la fortezza venne potenziata con la costruzione del maestoso Torrione Veneziano, che oggi svetta fiero accanto a quello più antico.
- Le mura e le feritoie: Ogni dettaglio, dalle caditoie per il lancio di liquidi bollenti alle spesse mura di cinta, racconta di un tempo in cui la difesa del territorio era una questione di vita o di morte.
Un viaggio nel tempo tra sale e camminamenti
Visitare la Rocca Manfrediana oggi significa immergersi in un’atmosfera sospesa. All’interno, il percorso museale della “Rocca di Chiavi e Castelli” permette di esplorare:
- I camminamenti di ronda: da dove i soldati sorvegliavano la Vallata del Lamone.
- Le sale storiche: che oggi ospitano esposizioni che ripercorrono la vita quotidiana nel Medioevo e l’antico mestiere dell’estrazione del gesso.
- Il panorama mozzafiato: dalla cima delle torri lo sguardo spazia dai tetti color ocra del borgo sottostante fino alla Torre dell’Orologio e al Santuario del Monticino, regalando scatti fotografici indimenticabili.

Perché visitarla oggi
Oggi la Rocca Manfrediana non serve più a respingere eserciti, ma ad accogliere viaggiatori in cerca di bellezza. È la meta ideale per chi ama il trekking leggero (la salita dal centro del borgo è suggestiva e breve) o per chi cerca un’esperienza culturale autentica lontano dalle grandi folle.
Il consiglio di borghidascoprire: Visitate la Rocca Manfrediana al tramonto, quando la pietra di selenite inizia a riflettere i toni caldi del sole, rendendo il castello quasi magico.
La Torre dell’Orologio
Se la Rocca Manfrediana rappresenta la forza militare, la Torre dell’Orologio è il simbolo dell’identità e della resilienza di Brisighella. Slanciata e fiera, sorge sul secondo dei tre pinnacoli gessosi che dominano il borgo, offrendo quello che molti considerano il punto d’osservazione più bello sull’intera Vallata del Lamone.
Una storia di distruzioni e rinascite
Le radici di questa struttura affondano nel lontano 1290, quando il condottiero Maghinardo Pagani da Susinana (citato persino da Dante nella Divina Commedia) fece erigere un fortilizio con lo scopo di controllare le mosse dei nemici nel vicino castello di Baccagnano.
Tuttavia, la torre che vediamo oggi ha una storia travagliata:
- Le ricostruzioni: Fu più volte danneggiata e ricostruita nel corso dei secoli, in particolare nel XVI secolo e successivamente nel 1850, quando assunse le forme attuali.
- Da difesa a cronometro: Fu proprio nell’Ottocento che la struttura perse definitivamente la sua funzione bellica per diventare la torre civica del borgo, ospitando il grande meccanismo dell’orologio.
Il segreto di Brisighella: L’Orologio dalle “Sei Ore”
Un dettaglio che non sfugge ai viaggiatori più attenti e agli appassionati di curiosità storiche è il quadrante dell’orologio. A differenza dei moderni orologi a 12 ore, questo presenta un sistema di lettura particolare:
Il quadrante a sei ore: Il sistema orario “all’italiana” divideva la giornata in quattro cicli da sei ore ciascuno. È una rarità che aggiunge un fascino d’altri tempi alla passeggiata.
La salita al panorama più bello
Raggiungere la Torre dell’Orologio è un’esperienza imperdibile per chi visita Brisighella. Il sentiero, che parte direttamente dal centro storico, si snoda tra i caratteristici calanchi e la roccia di gesso. Cosa vedrai dalla cima: Una volta arrivati ai piedi della torre, lo sguardo può spaziare a 360 gradi: da una parte la Rocca in tutta la sua maestosità, dall’altra il Santuario del Monticino, e sotto i tetti e i vicoli del borgo che sembrano comporre un presepe vivente.
Consiglio per i fotografi: La Torre dell’Orologio è il soggetto perfetto per le foto in notturna. L’illuminazione sapiente la trasforma in un faro luminoso che sembra galleggiare sopra l’oscurità della valle.
Il Santuario del Monticino
Il terzo colle di Brisighella è dominato dal Santuario del Monticino, un luogo che emana una serenità profonda. Se la Rocca Manfrediana rappresenta il potere militare e la Torre del tempo quello civile, il Monticino è il cuore spirituale del borgo, ma con una sorpresa che affascinerà anche gli amanti della scienza e della natura.
Un rifugio di devozione dal XVIII secolo
L’attuale santuario risale al 1758, costruito per accogliere una preziosa immagine in terracotta maiolicata della Madonna con Bambino, risalente al XVI secolo. Questa sacra immagine era originariamente collocata in un piccolo tabernacolo vicino a una porta del borgo e si narra che abbia protetto la popolLa Cava e il Parco Geologico: un tesoro nascosto
Proprio dietro il Santuario si cela una delle caratteristiche più incredibili di Brisighella: l’antica cava di gesso. Oggi quest’area è stata trasformata in un Museo Geologico all’aperto, un vero paradiso per gli appassionati di paleontologia.
- I fossili: Durante gli scavi nella cava, sono stati rinvenuti resti fossili di animali risalenti a oltre 5 milioni di anni fa, come scimmie, ippopotami e piccoli roditori che popolavano la zona quando il clima era subtropicale.
- Il percorso: Un sentiero attrezzato permette di esplorare le pareti di gesso lucente, osservando da vicino le stratificazioni che raccontano la storia della terra.
Una vista privilegiata
Dal piazzale del Santuario del Monticino la prospettiva cambia: è il punto perfetto per ammirare il profilo delle altre due cime (la Rocca e la Torre) allineate. È qui che si comprende davvero perché Brisighella sia definita “il borgo dei tre colli”.
Il consiglio di borghidascoprire: Il Monticino è la tappa finale perfetta per chi percorre il sentiero dei tre colli. Fermatevi qui per un momento di riflessione o per scattare una foto panoramica che includa tutte le icone del borgo in un unico frame.
Brisighella (Curiosità e golosità)
Quello che non tutti sanno
- L’Orologio “Anticonformista”: Come abbiamo visto, la Torre dell’Orologio ha un quadrante con solo 6 ore. Ma c’è di più: il meccanismo è studiato per suonare i rintocchi in modo particolare, seguendo l’antico “orario italico” che faceva iniziare la giornata al tramonto.
- Un Borgo “Sopraelevato”: La famosa Via degli Asini è l’unica strada al mondo di epoca medievale ad essere coperta e sopraelevata. Non è un porticato classico al livello della strada, ma un tunnel finestrato integrato nei palazzi, nato per scopi difensivi.
- Il Gesso come Vetro: Nell’antichità, il gesso cristallino estratto dalle cave di Brisighella veniva chiamato Lapis Specularis. Poiché è trasparente se tagliato in lastre sottili, i romani lo usavano al posto del vetro per le finestre delle ville più lussuose.
- Dante e il “Leoncel”: Brisighella compare nella Divina Commedia. Dante cita Maghinardo Pagani, il signore che costruì la prima torre del borgo, descrivendolo come il “leoncel dal nido bianco”.
Brisighella inoltre è una delle capitali gastronomiche della Romagna, con prodotti che hanno ottenuto riconoscimenti internazionali.
- L’Olio Extravergine di Oliva “Brisighello” (DOP): È il fiore all’occhiello del borgo. Prodotto con la varietà di oliva Nostrana di Brisighella, è stato il primo olio in Italia a ricevere la Denominazione di Origine Protetta nel 1996. Ha un sapore inconfondibile: note di pomodoro verde, erbe aromatiche e un retrogusto leggermente piccante.
- Il Carciofo Moretto: Questo è un vero tesoro botanico. Cresce solo nei calanchi gessosi che circondano il borgo. A differenza dei carciofi comuni, il Moretto non ha subito selezioni genetiche: è selvatico, rustico e con un sapore intenso. Si consiglia di mangiarlo crudo, tagliato sottile e condito con il Brisighello.
- Il Formaggio “Conciato”: Un formaggio stagionato nelle grotte di gesso, che acquista un aroma e una consistenza unici grazie all’umidità costante delle rocce del sottosuolo.
- La Spoja Lorda: Una pasta all’uovo tipica della tradizione contadina romagnola. Sono piccoli quadratini di sfoglia “sporca” (da qui il nome) con un ripieno leggero di formaggio tenero e parmigiano, serviti rigorosamente in brodo di carne.
Brisighella (Informazioni utili)
Indirizzo del Comune di Brisighella (RA): Piazza Marconi 1, CAP: 48013
URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0546/994411
Abitanti: 7182 circa.
Per maggiori informazioni consulta il sito ufficiale www.brisighella.org
Brisighella, borgo Medievale adagiato su tre colli di gesso nell’Appennino Romagnolo, è una delle perle dell’Emilia-Romagna. La sua posizione strategica tra Firenze e Ravenna lo rende facilmente accessibile sia dal versante adriatico che da quello tirrenico.
Ecco come raggiungere Brisighella dalle diverse zone d’Italia:
In Auto
L’auto permette di godersi i bellissimi paesaggi della Valle del Lamone.
- Da Nord (es. Milano, Bologna): Si percorre l’autostrada A1 fino a Bologna e si prosegue sulla A14 (Adriatica) in direzione sud. L’uscita consigliata è Faenza. Da Faenza si seguono le indicazioni per la SP302 (Brisighellese-Ravennate); il borgo dista solo 12 km dal casello.
- Da Bologna: circa 1 ora.
- Da Milano: circa 3 ore e 15 min.
- Da Firenze (La via panoramica): Per chi ama le strade panoramiche, la soluzione più bella è la SR302 “Faentina”. Attraversa l’Appennino Mugellano e il Passo della Colla, scendendo direttamente a Brisighella. È una delle strade preferite dai motociclisti e dai viaggiatori “slow”.
- Da Firenze: circa 2 ore.
- Da Centro-Sud (es. Roma): Si può risalire la E45 (SS3bis) fino a Cesena e poi prendere la A14 verso nord fino all’uscita di Faenza. In alternativa, si può uscire a Cesena Nord e percorrere la Via Emilia fino a Faenza.
- Da Roma: circa 4 ore e mezza.
In Treno (La Ferrovia Faentina)
Brisighella è una delle tappe più caratteristiche della storica Ferrovia Faentina, che collega Firenze a Faenza.
- Dalla stazione di Faenza: Ci sono treni regionali frequenti (circa uno ogni ora) che portano a Brisighella in soli 10 minuti.
- Dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella: Il viaggio è molto suggestivo, attraversa il cuore dell’Appennino e dura circa 1 ora e mezza.
- La stazione ferroviaria di Brisighella si trova a pochi passi dal centro storico, rendendo il treno una scelta eccellente e sostenibile.
In Aereo
Gli scali più vicini sono:
- Aeroporto di Bologna (BLQ): È lo scalo principale (circa 70 km). Dall’aeroporto si può prendere il Marconi Express per la stazione di Bologna e da lì proseguire in treno verso Faenza/Brisighella.
- Aeroporto di Forlì (FRL): Più vicino (circa 30 km), anche se con meno tratte.
- Aeroporto di Rimini (RMI): Dista circa 75 km, utile soprattutto durante la stagione estiva.
Tutto quello che devi sapere su Brisighella (FAQ):
Si tratta della celeberrima Via degli Asini (o Via del Borgo), la strada più famosa del paese. Nata nel XIV secolo come camminamento di ronda scoperto per difendere il borgo, fu successivamente coperta e inglobata nelle abitazioni. Il suo nome curioso deriva dal fatto che i birocciai (i trasportatori locali) la utilizzavano per far transitare gli asini carichi di gesso, estratto dalle cave vicine. Gli animali passavano all’interno del tunnel protetti dalle intemperie, mentre le stalle si trovavano in corrispondenza delle caratteristiche aperture ad arco.
Il segreto è l’oro grigio di Brisighella, ovvero il gesso. Il borgo sorge ai piedi del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, una spettacolare catena montuosa gessosa unica in Europa. Per secoli, la vita e l’economia del paese sono ruotate intorno all’estrazione di questo minerale minerario. Oggi, oltre alle antiche cave, il sottosuolo nasconde una fitta rete di grotte e gallerie naturali (come la Grotta di Re Tiberio), ricche di reperti archeologici che testimoniano come queste cavità fossero frequentate fin dall’età del bronzo.
Il Nobil Drupa è uno degli oli extravergine d’oliva più rari e pregiati d’Italia, prodotto esclusivamente a Brisighella. La curiosità sta nel fatto che l’ulivo qui viene coltivato fin dai tempi dei Romani, nonostante ci si trovi decisamente a nord rispetto alle zone olivicole tradizionali, grazie a un microclima eccezionale protetto dagli Appennini. Questo olio millenario viene estratto da una varietà di oliva autoctona chiamata Ghiacciola (prodotta in piccolissime quantità) ed è stato uno dei primissimi oli in Italia a ottenere il riconoscimento D.O.P. nel 1996.
Buon soggiorno a Brisighella da borghidascoprire.eu
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