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Panorama del borgo medievale di Compiano arroccato sulla collina con il castello Landi e i boschi della Val Taro.

Sembra una fiaba ma esiste davvero: scopri Compiano!

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Compiano (Provincia di Parma, Regione Emilia Romagna, Italia)

BORGHIDASCOPRIRE.EU si trova a Compiano stupendo borgo in provincia di Parma a 519 m.s.l.m. Partendo dalla maestosa roccaforte di Compiano ci si può avventurare in un viaggio indimenticabile che tocca l’anima musicale di Zocca e i muri dipinti a cielo aperto di Dozza, per poi scendere lungo le suggestive vie di gesso di Brisighella, risalire verso l’antico fascino monastico di Bobbio e infine lasciarsi incantare dal panorama malatestiano che si gode dall’alto di Montefiore Conca.

Compiano (Accenni storici)

Le origini di Compiano affondano le radici nell’Alto Medioevo, quando la sua posizione strategica divenne fondamentale per il controllo dell’Alta Val Taro e delle vie di comunicazione che collegavano l’Emilia, la Toscana e la Liguria.

Il presidio longobardo e l’arrivo dei Malaspina

Il primo nucleo fortificato sorse come presidio longobardo, nato per difendere i possedimenti della vicina e potente Abbazia di San Colombano di Bobbio. Intorno al XII secolo, il controllo del territorio passò alla nobile famiglia dei Malaspina. Furono proprio loro ad avviare la costruzione del primo Castello vero e proprio, riconoscendo l’importanza militare di quel colle che dominava l’intera vallata.

L’era d’oro dei Landi e lo Stato Landi

Nel XIII secolo, Compiano passò sotto il dominio della potente famiglia piacentina dei Landi, segnando l’inizio del periodo di massimo splendore per il borgo. I Landi trasformarono il castello in una fortezza inespugnabile e fecero di Compiano uno dei centri nevralgici del loro feudo indipendente, noto come Stato Landi (che comprendeva anche la vicina Bardi). Questo piccolo stato autonomo ottenne persino il diritto imperiale di battere moneta propria attraverso una zecca locale.

Una Via del Centro Storico di Compiano.

Dai Farnese ai giorni nostri

Nel 1682, dopo secoli di fieri scontri e giochi di potere, il principato dei Landi decadde e Compiano fu venduto ai Farnese, venendo inglobato nel Ducato di Parma e Piacenza. Sotto il loro dominio e quello successivo dei Borbone, il castello perse gradualmente la sua funzione militare per essere trasformato prima in un carcere di massima sicurezza (dove vennero rinchiusi anche i carbonari nei moti del 1821) e successivamente in un collegio femminile gestito dalle suore.

Oggi, l’intero borgo, con le sue mura intatte e i vicoli lastricati che convergono verso il maniero, rappresenta una testimonianza intatta di quella fiera roccaforte appenninica che per secoli ha difeso i confini del proprio piccolo grande Stato.

Compiano (Monumenti e luoghi da visitare in un giorno)

Il Castello di Compiano

Arroccato sullo sperone di roccia che domina l’Alta Val Taro, il Castello di Compiano non è solo un’imponente struttura militare con torri merlate e camminamenti di ronda. Al suo interno racchiude un labirinto di sale che ospitano collezioni museali uniche al mondo, nate dal gusto eclettico dei suoi storici proprietari e da donazioni straordinarie.

Ecco cosa rende la visita alle sue collezioni un vero e proprio viaggio nel tempo:

1. Il Museo “Marchesa Lina Raimondi Gambarotta”

Questa sezione del Castello corrisponde agli storici appartamenti privati della Marchesa Gambarotta, l’ultima proprietaria privata del maniero, che vi abitò fino alla sua scomparsa nel 1987. La nobildonna scelse Compiano proprio per ospitare la sua immensa e preziosa collezione d’arte.

  • Cosa vedere: Le sale (come la camera da letto della marchesa, i saloni di rappresentanza e la biblioteca) sono rimaste intatte, arredate con mobili preziosi che spaziano dal Seicento all’Ottocento, arazzi rari, suppellettili d’argento e una singolare collezione di manufatti d’arte orientale.
  • Il dettaglio da non sottovalutare: All’interno degli appartamenti si respira ancora l’atmosfera intima di una dimora vissuta, ben lontana dalla freddezza di un classico museo.

2. Il Museo Internazionale Massonico “Orizzonti Massonici”

È senza dubbio la sezione più insolita ed esclusiva della fortezza: si tratta del primo e unico museo in Italia interamente dedicato alla Massoneria. Nacque grazie alla donazione di Flaminio Musa, stimato medico e poeta originario proprio di Compiano, ed è stato successivamente allestito in collaborazione con il Grande Oriente d’Italia (GOI).

  • Perché proprio qui: Il legame con il castello è fortissimo. Nell’Ottocento, sotto il ducato di Maria Luigia d’Austria, il castello fu trasformato in un carcere militare in cui vennero rinchiusi diversi prigionieri politici e carbonari appartenenti a società segrete.
  • Cosa vedere: Diviso in tre sale principali (tra cui la celebre “Sala 33”), il museo custodisce una collezione strabiliante di cimeli, medaglie commemorative, paramenti rituali, quadri, grembiuli decorati e documenti storici originali legati in gran parte alla massoneria inglese e italiana del Settecento e dell’Ottocento.

Consigli pratici e utili per il tuo viaggio:

Il Castello di Compiano.
  • Modalità di visita: Le collezioni museali sono accessibili esclusivamente tramite visita guidata (i gruppi sono limitati a un massimo di 15 persone per preservare gli spazi ristretti delle sale). La prenotazione è vivamente consigliata sul sito ufficiale.
  • Tariffe indicativo-turistiche: Il biglietto intero è di € 10. È previsto un ridotto a € 7 per i ragazzi (7-16 anni) e per i possessori della card Castelli del Ducato.
  • Curiosità di borghidascoprire: All’interno del Castello oggi si trovano anche un hotel e un ristorante. Inoltre, nel percorso espositivo permanente si tengono periodicamente mostre temporanee legate alle tradizioni della valle, come quella celebre dedicata agli Orsanti (i girovaghi che nell’Ottocento partivano da queste valli per mostrare animali ammaestrati in tutta Europa).

Il Centro Storico di Compiano

Oltrepassare le mura di Compiano significa fare un vero e proprio salto indietro nel tempo. Il borgo, inserito nel prestigioso circuito dei Borghi più belli d’Italia, si presenta come un nucleo fortificato compatto, dove l’architettura militare si fonde magnificamente con i palazzi signorili della nobiltà che un tempo gravitava attorno alla corte dei Landi.

Ecco i dettagli più affascinanti e gli scorci da non perdere durante una passeggiata a passo lento:

1. Il Rivellino e l’Arco d’Ingresso

Il viaggio comincia dalla maestosa porta d’accesso al borgo, anticamente difesa da un rivellino (una struttura fortificata posta a protezione del varco principale). Superato l’arco in pietra, ci si trova immediatamente immersi in un’atmosfera d’altri tempi: la pavimentazione stradale lascia il posto al caratteristico ciottolato e alle lastre di pietra locale, mentre le pendenze ricordano la natura montana del borgo.

2. Via Marco Rossi Sidoli e i Palazzi Nobiliari

La via principale che sale tortuosa verso il Castello è fiancheggiata da imponenti case-torri e palazzi signorili edificati tra il XVI e il XIX secolo. Cerca con lo sguardo questi dettagli che raccontano il passato opulento di Compiano:

  • I portali in pietra: Molti palazzi conservano portali monumentali sormontati da stemmi araldici scolpiti, che testimoniano le antiche proprietà delle famiglie gentilizie locali.
  • I balconcini in ferro battuto: Camminando a testa in su, noterai l’eleganza dei balconi e delle inferriate, lavorati artigianalmente nei secoli passati.
  • I cortili interni: Socchiudendo gli occhi davanti ai portoni storici, si possono scorgere piccoli cortili acciottolati, pozzi in pietra e loggiati che un tempo ospitavano carrozze e cavalli.

3. I “Caruggi” e gli scorci panoramici

Proprio come nei vicini borghi liguri, anche a Compiano la struttura urbana è scandita da stretti vicoli secondari (che qui richiamano i caruggi della vicina Liguria, data la vicinanza geografica e i legami commerciali storici attraverso la Via degli Abati).

  • Perché perdersi qui: Questi passaggi, spesso coperti da archi di scarico in pietra che collegano una casa all’altra, offrono angoli intimi, fioriere curate dai residenti e improvvisi punti panoramici.
  • La vista sulla Val Taro: Molti vicoli nobiliari terminano su terrazze naturali o finestre ricavate nelle mura di cinta, regalando una vista mozzafiato che abbraccia i fitti boschi dell’Appennino parmense e i sinuosi meandri del fiume Taro.

Consigli di viaggio

  • L’orario migliore per scattare: Il tardo pomeriggio, quando la luce calda del sole tramonta dietro i crinali dell’Appennino e si riflette sulla pietra grigia dei palazzi e della pavimentazione, creando ombre lunghe e un’atmosfera magica e drammatica, perfetta per Instagram o Facebook.
  • Turismo lento: Consigliamo di percorrere i vicoli in assoluto silenzio, perché il borgo è quasi interamente pedonale, e il rumore dei propri passi sulle lastre di pietra è l’unico suono che accompagna la scoperta.
  • Curiosità: Lungo i vicoli si possono notare alcune targhe storiche che ricordano il passaggio dei Carbonari e i moti risorgimentali, a testimonianza di come questo borgo sia sempre stato un crocevia pulsante di storia patria.

La Chiesa di San Giovanni Battista

Se il Castello rappresenta l’anima militare e nobiliare di Compiano, la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista ne è senza dubbio il cuore spirituale e comunitario. Situata a pochi passi dalla piazza principale del borgo, questa chiesa colpisce per il contrasto tra l’apparente sobrietà degli esterni e la sorprendente ricchezza decorativa dei suoi interni, che racchiudono secoli di arte, devozione e storia legata alle grandi dinastie del passato.

Ecco i tesori e i dettagli storici più importanti da osservare durante la visita:

1. Le origini e il legame con la dinastia dei Landi

Sebbene l’edificio attuale presenti una facciata e linee generali frutto di un importante rifacimento in stile neoclassico avvenuto nel XIX secolo, le origini della chiesa sono molto più antiche e risalgono almeno al Cinquecento.

  • Il mecenatismo artistico: Durante l’epoca d’oro dello Stato Landi, la chiesa ricevette continue donazioni e attenzioni da parte dei Principi Landi, che volevano fare del luogo di culto principale un riflesso del prestigio e della ricchezza del loro casato.

2. Gli interni: un trionfo di marmi policromi e stucchi

Varcata la soglia, l’interno si presenta a navata unica, slanciato e monumentale. Gli elementi che colpiscono immediatamente sono:

  • Gli altari in marmo: La chiesa custodisce splendidi altari laterali realizzati in marmo policromo intarsiato, tipici della grande tradizione artigianale barocca e settecentesca della zona appenninica.
  • Le decorazioni in stucco: Le volte e le cappelle laterali sono arricchite da stucchi raffinati e apparati pittorici ottocenteschi che creano splendidi giochi di luce e prospettiva, avvolgendo il visitatore in un’atmosfera di solenne raccoglimento.
  • L’organo monumentale: Nel coro o nella cantoria si trova un prezioso organo a canne storico, capolavoro di arte organaria, che ancora oggi fa risuonare le sue note durante le celebrazioni più importanti del borgo.

3. La devozione locale: San Pasquale Baylon

All’interno della chiesa è fortissimo il culto devozionale verso San Pasquale Baylon, una figura religiosa molto amata a Compiano. Nella cappella a lui dedicata si tengono riflessioni e celebrazioni che uniscono l’intera comunità, e rappresenta una tappa imperdibile per comprendere l’anima più autentica, intima e contadina di questa fetta di Appennino parmense.

Consigli di borghidascoprire:
  • Come effettuare l’itinerario perfetto: La chiesa si trova lungo l’asse viario principale che sale al castello. Il momento migliore per visitarla è a metà mattina o nel primo pomeriggio, approfittando del silenzio quasi irreale che avvolge il borgo.
  • L’importanza dei dettagli: Consigliamo di non limitarsi a uno sguardo d’insieme, ma di avvicinarsi alle balaustre in marmo e ai confessionali in legno intagliato per apprezzare la maestria degli antichi artigiani locali.
  • Un’esperienza a tutto tondo: La visita alla chiesa si sposa perfettamente con una sosta nella vicina piazza del borgo per scambiare due parole con i residenti, i veri custodi delle storie e delle leggende di Compiano.

Compiano (Curiosità e golosità)

Ecco le curiosità più insolite, misteriose e affascinanti su Compiano:

1. La leggenda degli “Orsanti”: i circensi girovaghi dell’Appennino

Nel Settecento e nell’Ottocento, molti abitanti di Compiano e delle valli circostanti, spinti dalla povertà, inventarono un mestiere incredibile: gli Orsanti. Partivano da queste montagne portando con sé orsi, scimmie, cammelli e pappagalli ammaestrati, e viaggiavano a piedi in tutta Europa (fino a Londra, Parigi e persino in Russia) esibendosi nelle piazze. Molti facevano fortuna, altri morivano di stenti, ma la loro epopea è così famosa che nel Castello di Compiano e nella zona sono conservati cimeli unici di questa affascinante “migrazione artistica”.

2. Il fantasma del Castello e i Carbonari prigionieri

Come ogni Castello Medievale che si rispetti, anche quello di Compiano ha le sue leggende di fantasmi. Ma la particolarità storica è che nell’Ottocento la fortezza divenne un carcere di massima sicurezza. Tra le sue mura vennero rinchiusi i Carbonari che avevano partecipato ai moti risorgimentali del 1821. Si dice che nelle notti più fredde si sentano ancora i lamenti e i passi dei prigionieri politici che consumarono i loro giorni nelle celle sotterranee della fortezza.

3. Lo Stato autonomo che batteva moneta propria

Compiano non era un semplice paese sottomesso a un grande ducato: per secoli è stato la capitale (insieme a Bardi) dello Stato Landi, un vero e proprio principato autonomo e indipendente nel cuore dell’Appennino. I Landi avevano un potere tale che l’Imperatore del Sacro Romano Impero concesse loro il diritto di frequentare una zecca e battere moneta propria. Camminare oggi nel borgo significa calpestare il suolo di quella che, a tutti gli effetti, era una piccola “Repubblica” indipendente.

4. Il Mistero della “Sala 33” nel Museo Massonico

Il Museo della Massoneria all’interno del Castello attira curiosi da tutto il mondo, ma la stanza che lascia tutti a bocca aperta è la Sala 33. Il numero non è casuale: fa riferimento al 33° e massimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato. All’interno di questa stanza, l’atmosfera è volutamente suggestiva, decorata con i simboli geometrici tradizionali (squadra, compasso, pavimento a scacchi) e custodisce oggetti rituali originali che sembrano usciti da un romanzo di Dan Brown.

5. L’influenza ligure nei “Caruggi” emiliani

Geograficamente siamo in Emilia (provincia di Parma), ma se cammini nel centro storico di Compiano ti sembrerà di essere in Liguria. Le case alte e strette dipinte con colori caldi, gli archetti in pietra che collegano i palazzi e le stradine ripide e acciottolate sono veri e propri caruggi. Questo stile si deve alla vicinanza con il confine ligure e al fatto che Compiano era una tappa fondamentale della Via degli Abati, l’antica via di pellegrinaggio e commercio che portava dritta al mare.

I Sapori dell’Appennino: cosa mangiare a Compiano

La cucina di Compiano è lo specchio fedele della sua posizione geografica: una gastronomia ricca e montana, tipica dell’Appennino parmense, ma che risente delle storiche contaminazioni della vicina Liguria. È una cucina fatta di ingredienti genuini, profumi di bosco e tradizioni tramandate per generazioni.

Ecco i piatti tipici che non possono mancare durante una sosta nel borgo:

1. I Tortelli d’Erbetta (e di Patate)

I tortelli sono i re indiscussi della tavola parmense. A Compiano e in tutta la Val Taro si preparano rigorosamente a mano con una sfoglia sottile.

  • Tortelli d’erbetta: Ripieni di ricotta, bietole (erbette) e un’abbondante manciata di Parmigiano Reggiano. La tradizione vuole che vengano serviti “affogati” nel burro fuso e salvia.
  • Tortelli di patate: Tipici della zona montana, hanno un ripieno ricco a base di patate lesse, formaggio, noce moscata e, talvolta, un tocco di lardo o soffritto.

2. Il Fungo Porcino di Borgotaro IGP

Compiano si trova nel cuore della zona di raccolta del pregiatissimo Fungo Porcino di Borgotaro, l’unico in Europa a vantare il marchio IGP.

  • Come gustarlo: Nei ristoranti del borgo viene servito in mille modi: crudo in insalata con scaglie di Parmigiano, fritto in una pastella dorata e croccante, trifolato per accompagnare le carni, oppure come condimento principe per deliziose tagliatelle all’uovo fresche.

3. I Panigacci (o Testaroli) e l’influenza ligure

Data la vicinanza con la Lunigiana e il confine ligure, nei menu locali e nelle sagre della zona è facilissimo trovare i panigacci o i testaroli.

  • Cosa sono: Piccoli dischi di pastella (acqua, farina e sale) cotti nei testi di terracotta arroventati sul fuoco. Vengono serviti caldissimi, da farcire con i fantastici salumi della provincia di Parma (Prosciutto di Parma, Salame di Felino, Coppa) e formaggi cremosi, oppure conditi con il classico pesto alla genovese.

4. Anolini in Brodo

Un altro pilastro della tradizione. Sono piccoli scrigni di pasta all’uovo ripieni di uno stracotto di carne di manzo sapientemente speziato, pane grattugiato e Parmigiano Reggiano. Vengono serviti rigorosamente in un caldissimo e ristretto brodo di gallina e cappone, un piatto che scalda l’anima specialmente nelle giornate più fresche sull’Appennino.

5. La Torta d’Erbe della Val Taro

Una specialità salata tipicamente montana, strettamente imparentata con la torta pasqualina ligure. È una torta rustica racchiusa in una sfoglia sottilissima e croccante, con un ripieno ricco a base di erbe di campo, bietole, uova, formaggio e una spruzzata di amore per le tradizioni contadine.

Il calice perfetto: i vini dei Colli di Parma

Per accompagnare queste prelibatezze, il territorio offre ottime risposte vinicole. Non può mancare a tavola un bicchiere di Malvasia dei Colli di Parma (frizzante e profumata, ottima con i salumi) o un calice di Gutturnio o Lambrusco, perfetti per sgrassare la bocca dopo i piatti più ricchi e strutturati.

Compiano (Informazioni utili)

Indirizzo del Comune di Compiano (PR): Via Marco Rossi Sidoli 3, CAP: 43053

URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0525/825125

Abitanti: 1038 circa.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale comune.compiano.pr.it

Ecco una guida completa e dettagliata su come raggiungere Compiano dalle diverse zone d’Italia, pensata per essere facilmente inserita nella sezione “Come Arrivare” del tuo sito, utile sia per chi viaggia in auto sia per chi preferisce i mezzi pubblici.

In Auto

Compiano si trova nell’Alta Val Taro, nell’Appennino parmense, ed è facilmente raggiungibile grazie all’autostrada A15 della Cisa (Parma-La Spezia), che collega direttamente l’Emilia alla Toscana e alla Liguria.

  • Da Nord (Milano, Bologna, Torino): Percorrere l’autostrada A1 fino allo snodo di Parma, quindi imboccare la A15 della Cisa in direzione La Spezia. Uscire al casello di Borgotaro. Da qui, seguire le indicazioni sulla SP523R in direzione di Borgo Val di Taro e proseguire per circa 10-15 minuti fino a incontrare le indicazioni per Compiano.
  • Da Centro e Sud (Lato Tirrenico – Firenze, Roma, Genova): Raggiungere La Spezia e imboccare la A15 della Cisa in direzione Parma. Uscire al casello di Borgotaro (oppure, per un percorso più panoramico e appenninico provenendo dalla Toscana/Liguria, si può uscire a Pontremoli e superare il Passo della Cisa, anche se l’uscita Borgotaro resta la più comoda).
  • Da Est (Venezia, Padova, Ferrara): Percorrere la A13 fino a Bologna, proseguire sulla A1 fino a Parma e poi seguire la A15 fino all’uscita Borgotaro.

In Treno

La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Borgo Val di Taro (chiamata comunemente Borgotaro), che si trova sulla linea accoppiata Parma – La Spezia (Pontremolese).

  • Da tutta Italia: Con i treni ad alta velocità (Frecciarossa o Italo) o con i treni regionali, è necessario raggiungere le stazioni snodo di Parma (per chi proviene da Nord, Est o Bologna/Sud) o di La Spezia (per chi viaggia lungo la costa tirrenica).
  • Dalle stazioni di Parma o La Spezia partono frequenti treni regionali che fermano alla stazione di Borgotaro. Il viaggio in treno da Parma a Borgotaro dura circa un’ora.

In Autobus (Dalla Stazione al Borgo)

Una volta arrivati alla stazione ferroviaria di Borgo Val di Taro, Compiano dista circa 10 km.

  • Il collegamento con il borgo è garantito dalle linee di autobus extraurbani gestite da TEP Parma (in particolare la linea che collega Borgotaro a Bedonia, con fermata ai piedi del colle di Compiano o nei pressi del centro).
  • Consiglio Slow: Trattandosi di linee extraurbane montane, le corse potrebbero essere meno frequenti nei giorni festivi e durante i periodi non scolastici. È sempre consigliabile verificare gli orari aggiornati sul sito ufficiale di TEP Parma prima di mettersi in viaggio, oppure optare per un servizio taxi locale dalla stazione.

In Aereo

Per chi proviene da distanze molto lunghe (come il Sud Italia o le Isole) e preferisce l’aereo, gli aeroporti più vicini e funzionali sono:

  1. Aeroporto di Parma (PMF): Il più vicino (circa 70 km), comodo se si noleggia un’auto direttamente in aeroporto.
  2. Aeroporto di Bologna (BLQ) o Milano Linate (LIN): Grandi scali internazionali situati a circa 150 km. Da entrambi è facile prendere una navetta per la stazione ferroviaria centrale (Bologna Centrale o Milano Centrale), proseguire in treno fino a Parma e poi cambiare per Borgotaro.

FAQ:

Tutto quello che devi sapere su Compiano (FAQ):

È vero che a Compiano si nasconde un codice “segreto” legato a Dan Brown?

Non c’è un legame diretto con lo scrittore, ma l’atmosfera è identica! Il Castello di Compiano ospita l’unico Museo Internazionale della Massoneria in Italia. La stanza più affascinante è la “Sala 33” (numero che indica il massimo grado del Rito Scozzese). Al suo interno sono custoditi simboli geometrici, grembiuli decorati e oggetti rituali originali del Settecento e Ottocento che sembrano usciti dritti da un romanzo di mistero.

Cosa c’entrano gli orsi della Russia con questo borgo dell’Appennino emiliano?

C’entrano eccome! Tra il Settecento e l’Ottocento, molti abitanti di Compiano, stremati dalla povertà, inventarono un mestiere unico: gli Orsanti. Diventarono artisti di strada girovaghi, addomesticando orsi, scimmie e cammelli. Partendo a piedi da queste montagne, attraversarono l’Europa arrivando fino a Parigi, Londra e persino in Russia per esibirsi nelle piazze. Una storia incredibile di coraggio e spirito di adattamento.

Perché un borgo nel cuore della provincia di Parma ha le strade che sembrano quelle di Genova?

Non è un caso visivo, ma una precisa eredità storica e geografica. Compiano sorge vicino al confine con la Liguria ed era una tappa cruciale della Via degli Abati, un’antica via di pellegrinaggio e commercio verso il mare. Per questo motivo, l’architettura del centro storico ha forti influenze liguri: le case sono alte, strette e colorate, e i vicoli ripidi e acciottolati sono veri e propri “caruggi” inseriti nel cuore dell’Emilia.

Buon soggiorno a Compiano da borghidascoprire.eu

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