Home » Friuli Venezia Giulia » Cordovado: cosa vedere nel borgo che incantò Nievo
Antico borgo di Cordovado: vicoli storici e architetture immerse nel verde del Friuli.

Cordovado: cosa vedere nel borgo che incantò Nievo

Condividi questo borgo!

Cordovado (Provincia di Pordenone, Regione Friuli Venezia Giulia, Italia)

BORGHIDASCOPRIRE.EU si trova a Cordovado stupendo borgo medievale in provincia di Pordenone a 15 m.s.l.m. in aperta campagna friulana. Giunti in questo borgo si viene subito catapultati in pieno Medioevo e percorrere le sue strade sarà un’esperienza unica.

Distante poco meno di 30 chilometri da Pordenone, il borgo di Cordovado offre al turista storia, arte ed enogastronomia. Un luogo rimasto ancorato al suo passato con tanti monumenti da osservare in un percorso dal sapore antico e moderno allo stesso tempo.

Un tuffo nel passato con la modernità dei giorni nostri per vivere dei momenti fantastici. Il borgo è inoltre ricco di architetture religiose e civili che sono tutte da visitare. Il fascino letterario di Cordovado è solo l’inizio di un viaggio che attraversa le atmosfere abbaziali di Sesto al Reghena, si perde tra le pietre vive e i tesori medievali di Venzone, cercando di scoprire il segreto di Fagagna, che culmina nel cuore nobile di Valvasone Arzene, dove il tempo sembra essersi fermato tra Corti e Castelli.

Splendido scorcio del bellissimo borgo di Cordovado.
Cordovado, uno scorcio romantico

Cordovado (Accenni storici)

L’Antica Sentinella della Via Iulia Augusta

Inserito tra i Borghi più belli d’Italia, Cordovado è un luogo dove la storia romana, medievale e veneziana si fondono armoniosamente. Nato come baluardo difensivo, oggi accoglie i visitatori con il suo fascino intatto di borgo fortificato.

Le origini: Un guado strategico per l’Impero Romano

Le radici di Cordovado affondano nell’Epoca Romana. Il borgo sorse con una funzione vitale: difendere un guado lungo la celebre Via Iulia Augusta, l’importante arteria stradale che collegava Aquileia al Norico (l’attuale Austria). Questa posizione di passaggio lo rese fin da subito un centro nevralgico per i commerci e i movimenti militari dell’Impero.

Il dominio dei Vescovi e la famiglia Ridolfi

Per secoli, il borgo fu un possedimento dei Vescovi di Concordia Sagittaria. La gestione quotidiana del territorio era affidata a un gastaldo (il rappresentante dell’amministrazione governativa). Per lungo tempo, questo ruolo fu ricoperto dalla famiglia Ridolfi: essi risiedevano nel borgo e ne avevano cura meticolosa, ricevendo in cambio il privilegio dell’alloggio e del governo locale.

Un territorio conteso: dai Carraresi a Venezia

Il Medioevo di Cordovado fu caratterizzato da assedi e passaggi di potere:

  • L’invasione dei Carraresi: Nel 1387, la potente famiglia aristocratica padovana dei Carraresi invase il borgo fortificato nel tentativo di espandere i propri domini.
  • L’arrivo della Serenissima: L’occupazione carrarese durò poco, poiché le truppe della Repubblica di Venezia riuscirono a riconquistare il borgo.
  • La svolta del 1420: Quest’anno segnò il destino di Cordovado, che divenne ufficialmente un Marchesato sotto il controllo definitivo di Venezia. Sotto l’egida della Serenissima, il borgo visse secoli di stabilità e splendore architettonico.

Dalle riforme del Settecento all’Unità d’Italia

Tra il Seicento e il Settecento, Cordovado subì diverse modifiche strutturali che ne ingentilirono l’aspetto militare, trasformandolo in una residenza signorile e un centro agricolo fiorente. Infine, nel 1866, a seguito della Terza Guerra d’Indipendenza, il borgo si unì ufficialmente al Regno d’Italia, seguendo le sorti del resto del Friuli.

Cordovado (Monumenti e luoghi da visitare in un giorno)

Il Castello

Veduta imperiosa del Castello di Cordovado.
Il Castello di Cordovado: Da Fortezza Romana a Salotto Culturale

Il cuore pulsante di Cordovado è il suo Castello, una struttura che racchiude millenni di storia. Sorto sulle ceneri di un antico Castrum romano a guardia di un guado strategico sulla Via Iulia Augusta, il maniero ha saputo trasformarsi nei secoli, passando da baluardo difensivo a raffinata dimora signorile.

I Custodi del Maniero: Dai Ridolfi ai D’Attimis

Inizialmente, la gestione del Castello fu affidata alla famiglia Ridolfi. Il loro compito era chiaro: risiedere nella struttura e, in cambio dell’alloggio, custodirla e preservarla da ogni minaccia esterna. Nel corso dei secoli, il Castello passò di mano in mano, vedendo tra i suoi proprietari i Conti D’Attimis nel XVI secolo, che ne mantennero l’importanza nel tessuto feudale friulano.

L’Epoca d’Oro con i Conti Freschi di Cucanea

La vera svolta, che ha dato al Castello il volto che ammiriamo oggi, avvenne nel XVIII secolo con l’arrivo dei Conti Freschi di Cucanea. Questa famiglia non si limitò a possedere il Castello, ma lo rese un motore di sviluppo per l’intero territorio:

  • Gherardo Freschi e la Seta: Agronomo di fama, Gherardo introdusse e fece diffondere l’allevamento del baco da seta. Grazie alla sua visione, migliorò sensibilmente le condizioni di vita dei contadini e in particolare delle donne del borgo, creando una nuova economia rurale.
  • Sigismondo e il Giardino Romantico: Il merito del meraviglioso parco-giardino che circonda la struttura è di Sigismondo, fratello di Gherardo. Egli trasformò le aree esterne in un’oasi di pace e bellezza botanica.
  • Un ritrovo per grandi artisti: Il figlio di Sigismondo, grande appassionato di musica, rese il castello un centro culturale di rilievo internazionale. Tra le sue mura si ritrovavano i più grandi musicisti dell’epoca, come il celebre violinista e compositore Antonio Bazzini.
Una tradizione di cura che continua ancora oggi

Il Castello di Cordovado è oggi uno degli edifici storici meglio conservati della regione. Gran parte del merito va proprio alla famiglia Freschi, che negli anni ha investito passione e risorse per migliorare e preservare ogni dettaglio della struttura. Visitare il Castello oggi significa immergersi in una storia fatta di innovazione agricola, amore per l’arte e dedizione verso il territorio.

Prati Burovich e lago Premarine

Tra il Settecento e l’Ottocento la famiglia Burovich si interessa a ripulire questi terreni dell’ampiezza di dieci ettari e per questo motivo si chiamano così. Vista la grandezza del territorio, in mezzo si trova il lago Premarine (Lago diviso tra Friuli Venezia Giulia e Veneto) e il tutto è circondato da alberi quali gli olmi, le quercie, i gelsi, gli aceri.

In mezzo a tanto verde si trova una passerella dove è possibile effettuare delle belle passeggiate, ammirando la bellezza della natura che sembra incontaminata. Un borgo dalle mille sfaccettature e immerso nel verde per offrire al turista un ambiente rilassante e piacevole.

Palazzo Freschi‑Piccolomini

Si tratta di un elegante Palazzo Rinascimentale del XVII secolo: Si presenta con un grande portale e tre piani con lo sfondo di un bellissimo parco. Fa parte del patrimonio storico/architettonico del borgo.

Cordovado (Curiosità e golosità)

È affascinante come questo luogo riesca a unire l’archeologia industriale antichissima dei Prati Burovich alla profondità intellettuale di uno dei più grandi scrittori italiani.Sulle tracce di Ippolito Nievo

Il Parco Letterario Ippolito Nievo non è solo un omaggio, ma un vero e proprio percorso emozionale. Nievo descrisse queste terre nelle sue “Confessioni di un italiano”, definendo la zona intorno all’Abbazia di Santa Maria in Silvis come un luogo di pace e bellezza senza tempo.

  • La Biblioteca e il Sapere: Il fatto che la Biblioteca Comunale sia così attiva dimostra che il borgo non vive solo di passato, ma continua a essere un centro pulsante di cultura, mantenendo viva l’eredità di Nievo.

Un Viaggio nei Sapori: Tra “Lengal” e “Spaccafumo”

Ecco due eccellenze che rappresentano perfettamente l’anima della cucina locale:

  1. Il Lengal: È una vera rarità della norcineria friulana. La tecnica di inserire la lingua di maiale (intera e salmistrata) all’interno dell’impasto del cotechino crea un contrasto di consistenze unico. È un piatto “di festa”, sostanzioso e dal sapore antico, che richiede una cottura lentissima.
  2. Il Dolce Spaccafumo: Questo dolce è un trionfo di energia e profumi. Il nome stesso richiama figure popolari e legende locali. La combinazione di frutta secca (noci, mandorle, fichi) e miele lo rende molto simile alla Gubana delle valli del Natisone, ma con una personalità propria legata al territorio di Sesto.
SpecialitàIngredienti ChiaveCuriosità
LengalLingua di maiale, cotechinoSi serve rigorosamente con il cren (rafano)
SpaccafumoFrutta secca, miele, pinoliOttimo se accompagnato da un Verduzzo friulano

I Prati Burovich e il Bronzo

L’importanza archeologica di questo sito per la lavorazione del bronzo ci ricorda che il Friuli Venezia Giulia è stato, sin dalla protostoria, un crocevia fondamentale per i commerci tra l’Europa centrale e l’Adriatico.

Cordovado (Informazioni utili)

Indirizzo del Comune di Cordovado (PN): Piazza Cecchini, 24 CAP: 33075

URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0434/1689807

Patto di Fratellanza con con la città francese Choussy sur Cisse

Abitanti: 2739 circa.

Per maggiori informazioni consulta il sito ufficiale turismofvg.

Si trova in una posizione strategica tra il Veneto orientale e il Friuli Venezia Giulia, rendendolo facilmente raggiungibile, ecco la guida pratica per arrivare a questo gioiello della provincia di Pordenone:

In Auto (La scelta più rapida)

Cordovado è ben collegata grazie alla vicinanza con importanti assi autostradali.

  • Da Milano/Venezia: Percorri l’autostrada A4 (Venezia-Trieste). L’uscita consigliata è quella di Portogruaro. Da lì, prosegui per circa 10 minuti lungo la viabilità locale seguendo le indicazioni per Cordovado. Il viaggio da Milano dura circa 3 ore e 40 minuti, mentre da Venezia poco più di un’ora.
  • Da Bologna/Ferrara: Prendi l’autostrada A13 fino a Padova, poi immettiti sulla A4 in direzione Trieste, uscendo sempre a Portogruaro. Il tempo stimato da Bologna è di circa 2 ore e 40 minuti.
  • Da Roma/Sud: Sali lungo l’autostrada A1 fino a Bologna e poi segui le indicazioni sopra (A13 e A4). Il viaggio dalla capitale richiede circa 6 ore e mezza.
  • Da Udine/Trieste: Percorri la A4 in direzione Venezia e usa l’uscita di Latisana o Portogruaro.

In Treno

Cordovado ha una propria stazione ferroviaria, il che lo rende uno dei borghi più accessibili anche senza auto.

  • Stazione di Cordovado-Sesto: Si trova sulla linea ferroviaria Casarsa-Portogruaro.
  • Collegamenti principali: Puoi arrivare facilmente facendo cambio a Portogruaro-Caorle (punto di snodo per chi arriva da Venezia o Trieste) o a Casarsa (per chi arriva da Udine o Pordenone). La stazione dista circa 1,5 km dal centro storico, percorribili con una piacevole passeggiata o con bus locali.

In Aereo

Aeroporto di Trieste-Ronchi dei Legionari (TRS): Dista circa 60 km, ideale per chi arriva da rotte orientali o nazionali.

Aeroporto di Venezia “Marco Polo” (VCE): Dista circa 70 km. È lo scalo più comodo; da qui puoi noleggiare un’auto e raggiungere il borgo in meno di un’ora tramite la A4.

Aeroporto di Treviso “Antonio Canova” (TSF): Dista circa 65 km. Molto utilizzato dai voli low-cost, è un’ottima alternativa per raggiungere il Friuli occidentale.

FAQ

Tutto quello che devi sapere su Cordovado (FAQ):

Perché Cordovado è legata a uno dei più grandi romanzi della letteratura italiana?

Cordovado è uno dei luoghi simbolo de “Le confessioni d’un italiano” di Ippolito Nievo. Lo scrittore amava profondamente questo borgo, tanto da ambientarvi scene cruciali del romanzo. In particolare, il celebre episodio della “fuga nei campi” e il legame con la cucina del castello sono ispirati proprio agli ambienti di Cordovado. Oggi, passeggiando nel borgo, si può percorrere un itinerario letterario che tocca i luoghi descritti da Nievo, rendendo la visita un’esperienza tra realtà e finzione narrativa.

Cos’è il “Duomo Antico” e perché si trova fuori dal centro fortificato?

Il Duomo Antico di Sant’Andrea è un gioiello del XV secolo che sorge isolato rispetto al nucleo centrale. La sua particolarità risiede nel fatto che rappresenta il cuore del borgo originario prima che la vita sociale si spostasse verso l’area del castello e del santuario. Al suo interno custodisce affreschi di scuola veneto-friulana che lo rendono una piccola “Cappella Sistina” locale. La sua posizione decentrata regala ai visitatori un’atmosfera di pace assoluta, immersa nel verde della pianura friulana.

Qual è il segreto del Santuario della Madonna delle Grazie?

Il Santuario è considerato uno dei massimi esempi di architettura barocca in Friuli, ma il suo “segreto” risiede nelle origini: fu costruito nel 1603 in seguito a un’apparizione della Vergine a una contadina locale. La struttura è un ottagono perfetto, una forma che simboleggia l’eternità. La vera chicca è l’apparato decorativo interno: stucchi, dorature e una ricchezza di dettagli che contrasta con la semplicità rurale dei borghi circostanti, rendendolo una tappa inaspettata e maestosa per chi visita Cordovado.

Buon soggiorno a Cordovado da borghidascoprire.eu

Se l’articolo ti è piaciuto seguici sulla nostra pagina social di Facebook: borghidascoprire

Media: 5 / 5 (4 voti)