Sesto al Reghena (Provincia di Pordenone, Regione Friuli Venezia Giulia, Italia)
BORGHIDASCOPRIRE.EU si trova a Sesto al Reghena stupendo borgo in provincia di Pordenone a 13 m.s.l.m. e a solo 8 chilometri dal borgo di Cordovado. Il viaggio comincia tra i silenzi spirituali dell’abbazia millenaria di Sesto al Reghena per poi toccare le atmosfere letterarie di Cordovado, il fascino medievale e castellano di Valvasone Arzene, il ticchettio senza tempo dei vicoli di Pesariis, le storiche mura di pietra di Venzone e infine l’incanto delle case in sasso e legno di Poffabro, in un unico e spettacolare itinerario slow attraverso le meraviglie del Friuli-Venezia Giulia.
Sesto al Reghena (Accenni storici)
Non è un borgo qualunque e la sua storia è indissolubilmente legata alla maestosa Abbazia di Santa Maria in Silvis, uno dei monasteri più antichi e affascinanti del Friuli-Venezia Giulia.

Le origini e il nome
Il nome stesso del borgo ci svela le sue radici romane: “Sesto” indicava la posizione al sesto miglio (ad sextum lapidem) dalla città romana di Julia Concordia (l’odierna Concordia Sagittaria), lungo una delle arterie che collegavano il cuore dell’Impero alle zone periferiche.
L’epoca Longobarda e la fondazione dell’Abbazia
La vera svolta storica avviene nel 730-735 d.C., quando tre fratelli nobili longobardi, Erfo, Anto e Marco, decisero di fondare un monastero benedettino. In breve tempo, l’Abbazia divenne un centro di potere immenso, un vero monastero-fortezza che controllava vasti territori tra il Friuli e il Veneto.
Il Medioevo e le invasioni degli Ungari
Nel IX secolo, il borgo subì le terribili incursioni degli Ungari, che distrussero gran parte del complesso. Fu ricostruito nel X secolo come una vera abbazia castrense (fortificata), con torri di difesa e fossati, molti dei quali sono ancora visibili oggi e conferiscono al borgo quell’aspetto medievale che incanta i visitatori.
Il legame con l’arte: la scuola di Giotto
Sotto il dominio del Patriarcato di Aquileia, Sesto al Reghena visse un periodo di incredibile splendore artistico. All’interno dell’Abbazia è possibile ammirare un ciclo di affreschi di scuola giottesca del XIV secolo, che rendono il borgo una tappa obbligatoria per gli amanti della storia dell’arte medievale.
Sesto al Reghena (Monumenti e luoghi da visitare in un giorno)
Abbazia di Santa Maria in Silvis
Entrare nell’Abbazia di Santa Maria in Silvis è come varcare una soglia temporale. Fondata nel VIII secolo, questa abbazia benedettina è una delle testimonianze più integre di Monastero fortificato in Italia, un luogo dove spiritualità, arte e architettura militare si fondono in un unico abbraccio.
Cosa vedere all’interno dell’Abbazia
Il Complesso Abbaziale non è solo un monumento, ma un vero scrigno di tesori. Ecco cosa non puoi assolutamente perdere durante la tua visita:
- Il Vestibolo e gli Affreschi Medievali: Appena varcata la soglia, sarai accolto dai cicli di affreschi che decorano le pareti. Di particolare rilievo sono le opere della scuola giottesca, che con i loro colori vividi raccontano storie bibliche e leggende di santi, rendendo l’abbazia una “Bibbia illustrata” per i pellegrini del tempo.
- La Cripta dell’XI secolo: Scendere nella cripta è l’esperienza più suggestiva. Tra le sue strette colonne di pietra è custodito il Sarcofago di Sant’Anastasia, un capolavoro dell’arte longobarda decorato con motivi a intreccio, croci e fiori che sembrano ricamati nel marmo.
- Il Campanile e il Sistema Difensivo: All’esterno, l’imponente torre campanaria (un tempo torre di difesa) e il ponte in pietra testimoniano il passato di abbazia castrense. È raro vedere una chiesa che sembra un castello, ed è proprio questo a rendere Sesto al Reghena uno dei borghi più fotografati del Friuli.

Curiosità: Perché “In Silvis”?
Il nome latino Santa Maria in Silvis significa letteralmente “Santa Maria tra i boschi”. All’epoca della sua fondazione longobarda, l’intera zona era coperta da una fitta foresta. Oggi, nonostante il borgo si sia evoluto, l’Abbazia conserva ancora quel senso di pace e isolamento che i monaci cercavano oltre mille anni fa.
Palazzo Abbaziale e la Loggia
Se l’Abbazia rappresenta il cuore spirituale, il Palazzo Abbaziale è il simbolo del potere temporale che questo borgo ha esercitato per secoli. Camminare sotto i suoi portici significa ripercorrere i passi degli abati che un tempo governavano queste terre come veri e propri principi.
La Loggia e gli Stemmi: un libro di storia all’aperto
L’elemento che più colpisce i visitatori (e gli appassionati di fotografia) è la facciata della Loggia. Qui potrai ammirare una collezione incredibile di stemmi affrescati.
- Perché è importante: Questi stemmi appartenevano agli abati commendatari e ai nobili veneziani. Raccontano il passaggio del borgo sotto il controllo della Serenissima Repubblica di Venezia, un momento cruciale che ha trasformato l’architettura del borgo da austera fortezza a elegante residenza rinascimentale.
La Cancelleria e il Torrione
Non dimenticare di alzare lo sguardo verso il Torrione d’ingresso. È l’unica delle sette torri originarie rimasta intatta. In ottica difensiva, questo era il punto più protetto del borgo. Oggi ospita spesso mostre d’arte, unendo il fascino della pietra antica alla creatività moderna.
Chiesetta di San Pietro
A pochi passi dal centro storico di Sesto al Reghena, lungo una stradina che si snoda tra i campi e la natura, sorge la Chiesetta di San Pietro. Se cerchi un luogo di pace assoluta, lontano dai circuiti turistici più affollati, questa piccola pieve è una tappa obbligatoria.
Architettura e affreschi: la bellezza della semplicità
Questa chiesetta campestre è un esempio perfetto di architettura religiosa minore. Nonostante le dimensioni ridotte, l’interno nasconde delle sorprese incredibili:
- Affreschi Rinascimentali: Le pareti conservano tracce di dipinti che risalgono al XV e XVI secolo. Osservare questi affreschi nel silenzio della campagna friulana regala un’emozione molto diversa rispetto alla maestosità dell’Abbazia centrale.
- Un’atmosfera d’altri tempi: La struttura, con il suo portico esterno (il tipico “protiro”), serviva un tempo per dare riparo ai pellegrini e ai contadini della zona.
Perché visitarla durante il tuo tour a Sesto al Reghena
Inserire la Chiesetta di San Pietro nel tuo itinerario è un’ottima idea se ami il trekking leggero o le escursioni in bicicletta. È il luogo ideale per una sosta fotografica, specialmente al tramonto, quando la luce scalda la pietra antica e i campi circostanti.
Sesto al Reghena (Curiosità e golosità)
Un borgo “Cinematografico”: Grazie alla sua struttura intatta, Sesto al Reghena è stata spesso scelta come set per film e documentari storici. Camminando tra i suoi vicoli, avrai la sensazione di essere su un set cinematografico naturale.
- Il Monastero delle Donne: Sebbene oggi lo ricordiamo come monastero maschile, per un periodo nel Medioevo l’Abbazia ospitò anche una comunità femminile legata alla nobiltà longobarda.
- Il Numero “Sei”: Oltre alla distanza da Concordia (sei miglia), il numero sei ricorre spesso nella simbologia del borgo, quasi fosse un numero magico che ne ha protetto le mura per secoli.
Cosa mangiare a Sesto al Reghena: sapori autentici friulani
Il turista che visita i borghi cerca l’esperienza gastronomica. Ecco i piatti consigliati per mangiare bene in Friuli:
1. Il Frico con Polenta
È il re indiscusso della tavola friulana. Un tortino di formaggio Montasio e patate, cotto in padella fino a diventare croccante fuori e morbido dentro. Accompagnato da una fetta di polenta grigliata, è il comfort food perfetto dopo una passeggiata.
2. Cjarsons (versione di pianura)
Anche se sono tipici della Carnia, a Sesto al Reghena si trovano spesso varianti locali di questi “ravioli” dal gusto unico che mescola dolce e salato (erbe, uvetta, cacao o cannella). Un piatto che stupisce sempre i turisti.
3. Brovada e Muset
Un piatto invernale per i veri amanti delle tradizioni: rapa inacidita nelle vinacce (Brovada) accompagnata dal tipico cotechino friulano (Muset). Un sapore forte, antico e indimenticabile.
4. I Vini della zona DOC Friuli Grave
Sesto al Reghena si trova in una zona vocata alla viticoltura. Consigliamo quindi un ottimo calice di Refosco dal Peduncolo Rosso (per i rossi) o un fresco Friulano (ex Tocai) per i bianchi.
Sesto al Reghena (Informazioni utili)
Indirizzo del Comune di Sesto al Reghena (PN): Piazza Castello 1, CAP: 33079
URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0434/693911
Abitanti: 6289 circa.
Per maggiori informazioni consulta il sito ufficiale comune.sesto-al-reghena.pn.it
Sesto al Reghena si trova in provincia di Pordenone, in una posizione strategica tra Friuli e Veneto, facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici.
In Auto (La scelta più comoda)
- Dall’Autostrada A28: L’uscita più vicina è quella di Sesto al Reghena. Una volta usciti dal casello, il borgo dista meno di 2 chilometri.
- Da Cordovado: Se stai seguendo il nostro itinerario dei borghi medievali, arrivare da Cordovado è semplicissimo. Basta percorrere la SP76 e poi la SP16 (Via Levada): il tragitto è di soli 6,7 km e si copre in circa 8-10 minuti d’auto. È un percorso quasi rettilineo immerso nella campagna.
In Treno e Bus
- Treno: Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Casarsa della Delizia (sulla linea Venezia-Udine) o di Portogruaro-Caorle.
- Bus: Dalle stazioni sopra citate, è possibile raggiungere il borgo utilizzando le linee extraurbane della TPL FVG. Ti consigliamo di controllare gli orari aggiornati sul sito ufficiale del trasporto pubblico regionale friulano.
Dove Parcheggiare
Il borgo è una zona a traffico limitato molto curata. Il consiglio di borghidascoprire è quello di lasciare l’auto nel parcheggio gratuito in Via Roma o nelle immediate vicinanze di Piazzale Burovich: da lì, l’ingresso all’Abbazia è a pochi passi a piedi.
Tutto quello che devi sapere su Sesto al Reghena (FAQ):
Il nome svela un’origine legata alla topografia dell’Antica Roma. “Sesto” indica che il borgo si trovava esattamente alla sesta pietra miliare (ossia a sei miglia romane) partendo da Concordia Sagittaria, un importantissimo centro strategico dell’epoca. “Reghena”, invece, è il nome del corso d’acqua che attraversa il territorio. Questo legame dimostra come il borgo, prima di diventare un polo monastico medievale, fosse un fondamentale avamposto di passaggio lungo le grandi vie di comunicazione romane.
L’Abbazia di Santa Maria in Silvis sembra un castello protetto da fossati e torri d’ingresso. Sulla facciata della torre d’accesso (il torrione-porta), si trova un grande affresco trecentesco che accoglie i visitatori e nasconde un mistero simbolico: rappresenta un leone di San Marco insolito che stringe tra le zampe un libro aperto, ma con scritte che hanno fatto dibattere gli storici per secoli. Inoltre, la struttura difensiva dell’abbazia era così efficiente da essere considerata a tutti gli effetti un monastero-fortezza militarizzato per resistere alle devastanti invasioni degli Ungari.
L’interno della Basilica custodisce un ciclo di affreschi trecenteschi di straordinaria bellezza, ma la loro attribuzione è stata a lungo un enigma. Per decenni gli studiosi si sono interrogati su chi fosse il misterioso maestro dietro a queste opere, fortemente influenzate dallo stile di Giotto (che all’epoca lavorava alla Cappella degli Scrovegni a Padova). Oggi il ciclo è ufficialmente attribuito alla prestigiosa “Scuola di Giotto”, in particolare a maestri di ambito cividalese, rendendo questa chiesa sperduta tra le campagne friulane una vera e propria galleria d’arte segreta del Trecento.
Buon soggiorno a Sesto al Reghena da borghidascoprire.eu
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