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Convento domenicano e Chiesa di Santa Maria del Soccorso a Caccuri

Caccuri: il paese nascosto tra le rocce della Calabria

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Caccuri (Provincia di Crotone, Regione Calabria, Italia)

BORGHIDASCOPRIRE.EU fa tappa nella splendida Calabria per scoprire un borgo poco conosciuto ma, davvero affascinante come Caccuri in provincia di Crotone. Qui ci troviamo sul versante ionico a pochi chilometri dalla capitale della Magna Graecia, Crotone. Il borgo si staglia a 646 m.s.l.m. e il panorama che troverete sarà davvero qualcosa di straordinario.

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Vedi le strutture disponibili

Partendo dai vicoli carichi di storia di Caccuri, il viaggio attraverso la meraviglia dei borghi calabresi prosegue verso i crinali panoramici di Tiriolo, si affaccia sulle imponenti fortificazioni di Santa Severina, sfiora la suggestiva rupe rupestre di Pentedattilo, scopre il fascino sul mare del Castello di Le Castella e si conclude tra le pietre millenarie della fortezza di Roseto Capo Spulico. Benvenuti in Calabria!

Caccuri (Accenni storici)

Il borgo vanta una storia antica e complessa, legata a doppio filo alla sua posizione strategica di controllo sulla valle del Neto e sulla Sila Greca.

  • Origini e periodo feudale: Le prime attestazioni documentate risalgono al periodo medievale, quando il borgo nacque come presidio fortificato. Nel corso dei secoli è stato feudo di importanti famiglie nobilie, tra cui i Sanseverino, i Polissena, i Ruffo e infine i Cavalcanti, che ne segnarono la storia culturale e architettonica.
  • Il Castello: Costruito originariamente come rocca difensiva dai Bizantini o dai Normanni, il Castello di Caccuri fu ampliato nel VI secolo e successivamente modificato dalle varie casate feudali. Sotto la famiglia Cavalcanti, nel XVII e XVIII secolo, la fortezza si trasformò da struttura puramente militare a residenza nobiliare e centro di promozione culturale.
  • Presenza religiosa e monastica: Tra il XIV e il XVII secolo, il borgo visse un periodo di grande fervore spirituale grazie alla presenza dei Domenicani, che fondarono il Convento della Badia (dedicato a Santa Maria del Soccorso), promosso dalla famiglia Spinelli e arricchito da opere d’arte di pregio.
  • Tradizione intellettuale: Caccuri si distinse nei secoli per aver dato i natali o ospitato figure di rilievo umanistico, tra cui letterati, filosofi e religiosi che resero il feudo un punto di riferimento culturale nell’entroterra crotonese.

Caccuri (Luoghi e monumenti da visitare in un giorno)

Castello

E’ il simbolo incontestabile del borgo ed erge la sua sagoma imponente su uno sperone roccioso che domina la Sila Greca e la valle del Neto. Nato originariamente come fortezza militare bizantina intorno al VI secolo per presidiare le vie di comunicazione interne della Calabria, il maniero ha subito continue trasformazioni architettoniche con il succedersi dei dominatori normanni, svevi, angioini e delle diverse casate feudali. Tra queste, i Polissena, i Ruffo, i Sforza di Santa Fiora e soprattutto i Cavalcanti hanno lasciato un’impronta indelebile nella transizione da rocca difensiva a raffinata residenza nobiliare.

Lo spettacolare Castello di Caccuri.

La Torre del Castello di Caccuri è meglio conosciuta anche come Torre Guglielmyna o torre rivellino, è la struttura circolare che caratterizza l’impianto esterno. Fatta erigere da Antonio Cavalcanti nel 1885 su disegno dell’architetto Adolfo Mastrigli, custodisce al suo interno un grande serbatoio per l’acqua piovana sormontato da un’elegante merlatura stilizzata:

  • Interni e saloni nobiliari: Le sale interne conservano soffitti cassettonati in legno, stucchi d’epoca e arredi storici che testimonianola fervente vita culturale del feudo tra il XVII e il XIX secolo.
  • La Cappella Palatina: Dedicata a Santa Barbara, ospita altari barocchi e pregevoli opere d’arte sacra realizzate dalle mastranze locali per la famiglia Cavalcanti.

La Chiesa di Santa Maria del Soccorso

Nota anche come Chiesa del Riforma o Convento dei Domenicani, è uno dei complessi monumentali e religiosi più affascinanti e ricchi di storia di Caccuri.

Edificata a partire dal 1518 per volere del feudatario Giovanni Battista Spinelli e donata ai Frati Predicatori di San Domenico, la chiesa è stata per secoli il fulcro spirituale e culturale dell’intera area del Marchesato e della Sila Greca.

Storia e architettura

  • Il Complesso Conventuale: Nato come convento domenicano, il complesso comprendeva la chiesa, le celle dei monaci e un suggestivo chiostro. Nel corso del XVII e XVIII secolo ha vissuto una stagione di grande splendore, diventando sede di studi teologici e filosofici.
  • La Facciata e il Portale: L’esterno si presenta con una facciata sobria ed elegante, impreziosita da un portale in pietra locale lavorato a mano dalle maestranze scalpelline calabresi.
  • La Navata Unica: L’interno conserva la classica struttura domenicana a navata unica, progettata per favorire l’acustica durante le predicazioni. Le pareti custodiscono altari lignei e stucchi di gusto barocco e rococò.

Tesori d’arte e opere di rilievo

La Chiesa di Santa Maria Soccorso di Caccuri.
  • La Cappella del Rosario: È uno degli elementi di maggior pregio artistico dell’intero edificio. Custodisce un maestoso altare barocco in legno intagliato e dorato, oltre a preziosi dipinti che raffigurano i Misteri del Rosario.
  • Statuaria Sacra: Al suo interno è custodita la venerata statua lignea della Madonna del Soccorso, oltre a diverse sculture d’epoca tra cui un crocifisso ligneo di notevole fattura.
  • Il Soffitto e gli Arredi: Conserva soffitti decorati, cori lignei intagliati e sepolture gentilizie delle famiglie nobiliari che nel tempo hanno sostenuto il convento e il borgo.

Storia e cultura in un unico luogo assolutamente da visitare.

Il Centro Storico

Si sviluppa come un classico borgo arrocato di origine medievale, arroccato su una rupe arenaria che offre una vista panoramica sulla Sila Greca e sulla valle del fiume Neto. L’impianto urbano è caratterizzato da un dedalo di vicoli, gradinate in pietra e piazzette, progettato in origine per garantire la difesa dell’abitato.

Il cuore antico è organizzato intorno al colle dominato dalla Torre del Castello di Caccuri. Camminando tra le viuzze si incontrano le tipiche abitazioni in pietra con portali lavorati a mano dagli scalpellini locali e piccoli archi che collegano i fabbricati e vi troviamo:

  • Le “Rughe” e i rioni: La vita del borgo si articola lungo le storiche “rughe” (i quartieri del centro), tra cui il rione Murorotto e le stradine che conducono alla parte alta della rocca.
  • Piazza Umberto I: Rappresenta il principale punto di ritrovo del paese, dove si affacciano palazzi storici e da cui partono i percorsi pedonali diretti verso la parte monumentale.

Accademia Dei Caccuriani:

  • Luoghi d’interesse culturale: Nel centro si trovano anche la sede dell’Associazione Culturale Accademia Dei Caccuriani, nota per l’organizzazione del celebre Premio Letterario Caccuri, e il punto informativo della Pro Loco Caccuri.

Caratteristiche principali

  • Punti panoramici: Diversi affacci naturali lungo il perimetro delle mura offrono scorci verso i boschi della Sila e la costa ionica.
  • Ristorazione e accoglienza: Tra le viuzze sono presenti locali tradizionali come l’Osteria della Ruga, integrati nell’architettura storica del paese.

Caccuri (Curiosità e golosità)

Ecco alcune tra le curiosità più affascinanti e meno note su Caccuri, perfette per arricchire il viaggio in terra di Calabria:

  • La Torre acquedotto (un’opera d’ingegneria mascherata): L’iconica torre circolare del Castello, la Torre Guglielmyna, sembra una classica torre medievale di avvistamento o difesa. In realtà fu fatta costruire nel 1885 da Antonio Cavalcanti con una doppia funzione scenografica e pratica: al suo interno nasconde un ingegnoso serbatoio per la raccolta dell’acqua piovana, progettato per garantire l’approvvigionamento idrico della fortezza.
  • La leggenda del fantasma della Badia: Come ogni luogo ricco di storia, anche la Chiesa di Santa Maria del Soccorso (la Badia) e il convento domenicano portano con sé leggende popolari. Gli anziani del paese raccontano ancora storie legate alle presenze dei vecchi monaci e ai passaggi segreti che, secondo la tradizione orale, collegavano i sotterranei del convento direttamente al Castello per garantire una via di fuga in caso di assedio.
  • Il panorama dei “Due Mari”: Dalla cima della rocca del Castello, grazie alla posizione rialzata tra la Sila e la pianura, nelle giornate particolarmente limpide è possibile spingere lo sguardo lungo tutta la costa ionica crotonese fino ad intravedere la silhouette dei rilievi più interni, offrendo uno scorcio visivo davvero unico nel Marchesato.

Giunto qui non puoi non assaggiare la deliziosa cucina di Caccuri con piatti tipici favolosi:

Primi piatti tradizionali

  • Maccarruni ‘i casa (o Filatelli): Pasta fresca fatta in casa lavorata con il classico ferretto (o giunco). Vengono tradizionalmente conditi con un ricco ragù di maiale, capra o agnello, completati da una generosa spolverata di ricotta salata o pecorino locale.
  • Cavatelli con ceci e finocchietto selvatico: Un primo piatto povero ma profumato, dove la pasta lavorata a mano si sposa con i legumi e il aroma delle erbe della Sila.

Secondi e prodotti della terra

  • Capretto o agnello al forno con patate silane: Piatto immancabile delle feste, insaporito con rosmarino, aglio ed olio EVO locale.
  • Frottole (o Frittole): Preparazione legata alla tradizione della maialatura, in cui le parti meno nobili della carne di maiale vengono cotte lentamente nel grasso all’interno della caddara (il tipico pentolone di rame).
  • Olio Extravergine d’Oliva DOP Alto Crotonese: Prodotto in prevalenza dalla cultivar locale Pennulara, è la base fondamentale di ogni ricetta caccuriese.
Pani lievitati e dolci della tradizione
  • Pitta ‘mpigliata (o Pitta ‘nchiusa): Il dolce simbolo della zona, preparato specialmente nel periodo natalizio. Si tratta di una sfoglia sottile arrotolata a forma di rosetta, farcita con noci, uvetta, miele, cannella e liquori aromatici.
  • Sardella crotonese (il “caviale di Calabria”): Conserva spalmabile a base di bianchetto o pesce ghiaccio (sostituito oggi da altre specie nel rispetto delle normative), lavorata con peperoncino rosso in polvere e semi di finocchietto.

Caccuri (Informazioni utili)

Indirizzo del Comune di Caccuri (KR): Via Adua 5, CAP: 88833

URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0984 998040

Abitanti: 1491 circa.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: comune.caccuri.kr.it

Ecco la guida per raggiungere Caccuri senza problemi:

In auto

L’auto è il mezzo più comodo e consigliato per esplorare il borgo e i territori circostanti della Presila e del Marchesato.

  • Da Nord e dal versante Tirrenico (Milano, Roma, Napoli):
    • Percorrere l’Autostrada A2 del Mediterraneo (Salerno-Reggio Calabria) fino all’uscita per Firmo/Sibari/Rinnovato o Cosenza Nord.
    • Proseguire lungo la Strada Statale 107 Silana-Crotonese (SS 107) in direzione Crotone.
    • Uscire allo svincolo per Caccuri / Cerenzia e seguire le indicazioni della strada provinciale che sale direttamente verso il centro abitato.
  • Da Sud (Reggio Calabria, Sicilia):
    • Risalire l’A2 del Mediterraneo fino all’uscita per Lamezia Terme/Catanzaro.
    • Immettersi sulla SS 280 dei Due Mari verso Catanzaro, poi proseguire sulla SS 106 Jonica verso nord (direzione Crotone) fino all’innesto con la SS 107 Silana-Crotonese, oppure risalire l’interno verso la SS 107 in direzione Cosenza/Sila.
  • Dal versante Adriatico e Ionico (Bologna, Bari, Taranto):
    • Seguire l’A14 fino a Taranto, poi immettersi sulla SS 106 Jonica in direzione Reggio Calabria fino all’altezza di Crotone o Sibari, per poi raccordarsi con la SS 107 Silana-Crotonese.

In treno

Non essendo presente una stazione ferroviaria diretta nel borgo, occorre fare scalo nelle stazioni principali più vicine e proseguire con bus locali o auto a noleggio:

  • Stazione di Lamezia Terme Centrale: È lo snodo ferroviario principale della regione, servito da treni ad alta velocità (Frecciarossa e Italo) in partenza da Milano, Firenze, Roma e Napoli.
  • Stazione di Crotone: Servita da treni regionali e intercity lungo la linea jonica.

In aereo

I principali scali di riferimento per raggiungere Caccuri sono due:

  • Aeroporto di Lamezia Terme “Sant’Eufemia” (SUF): Dista circa 90 km (circa 1 ora e 15 minuti in auto). È il principale aeroporto della Calabria, con collegamenti giornalieri diretti dalle principali città italiane ed europee. In aeroporto sono disponibili numerosi servizi di noleggio auto.
  • Aeroporto di Crotone “Pitagora” (CRV): Dista circa 50 km (circa 45-50 minuti in auto), con voli di linea nazionali.

In autobus

  • Autolinee a lunga percorrenza: Diverse compagnie collegano direttamente le principali città italiane con Crotone o con i punti di snodo lungo la SS 107 (come San Giovanni in Fiore o Bivio Cerenzia).
  • Autolinee regionali: Dalle stazioni bus di Crotone e Cosenza partono corse di bus locali che collegano i paesi del circondario a Caccuri.

FAQ:

Tutto quello che devi sapere su Caccuri (FAQ):

Quali sono gli eventi e le feste tradizionali più importanti da non perdere a Caccuri?

Oltre al famoso Premio Letterario Caccuri ad agosto, la comunità è legata a due appuntamenti storici: la Festa di San Rocco (patrono del borgo), che si tiene a metà agosto con processioni, musica popolare e fuochi d’artificio, e la Festa della Madonna del Soccorso, legata alla tradizione del convento domenicano. Molto partecipata è anche la Sagra della Pitta ‘mpigliata nel periodo natalizio, occasione in cui le famiglie del paese valorizzano il dolce tipico con degustazioni nel centro storico.

Ci sono percorsi di trekking o passeggiate nella natura nei dintorni di Caccuri?

Sì, Caccuri è un ottimo punto di partenza per gli amanti della natura e del turismo lento. Uno dei percorsi più suggestivi è il Sentiero delle Valli del Neto, un itinerario che scende verso il fiume tra macchia mediterranea e uliveti secolari. Inoltre, la vicinanza con la Sila Greca offre facile accesso a sentieri immersi nei boschi di pino loricato e faggio, perfetti per escursioni a piedi o in mountain bike durante le stagioni primaverile ed autunnale.

Qual è l’origine del nome “Caccuri”?

L’etimologia del nome ha diverse ipotesi storiche e linguistiche. La teoria più accreditata la lega al termine greco-bizantino Kakkourion o Kakkos, che fa riferimento alla conformazione del terreno, ricco di roccia o pietra (un’indicazione del colle arido su cui è nato l’insediamento). Un’altra ipotesi la ricollega al latino Caccabulum (piccolo recipiente/conca), con riferimento alla forma della conca collinare in cui si sviluppa il territorio circostante.

Buon soggiorno a Caccuri da borghidascoprire.eu

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