Pentedattilo (Frazione di Melito Porto Salvo, Provincia di Reggio Calabria, Regione Calabria, Italia)
BORGHIDASCOPRIRE.EU fa tappa nella splendida Calabria per scoprire il borgo fantasma Pentedattilo in provincia di Reggio Calabria. Si staglia a 250 m.s.l.m.
Il viaggio in terra di Calabria, inizia quindi tra le dita di roccia dell’evocativo borgo fantasma di Pentedattilo, per poi risalire la costa fino ai tramonti mozzafiato e alle scogliere di Tropea, attraversare la storia millenaria nel Castello della ‘nave di pietra’ di Santa Severina, giungere alle torri di Roseto Capo Spulico che si specchiano nelle acque cristalline dello Ionio, senza dimenticare il borgo dei due mari, Tiriolo. Benvenuti in Calabria!
Pentedattilo (Accenni storici)
La storia di Pentedattilo (dal greco penta-daktylos, cinque dita) inizia nel 640 a.C., quando fu fondato come colonia calcidese. La sua posizione strategica sul Monte Calvario lo rese per secoli un importante centro economico e militare, grazie alla vista privilegiata sullo Stretto di Messina e sulla costa Ionica. La sua caratteristica più celebre è la rupe ciclopica che lo sovrasta, la cui forma ricorda una gigantesca mano aperta verso il cielo.
La Strage degli Alberti: il sangue e la leggenda
L’evento più oscuro e affascinante della storia di Pentedattilo è senza dubbio la Strage degli Alberti, avvenuta nella notte di Pasqua del 1686. Il conflitto nacque per motivi d’amore e potere tra la famiglia Alberti, signori del borgo, e i Baroni Abenavoli della vicina Montebello Ionico.
Il Barone Bernardino Abenavoli, accecato dal desiderio di vendetta per il matrimonio promesso tra Antonietta Alberti e un nobile napoletano, assaltò il Castello trucidando quasi tutta la famiglia rivale.
Lo sapevi? La leggenda narra che le grandi “dita” di roccia che sovrastano il borgo siano le dita insanguinate del barone Abenavoli, e che nelle notti di vento si sentano ancora le grida dei defunti tra i vicoli deserti.
Dall’abbandono alla rinascita come borgo di nicchia
Nel 1783, un violento terremoto colpì duramente l’area grecanica, dando inizio allo spopolamento di Pentedattilo. Il borgo fu dichiarato inabitabile a metà del XX secolo, trasformandosi in un vero e proprio borgo fantasma.
Oggi, però, Pentedattilo è un esempio di turismo lento in Calabria: grazie ad artigiani locali, associazioni e appassionati, le antiche case in pietra stanno riaprendo come botteghe e piccoli musei diffusi, attirando viaggiatori da tutto il mondo in cerca di un’atmosfera sospesa nel tempo.

Pentedattilo (Luoghi e monumenti da visitare in un giorno)
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
Passeggiando tra i vicoli silenziosi di Pentedattilo, la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo appare come un baluardo di fede incastonato nella roccia. Questo edificio non è solo il principale luogo di culto del borgo, ma è lo scrigno che custodisce i segreti più profondi e drammatici della storia locale.
Un’Architettura tra Cielo e Roccia
La Chiesa si presenta con una facciata sobria, tipica delle architetture dell’Area Grecanica, ma la sua posizione è ciò che la rende davvero unica. Sormontata dalle imponenti “dita” di pietra del Monte Calvario, la chiesa sembra quasi proteggere le poche case rimaste nel borgo. Il suo campanile a cuspide, visibile da lontano, è uno dei simboli più riconosciuti della Calabria grecanica.
Il Monumento Funebre della Famiglia Alberti
L’interno della Chiesa nasconde un tesoro di inestimabile valore storico: il monumento funebre del Marchese Domenico Alberti. È proprio qui che il legame tra la chiesa e la cronaca nera del passato si fa tangibile.
- La Strage del 1686: Gli Alberti, signori del borgo, furono quasi interamente sterminati durante la celebre “Strage di Pentedattilo“.
- Visitare questa chiesa significa rendere omaggio a una famiglia che ha segnato il destino del paese, prima che l’abbandono e i terremoti lo rendessero un “borgo fantasma”.
Tesori d’Arte e Spiritualità
Oltre al valore storico legato ai nobili locali, la chiesa ospita elementi sacri di pregio, tra cui:
- L’altare maggiore: decorato con cura nonostante le difficili condizioni del borgo nel corso dei secoli.
- Statue lignee: opere di artigianato sacro che testimoniano la devozione popolare dei residenti che un tempo popolavano queste strade.
Consigli per la visita
- L’angolo del fotografo: Il piazzale antistante la chiesa è il punto migliore per scattare una foto che catturi l’intera “mano di pietra” che sovrasta il borgo.
- Accessibilità: La chiesa si trova all’ingresso del borgo, facilmente raggiungibile a piedi dopo aver parcheggiato l’auto all’inizio del sentiero.
Castello degli Alberti
Se c’è un luogo a Pentedattilo dove il tempo sembra essersi fermato a quella tragica notte di Pasqua del 1686, è senza dubbio il Castello degli Alberti. Arroccato sulla parte più alta della rupe, quasi fuso con le pareti verticali del Monte Calvario, i resti di questa antica fortezza dominano l’intera vallata offrendo uno spettacolo che toglie il fiato.
Una Fortezza Inespugnabile (o quasi)
Costruito originariamente come struttura difensiva per avvistare le incursioni nemiche provenienti dal mare, il castello divenne nel tempo la residenza nobiliare della famiglia Alberti, signori del feudo di Pentedattilo dal 1589.
Le sue mura, realizzate con la stessa pietra arenaria della montagna, lo rendevano quasi invisibile da lontano, una vera e propria estensione della roccia a forma di mano. Oggi, sebbene rimangano solo i ruderi delle torri e delle cinte murarie, è ancora possibile percepire l’imponenza di quella che fu una delle dimore più prestigiose della Calabria grecanica.
Il Teatro della “Strage di Pentedattilo”
Il Castello è tristemente famoso per essere stato il palcoscenico della Strage degli Alberti. Fu proprio tra queste mura che il barone Bernardino Abenavoli, insieme al suo manipolo di uomini, fece irruzione nel cuore della notte.
La leggenda narra che il Marchese Lorenzo Alberti fu ucciso proprio nelle sue stanze e che il segno della sua mano insanguinata sia rimasto impresso sulla roccia, riemergendo ogni volta che il vento e la pioggia colpiscono la parete della montagna.
Perché visitarlo oggi?
Visitare le rovine del Castello degli Alberti è un’esperienza che va oltre il semplice turismo. È un trekking urbano che richiede un pizzico di fatica per la salita, ma che ripaga con:
- Un panorama mozzafiato: Dalle sue mura lo sguardo spazia fino alla costa ionica e, nelle giornate di tramontana, si staglia nitido il profilo dell’Etna e della Sicilia.
- Un’atmosfera da “Borgo Fantasma”: Il silenzio che avvolge i ruderi, interrotto solo dal volo dei rapaci, rende la visita un momento di riflessione profonda sulla caducità della bellezza e del potere.
Botteghe artigiane
Se il Castello rappresenta il passato glorioso e tragico, le botteghe artigiane sono il presente pulsante di Pentedattilo. Da alcuni anni, questo luogo non è più soltanto un “borgo fantasma”, ma un laboratorio a cielo aperto dove la creatività sfida l’abbandono. Camminando tra le viuzze strette, il rumore del vento si mescola al suono degli scalpelli e dei telai.

Un Viaggio tra Antichi Mestieri
Nelle piccole case in pietra recuperate con cura, trovano spazio artigiani locali che portano avanti tradizioni millenarie della Calabria grecanica. Entrare in queste botteghe significa scoprire:
- La lavorazione del legno e del vetro: dove nascono oggetti unici ispirati alla forma della “mano” e ai simboli della terra calabra.
- La ceramica artistica: creazioni che riprendono i colori del Mediterraneo e le forme della natura circostante.
- Tessuti e ricami: manufatti realizzati spesso con fibre naturali, che richiamano l’antica maestria delle donne del luogo.
Il Museo Diffuso delle Tradizioni Popolari
Molte di queste botteghe fanno parte di un progetto di Museo Diffuso. Non aspettatevi teche di vetro e cordoni: qui il museo è il borgo stesso. Potrete osservare da vicino gli strumenti della civiltà contadina e parlare con chi, ogni giorno, ha scelto di restare per non far spegnere la luce di Pentedattilo.
Perché acquistare un souvenir qui?
Comprare un oggetto artigianale a Pentedattilo non è un semplice atto di shopping. È un gesto di turismo sostenibile. Ogni pezzo portato a casa aiuta a mantenere vive le botteghe e permette a questo borgo straordinario di continuare a essere raccontato non solo per le sue leggende di sangue, ma per la sua capacità di rinascere.
Pentedattilo (Curiosità e golosità)
Il borgo non è solo storia e pietre ma, è un luogo che ha saputo stregare artisti e registi. Ecco alcune chicche che pochi conoscono:
- Set Cinematografico Naturale: Il borgo è stato scelto come location per diversi film e cortometraggi. Il fascino delle sue case vuote è così potente da aver ispirato registi internazionali, trasformando il paese in un vero set a cielo aperto.
- Il Disegno di Escher: Il celebre artista olandese M.C. Escher, famoso per le sue architetture impossibili, visitò Pentedattilo nel 1930. Ne rimase così affascinato da immortalarlo in una serie di litografie che oggi fanno il giro del mondo, rendendo il borgo iconico anche nell’arte grafica.
- La leggenda del vento: Si dice che quando soffia il vento forte tra i “calanchi” (le dita di pietra), si possa udire il lamento del Marchese Lorenzo Alberti. Gli abitanti dei paesi vicini lo chiamano ancora oggi “il pianto della montagna”.
Cosa mangiare: I Sapori dell’Area Grecanica
Visitare Pentedattilo significa anche immergersi nei sapori decisi della cucina grecanica. Ecco cosa non puoi assolutamente perderti se ti trovi in zona:
Lestopitta
È il simbolo dello street food locale. Una sorta di piadina fatta con acqua e farina, fritta nell’olio d’oliva e mangiata caldissima.
Il consiglio di borghidascoprire: Provala farcita con salame calabrese e pecorino dell’Aspromonte, oppure con le verdure grigliate locali.
Maccheroni al ferretto (Maccarruni i casa)
La pasta fatta in casa non manca mai. Viene lavorata con un sottile rametto di giunco (il ferretto) e condita con un sugo densissimo di carne di capra o di maiale. È il piatto della domenica per eccellenza.
Prodotti al Bergamotto di Reggio Calabria
Siamo nel cuore della produzione mondiale del “Re degli agrumi”. Dopo la visita, rinfrescati con una granita al bergamotto o assaggia i biscotti profumati con l’olio essenziale di questo frutto unico che cresce solo in questa striscia di terra calabrese.
Pentedattilo è solo una delle perle di una terra incredibile: un viaggio in Calabria non può dirsi completo senza ammirare anche l’imponenza del Castello di Santa Severina, il fascino a picco sul mare di Roseto Capo Spulico e l’iconica bellezza di Tropea, la perla del Tirreno.
Pentedattilo (Informazioni utili)
Indirizzo del Comune di Melito Porto Salvo (RC): Viale Rimembranze 19, CAP: 89063
URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0965/775111
Abitanti: 40 circa.
Per maggiori informazioni consulta il sito ufficiale www.comune.melitodiportosalvo.rc.it
Raggiungere il “borgo delle cinque dita” è un viaggio che attraversa scenari spettacolari, tra il blu dello Ionio e le vette dell’Aspromonte. Ecco tutte le opzioni per chi arriva da Nord, Centro o Sud Italia.
In Aereo (L’opzione più veloce)
L’aeroporto di riferimento è l’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti” di Reggio Calabria (REG), che dista circa 25 km dal borgo.
- Da Milano, Roma, Torino: Ci sono voli diretti quotidiani (ITA Airways e Ryanair).
- Dall’aeroporto: Una volta atterrati, la soluzione migliore è noleggiare un’auto direttamente in aeroporto e seguire la SS106 in direzione Taranto (circa 30 minuti di guida). In alternativa, è possibile prendere un taxi o la navetta per la stazione ferroviaria di Reggio Calabria.
In Auto (Per la massima libertà)
Se ami i viaggi on the road, l’auto è il mezzo ideale per esplorare anche i dintorni dell’Area Grecanica.
- Da Nord e Centro (Roma, Napoli, Firenze): Percorri l’autostrada A2 Salerno-Reggio Calabria fino alla fine. Segui le indicazioni per la SS106 Jonica in direzione Taranto.
- L’uscita: Prendi l’uscita Pentedattilo/Annà. Da qui, prosegui verso l’interno seguendo i cartelli per circa 4 km. La strada sale dolcemente offrendo una vista incredibile sulla “mano di pietra” che appare all’improvviso.
In Treno (Per un viaggio panoramico)
La ferrovia Jonica costeggia il mare e offre scorci bellissimi.
- Le stazioni: La stazione più vicina e importante è quella di Melito di Porto Salvo, dove fermano i treni regionali provenienti da Reggio Calabria (frequenti, circa 40 minuti di tragitto).
- L’ultimo miglio: Dalla stazione di Melito non ci sono mezzi pubblici diretti per il borgo. È necessario chiamare un servizio taxi locale o un NCC (Noleggio Con Conducente). La distanza è di soli 6 km, circa 10-15 minuti di auto.
In Autobus
Esistono collegamenti nazionali che arrivano a Reggio Calabria o Melito Porto Salvo (come le Autolinee Federico). Una volta arrivati a Melito Porto Salvo, vale lo stesso consiglio del treno: un breve tragitto in taxi per risalire verso il borgo fantasma.
Tutto quello che devi sapere su Pentedattilo (FAQ):
Il periodo ideale per visitare Pentedattilo è la primavera (aprile-giugno) o l’autunno (settembre-ottobre). In questi mesi il clima è mite, perfetto per camminare tra i vicoli in salita, e la luce esalta i colori della roccia. L’estate può essere molto calda, ma offre l’opportunità di trovare le botteghe artigiane aperte e partecipare a eventi culturali come il festival “Paleariza”.
Trattandosi di un’area a forte influenza grecanica, la particolarità culinaria assoluta è la Lestopitta. Si tratta di una sorta di piadina tipica di questa zona della Calabria, preparata con farina e acqua, fritta nell’olio e consumata calda, spesso farcita con salumi locali, formaggi o verdure. È il “cibo da strada” storico dei borghi dell’Area Grecanica.
All’interno del borgo antico di Pentedattilo non ci sono grandi hotel, ma sono presenti alcune suggestive strutture di ospitalità diffusa e B&B ricavati nelle antiche case in pietra restaurate. In alternativa, molti visitatori scelgono di alloggiare nella vicina Melito di Porto Salvo o nelle strutture agrituristiche della zona costiera, per poi raggiungere il borgo in pochi minuti d’auto.
Buon soggiorno a Pentedattilo da borghidascoprire.eu
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