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Case grotta del borgo rupestre di Sperlinga Museo Etno Antropologico

Sperlinga: Cosa Vedere nel Borgo Scavato nella Roccia

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Sperlinga (Provincia di Enna, Regione Sicilia, Italia)

BORGHIDASCOPRIRE.EU fa tappa nel borgo romantico di Sperlinga in provincia di Enna a 750 m.s.l.m. Se stai organizzando un viaggio rilassante nell’isola, l’incredibile architettura rupestre di Sperlinga rappresenta una tappa fondamentale di un itinerario unico, capace di unire la maestosità di Mussomeli, il fascino medievale di Erice, l’eleganza araba di Sambuca di Sicilia, la storia antica di Troina e le meraviglie barocche di Militello in Val di Catania. Benvenuti in Sicilia!

Sperlinga (Accenni storici)

Le origini e il nome (Dalla preistoria ai Normanni)

Il territorio di Sperlinga risulta abitato sin dai tempi dei Siculi (prima del XII secolo a.C.), che iniziarono a utilizzare le naturali cavità della roccia arenaria come ripari e luoghi di sepoltura. Il nome stesso del borgo tradisce questa natura rupestre: deriva infatti dal termine tardo-latino Spelunca, che significa “grotta” o “anfratto”.

La vera e propria nascita del centro abitato strutturato avviene però sotto la dominazione dei Normanni nel XII secolo, quando la roccia divenne una fortezza militare strategica per controllare le vie di comunicazione del centro Sicilia.

Splendido panorama dall'alto di Sperlinga.

Il fulcro della storia: I Vespri Siciliani (1282)

Questo è l’evento storico più importante, quello che ha regalato a Sperlinga una citazione fissa nei libri di storia. Nel 1282, durante la sanguinosa ribellione dei Vespri Siciliani contro i dominatori Angioini (i francesi), Sperlinga fu l’unico paese di tutta l’isola a non schierarsi con i ribelli siciliani.

Al contrario, il borgo offrì rifugio e protezione a una guarnigione di soldati francesi guidati da Pietro de Lamanno.

I soldati, insieme alla popolazione locale, resistettero all’assedio dei siciliani per ben tredici mesi all’interno del castello, grazie alle enormi cisterne d’acqua e ai magazzini scavati nella roccia che permettevano di stoccare i viveri.

Dal feudalesimo ai Principi Natoli (XVI – XVII secolo)

Dopo il periodo dei Vespri, il feudo passò di mano in mano tra diverse famiglie nobili, come i Ventimiglia e i San Martino. La svolta per lo sviluppo urbanistico del borgo avvenne nel 1597, quando il Re Filippo II concesse il territorio a Giovanni Natoli.

Quest’ultimo ottenne il titolo di Principe di Sperlinga e la licentia populandi, ovvero il permesso di fondare e popolare la città vera e propria ai piedi del Castello, espandendo l’abitato e valorizzando l’area rupestre.

Le case-grotta: Una storia vissuta fino al Novecento

L’aspetto più singolare della storia di Sperlinga è che il suo legame con la roccia non si è fermato al Medioevo. Il borgo rupestre, composto da decine di grotte sovrapposte collegate da stradine e gradini di pietra, è stato attivamente abitato dalle famiglie contadine fino agli anni ’60 del Novecento.

Successivamente, queste antiche abitazioni sono state acquistate e riqualificate per essere trasformate in un Museo Etno-Antropologico, che oggi testimonia come si svolgeva la vita quotidiana all’interno della pietra fino a pochi decenni fa.

Sperlinga (Monumenti e luoghi da visitare in un giorno)

Il Castello di Sperlinga

Non è semplicemente un edificio costruito sopra un’altura, ma un rarissimo e straordinario esempio di architettura rupestre, dove la fortezza e la roccia si fondono in un unico corpo.

Interamente scavato in un gigantesco monolito di roccia arenaria, questo Castello domina l’aspro paesaggio dell’entroterra ennese, offrendo una testimonianza unica di ingegneria militare e adattamento all’ambiente.

La struttura e le stanze nella roccia

La particolarità del Castello risiede nella sua doppia natura: una parte è costruita con la classica muratura, mentre il nucleo originario e più affascinante è interamente scavato nelle viscere della rupe. Esplorando l’interno si attraversano ambienti suggestivi ricavati direttamente dal taglio della pietra:

  • I magazzini e i silos: Grandi stanze ipogee utilizzate per conservare grano e viveri, che permettevano alla fortezza di resistere a lunghi assedi.
  • Le scuderie: Ampi spazi sotterranei in grado di ospitare decine di cavalli, con mangiatoie scavate direttamente nelle pareti di roccia.
  • Le prigioni: Ambienti cupi e isolati, dove la pietra stessa fungeva da barriera invalicabile per i prigionieri.
  • Le cisterne per l’acqua: Un sofisticato sistema di canalizzazione raccoglieva l’acqua piovana convogliandola in profonde vasche rupestri, garantendo l’autonomia idrica della guarnigione.
La scalinata e la vista panoramica
Lo stupendo Castello di Sperlinga.

Uno degli elementi più iconici e fotografati del Castello è la sua ripida e spettacolare scalinata, scavata interamente nella roccia viva. Salendo i suoi gradini si raggiunge la parte più alta della fortezza, dove un tempo sorgeva la torre di avvistamento.

Da questa posizione privilegiata si gode di un panorama mozzafiato a 360 gradi che spazia dalle Madonie fino ai Nebrodi, offrendo una chiara percezione del valore strategico che questo sito ricopriva nel controllo delle antiche vie di comunicazione siciliane.

L’iscrizione storica dei Vespri

All’ingresso della fortezza, sopra l’arco del vestibolo, si trova la celebre testimonianza della fedeltà che il borgo dimostrò ai soldati francesi durante la rivolta del 1282. Scolpito nella pietra, si legge il famoso esametro latino: “Quod Siculis placuit, sola Sperlinga negavit” (Ciò che piacque ai Siciliani, solo Sperlinga lo negò).

Oggi il Castello di Sperlinga è un monumento nazionale monumentale, meta imperdibile per chiunque voglia comprendere il profondo legame tra la storia della Sicilia e la pietra dei suoi borghi più nascosti.

La Chiesa Madre (Chiesa di San Giovanni Battista)

E’ il principale luogo di culto di Sperlinga e si trova nel cuore del tessuto urbano, proprio ai piedi della monumentale rupe. La sua edificazione risale alla fine del XVI secolo, precisamente intorno al 1597, per volontà di Giovanni Natoli, il nobile che ottenne la concessione feudale del territorio e avviò l’espansione del borgo al di fuori delle mura del Castello.

L’architettura della Chiesa riflette lo stile sobrio delle Chiese madri fondate nei centri rurali siciliani durante il periodo barocco, senza gli eccessi decorativi tipici delle grandi città costiere. La facciata è lineare, definita da linee pulite e sormontata da un campanile che scandisce il tempo della comunità.

L’interno

Originariamente a navata unica, accoglie i visitatori in un’atmosfera di intima spiritualità. Tra le pareti si conservano alcune importanti testimonianze di arte sacra locale, tra cui spicca una pregevole tela che raffigura la Madonna del Rosario.

La Chiesa Madre di San Giovanni Battista non è solo un monumento storico, ma rappresenta il fulcro delle tradizioni e dell’identità cittadina di Sperlinga, ponendosi come ideale contraltare architettonico alla natura rupestre delle vicine case-grotta.

Il Borgo Rupestre e le Case-Grotta (Il Museo Etno-Antropologico)

E’ uno degli esempi più straordinari e intatti di architettura scavata nella roccia di tutta la Sicilia. Questo intero quartiere, che si sviluppa sul fianco della rupe arenaria poco sotto il Castello, è composto da decine di grotte sovrapposte, disposte su filari paralleli e collegate tra loro da un labirinto di stradine strette, brevi passaggi e gradini intagliati direttamente nella pietra.

La vera particolarità di queste case-grotta è la loro storia recente: non si tratta di insediamenti archeologici abbandonati nell’antichità, ma di vere e proprie abitazioni in cui intere famiglie di contadini e braccianti hanno vissuto, amato e lavorato fino agli anni ’60 del Novecento, spesso dividendo gli spazi angusti con i propri animali da soma.

Oggi, per preservare questa memoria storica unica, il Comune ha acquistato e riqualificato una selezione di queste cavità, trasformandole in un Museo Etno-Antropologico diffuso.

Visitare queste case-grotta significa fare un vero e proprio viaggio nel tempo, infatti, al loro interno sono stati ricollocati con cura gli arredi originali dell’epoca, come i letti alti in ferro battuto, i grandi telai in legno per la tessitura, gli utensili da cucina in terracotta e gli antichi attrezzi agricoli.

Questo museo offre ai viaggiatori uno spaccato autentico, crudo e incredibilmente affascinante della vita quotidiana e della civiltà contadina siciliana del secolo scorso, mostrando come l’ingegno umano sia riuscito a trasformare la pietra viva in un rifugio accogliente.

Sperlinga (Curiosità e golosità)

Ecco tre curiosità straordinarie su Sperlinga, perfette per conoscere meglio questo splendido bogo siciliano:

Il mistero della lingua “Gallo-Italica”

Se passeggerai per le strade del borgo e ascolterai gli anziani parlare tra loro, noterai qualcosa di strano: il loro dialetto non suona affatto come il classico siciliano. Sperlinga è infatti un’isola linguistica galloitalica.

Durante la dominazione normanna, il borgo fu ripopolato da coloni e soldati provenienti dal Nord Italia (soprattutto da Piemonte, Liguria e Lombardia). Questo ha creato un dialetto unico, una fusione incredibile tra parlate settentrionali e siciliano che resiste ancora oggi a distanza di secoli.

Un Castello che non è stato mai espugnato

In tutta la sua lunghissima e turbolenta storia militare, il Castello di Sperlinga vanta un primato impressionante: non è mai stato espugnato con la forza.

Persino durante il celebre assedio dei Vespri Siciliani, durato ben tredici mesi, i soldati francesi evitarono un crollo delle difese e si arresero solo quando finirono le scorte alimentari. Capirono che nessun aiuto sarebbe mai arrivato dal resto dell’isola.

La sua fusione con la roccia lo rendeva una fortezza letteralmente inespugnabile per i mezzi dell’epoca.

Le grotte “frigorifero”

L’ingegno degli abitanti di Sperlinga nello sfruttare la roccia arenaria andava ben oltre la creazione di semplici abitazioni.

Alcune delle grotte più profonde e isolate, grazie alla particolare esposizione e alla natura termoisolante della pietra, mantengono una temperatura interna costante e notevolmente più fredda rispetto all’esterno, sia in inverno che in estate.

Nei secoli passati, queste cavità venivano utilizzate come veri e propri frigoriferi comunitari per conservare le carni, i formaggi e le derrate alimentari deperibili durante i torridi mesi estivi siciliani.

Il Tortone di Sperlinga

È il simbolo gastronomico indiscusso del borgo, al quale ogni anno (il 16 agosto) viene dedicata una famosissima sagra medievale.

Nonostante il nome possa far pensare a una grande torta, si tratta di una specialità dolciaria squisitamente semplice: strisce di pasta di pane (fatta con farina di grano duro, acqua, sale e lievito) che vengono fritte in olio abbondante e, ancora calde, cosparse con un mix di zucchero e cannella.

La consistenza è soffice all’interno e leggermente croccante fuori. Negli ultimi anni ne è nata anche una versione salata, servita come antipasto insieme a salumi locali.

La Frascatula (La “polenta” siciliana)

Piatto tipico dell’inverno, la Frascatula (o frascàtela) testimonia l’influenza della dominazione francese e della cucina povera. È una sorta di polenta preparata cucinando la farina di grano duro (o di cicerchia) direttamente nel brodo in cui sono state sbollentate le verdure di stagione, come broccoletti, cicoria o finocchietto selvatico. Per arricchirla, la tradizione prevede l’aggiunta di dadini di lardo o pancetta soffritta, e spesso viene servita accompagnata da salsiccia locale.

I Nocatoli e i dolci di frolla

Tra i dolci da forno spiccano i nocatoli, biscotti tipici della zona di Enna diffusi anche a Sperlinga. Hanno una base di pasta frolla lavorata a forma di conchiglia o di nastro, farcita con un ricco impasto a base di mandorle tritate, zucchero, cannella e albume d’uovo.

Altra specialità semplice sono i biscotti di frolla decorati in superficie con una mandorla intera tostata, perfetti da consumare insieme a un vino liquoroso locale.

I formaggi e i prodotti del territorio

Trovandosi a ridosso dei parchi naturali dei Nebrodi e delle Madonie, Sperlinga vanta un’eccellente produzione di formaggi storici, legati alla pastorizia locale.

Spiccano il Piacentinu Ennese (caratterizzato dall’aggiunta di zafferano e pepe nero in grani) e la ricotta fresca di pecora, che viene ancora servita all’interno delle tipiche fiscelle, i tradizionali contenitori in giunco intrecciati a mano dagli artigiani del borgo.

Sperlinga (Informazioni utili)

Indirizzo del Comune di Sperlinga (EN): Via Roma 1, CAP: 94010

URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0935/643025

Abitanti: 634 circa.

Per maggiori informazioni consulta il sito ufficiale www.comune.sperlinga.en.it

Arrivare a Sperlinga richiede lo spirito del viaggiatore lento: il borgo si trova proprio nel cuore geografico della Sicilia, circondato dall’altopiano ennese e a ridosso dei monti Nebrodi e Madonie.

Non essendo servito direttamente da autostrade o stazioni ferroviarie, il mezzo ideale per raggiungerlo e godersi il paesaggio è l’automobile.

Ecco le indicazioni dettagliate per raggiungere Sperlinga da tutta Italia:

In Auto (Dal Nord, Centro e Sud Italia)

Per chi viaggia in auto dal resto della penisola, il punto di accesso obbligato all’isola è lo Stretto di Messina.

  • Da Messina e Catania: Si imbocca l’autostrada A19 Palermo-Catania in direzione Palermo. L’uscita di riferimento è Mulinello. Da qui si prosegue lungo la Strada Statale SS121 e poi la SS117 in direzione Nicosia, per poi deviare sulla SS120 seguendo le indicazioni per Sperlinga.
  • Da Palermo: Si percorre l’autostrada A19 Palermo-Catania in direzione Catania, prendendo l’uscita Tremonzelli. Da qui si prosegue lungo la SS120 attraversando le suggestive località delle Madonie (Gangi) fino a raggiungere Sperlinga.

In Aereo

Gli aeroporti più vicini e comodi, dotati di ampie soluzioni di noleggio auto, sono due:

  • Aeroporto di Catania-Fontanarossa (CTA): È lo scalo più vicino (circa 100 km). Una volta atterrati, il percorso in auto prevede l’imbocco della A19 fino all’uscita Mulinello, proseguendo poi per Leonforte, Nicosia e infine Sperlinga.
  • Aeroporto di Palermo-Punta Raisi “Falcone e Borsellino” (PMO): Dista circa 160 km. Dall’aeroporto si prende la A29 direzione Palermo e si prosegue sulla A19 fino all’uscita Tremonzelli, continuando sulla SS120.

In Treno e Autobus (Trasporto Pubblico)

Il viaggio in treno è sconsigliato per raggiungere direttamente il borgo, poiché le stazioni ferroviarie più vicine (come Enna o Caltanissetta) distano diverse decine di chilometri.

La soluzione migliore per chi si sposta con i mezzi pubblici consiste nell’utilizzare le linee di autobus extraurbani (come le autolinee SAIS) che collegano le principali città siciliane (Catania e Palermo) con il vicino centro di Nicosia o con Enna e poi proseguire fino al borgo.

Tutto quello che devi sapere su Sperlinga (FAQ):

È vero che a Sperlinga si parla un dialetto del Nord Italia?

Sì, è assolutamente vero! Sperlinga è una delle storiche “isole gallo-italiche” della Sicilia. Durante la dominazione normanna, il borgo fu ripopolato da coloni e soldati arrivati dal Nord Italia, in particolare dal Piemonte, dalla Liguria e dalla Lombardia.
Questo incontro ha dato vita a un dialetto unico, che fonde sonorità e vocaboli settentrionali con la lingua siciliana e che gli anziani del paese parlano ancora oggi.

Perché il Castello di Sperlinga è considerato inespugnabile?

Il segreto della sua invincibilità risiede nella sua stessa struttura: la fortezza è interamente fusa e scavata in un unico blocco di roccia arenaria. Oltre a essere una barriera naturale difficilissima da scalare, l’interno della rupe nascondeva giganteschi silos per il grano e ampie cisterne per l’acqua piovana.
Questo ingegnoso sistema di autosufficienza permetteva alla guarnigione di sopravvivere a lunghissimi assedi senza mai cedere le armi, come accadde durante i Vespri Siciliani.

Fino a quando le persone hanno vissuto nelle case-grotta del borgo?

A differenza di molti siti rupestri abbandonati in epoca medievale, le case-grotta di Sperlinga sono state attivamente abitate dalle famiglie contadine fino agli anni ’60 del Novecento.
Interi nuclei familiari hanno vissuto all’interno della pietra viva fino a pochi decenni fa, adattando quegli spazi millenari alla vita quotidiana moderna, prima che il Comune acquistasse le grotte per trasformarle nell’attuale Museo Etno-Antropologico.

Buon soggiorno a Sperlinga da borghidascoprire.eu

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