Agnone (Provincia di Isernia, Regione Molise, Italia)
BORGHIEDINTORNI.EU fa tappa in Molise per scoprire tutta la bellezza di Agnone, piccolo borgo a 830 m.s.l.m in provincia di Isernia. Partendo dal fascino senza tempo di Agnone, il Molise più autentico si rivela in un percorso unico che tocca l’eleganza medievale di Fornelli, l’artigianato storico di Frosolone, i murales contemporanei di Civitacampomarano e le case di pietra di Bagnoli del Trigno, fino a perdersi nella bellezza nascosta di Ripalimosani.
Agnone (Accenni storici)
Le radici di Agnone affondano nell’epoca preromana. L’area era un punto nevralgico per i Sanniti, la fiera popolazione italica che diede del filo da torcere a Roma. Poco distante dall’attuale centro abitato sorgeva l’antica città di Aquilonia, distrutta dai Romani nel 293 a.C. La tradizione locale è così legata a questo passato che lo stemma del comune raffigura ancora oggi il Grifone sannita.

Il Medioevo e l’impronta veneziana
Il vero e proprio borgo medievale si sviluppò a partire dal X secolo intorno alla chiesa di San Biagio. Il momento di svolta storica avvenne però nel 1139, con l’arrivo della nobile famiglia Borrello. I nuovi signori, per dare slancio all’economia locale, chiamarono nel borgo un gruppo di artigiani e soldati provenienti da Venezia.
Questa influenza è visibile ancora oggi nell’architettura del centro storico (noto come “Ripa”): passeggiando tra i vicoli si incontrano botteghe storiche con architravi in pietra in stile veneziano, case bottega e la suggestiva Chiesa di San Marco, fondata proprio dai veneziani.
La tradizione millenaria delle campane
Il nome di Agnone è legato indissolubilmente alla Fonderia Pontificia Marinelli. Le prime testimonianze dell’attività dei maestri campanari nel borgo risalgono all’anno 1000. Si tratta della fonderia più antica del mondo ancora in attività e, dal 1924, può fregiarsi dello stemma papale concesso da Pio XI. Lungo i secoli, le campane nate ad Agnone sono state spedite in ogni angolo del pianeta, dai santuari mariani alle capitali mondiali.
Dal titolo di Città Regia all’Atene del Sannio
Nel 1404, grazie alla fedeltà dimostrata al re Ladislao d’Angiò, Agnone ottenne il titolo di Città Regia, che la esentava da molti pesanti tributi feudali favorendo una straordinaria fioritura economica e culturale.
Tra il ‘700 e l’800, il borgo divenne uno dei centri culturali più vivaci del Mezzogiorno: la presenza di scuole di alto livello, tipografie, teatri e una ricca classe di intellettuali (tra cui medici, filosofi e giuristi) valse ad Agnone il soprannome di “Atene del Sannio”.
Agnone (Monumenti e luoghi da visitare in un giorno)
La Chiesa di San Marco Evangelista
Se c’è un luogo ad Agnone capace di raccontare una storia di migrazioni, arte e scambi culturali inaspettati, quel luogo è la Chiesa di San Marco Evangelista. Situata nell’omonimo quartiere, questa chiesa non è solo un importante edificio di culto, ma rappresenta una vera e propria anomalia storica che collega il cuore del Sannio alla Repubblica di Venezia.
Le origini e l’influenza veneziana
Per capire la nascita di questa chiesa bisogna fare un salto indietro nel tempo fino al XII secolo, precisamente intorno al 1139. In quel periodo, la potente famiglia dei Borrello, signori della zona, decise di chiamare ad Agnone una colonia di artigiani, mercanti e soldati veneziani per dare nuovo slancio all’economia e alla difesa del borgo.

I nuovi arrivati si stabilirono in un rione specifico, la “Ripa”, e per mantenere vivo il legame con la propria terra d’origine edificarono una Chiesa dedicata al loro santo patrono: San Marco. Il leone alato, simbolo della Serenissima, iniziò così a comparire tra le montagne molisane.
L’architettura: tra pietra locale e dettagli rinascimentali
La Chiesa ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli, specialmente a causa dei terremoti che hanno storicamente colpito l’Appennino, ma conserva intatto un fascino severo ed elegante.
La facciata esterna si presenta lineare, realizzata in pietra locale a vista. Il vero gioiello esterno è il portale rinascimentale, sormontato da una lunetta che un tempo ospitava un affresco e protetto da una caratteristica tettoia.
Sopra il portale spicca un antico stemma della città di Venezia, un leone rampante in pietra che accoglie i visitatori e testimonia l’antica fondazione. Sulla parte posteriore svetta il campanile, che con la sua presenza scandisce il profilo del panorama agnonese.
I tesori custoditi all’interno
Varcata la soglia, l’interno della Chiesa di San Marco Evangelista si rivela ricco di calore e di opere d’arte di grande pregio, specchio della ricchezza che il borgo ha vissuto nei secoli successivi come Città Regia.
Tra gli elementi di maggiore rilievo spiccano:
- Gli altari barocchi: Splendidi altari in legno intagliato e dorato che mostrano la maestria degli artigiani locali e napoletani tra il Seicento e il Settecento.
- I dipinti della scuola napoletana: Le pareti e gli altari ospitano tele di pregevole fattura, con una forte influenza della scuola pittorica partenopea, che ad Agnone ha sempre avuto un canale privilegiato.
- La statua di San Marco: Naturalmente, un posto d’onore è riservato alla rappresentazione del Santo Evangelista, fulcro della devozione del quartiere.
Curiosità
Passeggiando nei vicoli immediatamente adiacenti alla Chiesa, aguzza la vista: l’influenza veneziana non si limita all’edificio sacro. Molte delle antiche case-bottega del quartiere presentano ancora oggi portali con architravi in pietra che richiamano lo stile gotico veneziano, con le tipiche botteghe medievali dotate di una finestra per la vendita e di una porta separata per l’ingresso.
Visitare la Chiesa di San Marco significa quindi scoprire un Molise inedito, dove le rotte commerciali dell’Adriatico si sono incrociate con i tratturi della transumanza, lasciando in eredità un piccolo capolavoro di pietra e storia.
Pontificia Fonderia di Campane Marinelli
Se c’è un luogo che da solo giustifica un viaggio in Molise, questo è la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone. Non si tratta semplicemente di un museo, ma dell’officina meccanico-artistica più antica d’Europa e di una delle aziende a conduzione familiare più longeve al mondo, attiva nello stesso luogo sin dall’anno 1000. Dal 1924, la fonderia si fregia del titolo “Pontificia”, concesso da Papa Pio XI.
Il fascino millenario della fusione del bronzo
Varcare la soglia della fonderia significa fare un salto indietro nel tempo. Il processo di lavorazione delle campane è rimasto quasi del tutto invariato nei secoli ed è basato interamente sulla maestria artigianale e sulle leggi della fisica e della musica:
- L’Anima e la Camicia: La campana viene letteralmente costruita a mano, strato dopo strato, partendo da un nucleo di mattoni (l’anima) rivestito di argilla speciale, sul quale si modella la forma esatta e si applicano le decorazioni in cera (iscrizioni, stemmi, figure sacre).
- La Fusione: Una volta completato lo stampo, la cera viene sciolta (da qui il processo a “cera persa”) per lasciare lo spazio vuoto che accoglierà il bronzo fuso. Il metallo liquido, una lega di rame e stagno a oltre mille gradi, viene colato in una fossa sotto il livello del pavimento direttamente dai forni a legna.
- Il Collaudo: Dopo il raffreddamento e la liberazione dal guscio d’argilla, avviene la fase più delicata: l’accordatura musicale, eseguita a orecchio con il supporto di diapason dai maestri campanari.
Il Museo Storico della Campana
Accanto ai laboratori si sviluppa il Museo Storico, inaugurato nel 1997 e dedicato a Giovanni Paolo II, che visitò la fonderia nel 1995. Al suo interno è custodita la più vasta collezione al mondo di campane, documenti e pezzi unici:
- Una rarissima campana gotica risalente a oltre mille anni fa.
- Manoscritti antichi, studi sulle tonalità, foto storiche e una vasta documentazione sui legami storici tra la famiglia Marinelli e i diversi Pontefici.
- Una sezione video dove viene mostrato l’emozionante momento della colata del bronzo.
- La visita si conclude tradizionalmente con un breve e suggestivo concerto di campane suonate sul momento, un’esperienza sonora che lascia un ricordo indelebile.
Informazioni Pratiche per la Visita (Aggiornate)
Per chi pianifica l’itinerario, ecco i dati utili da inserire in guida:
- Dove si trova: Via Felice D’Onofrio, 14 – 86081 Agnone (IS).
- Tipologia di visita: L’accesso alla fonderia e al museo avviene esclusivamente tramite visite guidate (della durata di circa un’ora).
- Orari di apertura indicativi:
- Dal lunedì al sabato: due turni principali, la mattina alle 11:30 e il pomeriggio alle 15:30 o 16:30.
- Domenica: solo turno mattutino (ore 11:30). Chiuso il domenica pomeriggio.
- Nota per la SEO locale: Gli orari coincidono esattamente con l’inizio della visita guidata, quindi si raccomanda di arrivare con un po’ di anticipo o di prenotare sul sito ufficiale.
- Prezzi dei biglietti:
- Biglietto intero: 9,00 €
- Biglietto ridotto (ragazzi dai 6 ai 17/18 anni): 5,00 €
- Ingresso gratuito: bambini in età prescolare.
- Sono previste riduzioni per gruppi numerosi (sopra le 30 persone) e convenzioni (ad esempio per i soci FAI).
Agnone (Curiosità e golosità)
Ecco una serie di curiosità straordinarie su Agnone che sicuramente non sapete:
1. Campane “mondiali”: da Ground Zero a Hiroshima
Le campane nate tra le montagne di Agnone cantano in ogni angolo del pianeta. Tra le più famose uscite dalla fonderia ci sono:
- La Campana del Giubileo del 2000, commissionata per Piazza San Pietro a Roma, pesante ben 5 tonnellate e inaugurata da Giovanni Paolo II.
- La campana che commemora la tragedia delle Torri Gemelle a New York (Ground Zero).
- La campana posizionata nel Parco della Pace a Hiroshima, in Giappone.
- Quelle spedite in mete remotissime come l’Antartide, l’Africa e l’America Latina.
2. Il legame segreto con Venezia (oltre alla chiesa)
Come abbiamo visto per la Chiesa di San Marco, la forte impronta veneziana medievale ha lasciato un segno indelebile anche nella vita quotidiana.
Se cammini nel centro storico di Agnone (la “Ripa”), noterai che i vecchi laboratori artigiani hanno una struttura architettonica identica alle antiche botteghe della Serenissima: una porta d’ingresso per gli artigiani e una finestra separata, detta “mostra”, usata esclusivamente per esporre le merci e vendere ai passanti.
3. La ‘Ndocciata: il fiume di fuoco più grande del mondo
Ogni anno, l’8 e il 24 dicembre, Agnone si infiamma con la ‘Ndocciata, la più imponente sfilata di torce al mondo (riconosciuta come Patrimonio d’Italia per la Tradizione).
Gli artigiani del borgo costruiscono enormi fiaccole in legno d’abete bianco e ginestre, chiamate ‘ndocce, alte fino a 4 metri e strutturate a forma di raggiera (da 2 fino a 20 torce portate da un solo uomo!). Centinaia di portatori in abiti tradizionali sfilano lungo il corso, trasformando il paese in un fiume di fuoco e scintille.
4. Il rito della nascita di una campana (e la benedizione)
La fusione del bronzo è un momento quasi mistico, avvolto da rituali antichissimi. Quando il metallo liquido è pronto per essere colato nei forni a legna, i maestri artigiani si fanno il segno della croce e intonano una preghiera medievale alla Madonna (la Litania Lauretana).
Inoltre, proprio per via della sacralità dell’oggetto, alla colata assiste tradizionalmente un sacerdote che benedice il bronzo fuso prima che entri negli stampi.
5. Il caciocavallo di Agnone, stagionato in grotta
Agnone non è solo arte, ma anche grandissima tradizione gastronomica. Il prodotto re è il Caciocavallo di Agnone P.A.T., un formaggio a pasta filata antichissimo, citato persino in documenti di epoca borbonica. Viene prodotto con latte crudo vaccino e stagionato in grotte naturali di pietra. Quelli più pregiati vengono affinati fino a due anni, sviluppando una crosta dura e un sapore intenso, piccante e burroso, perfetto da abbinare ai vini rossi del Molise.
Cosa mangiare ad Agnone: i piatti della tradizione altomolisana
La cucina di Agnone è una cucina di montagna, figlia della transumanza, della vita nei campi e di una straordinaria tradizione pasticcera. Ecco i sapori autentici da non perdere durante una visita:
1. I Caciocavalli di Agnone (e i formaggi della transumanza)
Non si può iniziare un viaggio nei sapori agnonesi senza partire dal re indiscusso della tavola: il Caciocavallo di Agnone P.A.T. (Prodotto Agroalimentare Tradizionale). Prodotto con latte vaccino crudo, ha la classica forma a pera e viene stagionato in grotte di pietra naturali.
- La chicca gastronomica: Accanto al caciocavallo classico, assaggia la Stracciata, un formaggio a pasta filata freschissimo, morbido e piatto, che i pastori consumavano durante gli spostamenti lungo i tratturi.
2. Le Pallotte Cacio e Uova (Le Pallotte Casce e Ove)
Un piatto simbolo della cucina povera e del riciclo, comune a gran parte del Molise e dell’Abruzzo interno. Sono delle polpette vegetariane fatte semplicemente con pane raffermo, uova e un’abbondante manciata di formaggio pecorino e caciocavallo grattugiato.
Vengono prima fritte e poi ripassate in un sugo di pomodoro semplice, arricchito con basilico e peperone dolce. Il risultato è un piatto incredibilmente morbido e saporito.
3. I Crioli con la Mollica (o con il sugo di agnello)
I Crioli sono la pasta fresca tipica delle feste ad Agnone, molto simili alla chitarra abruzzese ma a sezione quadrata o rettangolare, leggermente più spessi.
- La ricetta tradizionale: Nel periodo natalizio e nelle occasioni speciali, vengono conditi con un sugo ricco a base di carne di agnello o di maiale. Nella versione più antica e “povera”, la pasta viene saltata con olio, aglio, noci tritate e una spolverata di mollica di pane raffermo tostata in padella (lu mmallone), che sostituiva il formaggio grattugiato quando questo scarseggiava.
4. La Minestra Maritata (La Menestra Maritata)
Un piatto tipico dei mesi invernali che celebra il “matrimonio” perfetto tra la carne e le verdure di stagione. Si prepara cuocendo insieme diverse varietà di verdure di campo (come cicoria, scarola, verza e borragine) in un brodo arricchito con le parti meno nobili ma saporitissime del maiale (cotiche, piedini, salsiccia secca) o dell’agnello. Un piatto corroborante, ideale per il clima rigido dell’Alto Molise.
5. I Dolci Tradizionali: Ostie Ripiene e Confetti Ricci
La pasticceria di Agnone è tra le più rinomate della regione, legata a ricette storiche tramandate di generazione in generazione:
- Le Ostie Ripiene (Le Ostie Chjene): Sono il dolce simbolo del borgo. Si tratta di due grandi cialde (ostie) che racchiudono un ripieno ricchissimo a base di noci tritate, mandorle, miele, cioccolato e un pizzico di cannella. Venivano preparate tradizionalmente nei conventi del paese.
- I Confetti Ricci: Unici nel loro genere, si differenziano dai confetti classici perché hanno una superficie rugosa, tenera e friabile. Vengono lavorati a mano dentro grandi bacinelle di rame (le baiole) dove le mandorle vengono continuamente irrorate di sciroppo di zucchero bollente fino a ottenere la caratteristica forma “arricciata”.
Agnone (Informazioni utili)
Indirizzo del Comune di Agnone (IS): Via Giuseppe Verdi 9, CAP: 86081
URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0865/7231
Abitanti: 4527 circa.
Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: www.comune.agnone.is.it
Non è dotata di una stazione ferroviaria interna né di un’autostrada diretta, ma è facilmente raggiungibile in auto o in autobus dalle principali città italiane.
In Auto
L’auto è senza dubbio il mezzo più comodo e flessibile per esplorare l’Alto Molise.
- Da Nord (Versante Adriatico – es. Bologna, Pescara): Percorrere l’autostrada A14 (Adriatica) fino all’uscita Val di Sangro. Da lì, imboccare la SS652 (Fondovalle Sangro) in direzione Castel di Sangro, per poi seguire le indicazioni per la SS86 Istonia fino ad Agnone.
- Da Nord (Versante Tirrenico – es. Milano, Firenze, Roma): Prendere l’autostrada A1 (Autostrada del Sole) in direzione Napoli fino all’uscita San Vittore. Proseguire in direzione Venafro/Isernia sulla SS85. Una volta superata Isernia, imboccare la SS650 (Fondovalle Trigno) fino all’uscita per Agnone/Trivento, continuando poi sulla SP15.
- Da Roma (Percorso alternativo panoramico): Prendere la A24/A25 fino all’uscita Pratola Peligna-Sulmona. Proseguire sulla SS17 attraversando Roccaraso e Castel di Sangro, per poi immettersi sulla SS86 seguendo i cartelli per Agnone.
- Da Sud (Bari, Foggia): Prendere la A14 in direzione Nord fino all’uscita Termoli-Molise. Da Termoli, imboccare la SS650 (Fondovalle Trigno) verso Isernia e uscire allo svincolo per Agnone.
- Da Napoli e Campania: Prendere la A1 verso Roma, uscire a Caianello e proseguire sulla SS85 in direzione Venafro/Isernia. Da Isernia, seguire le indicazioni per la SS650 (Fondovalle Trigno) fino all’uscita per Agnone.
In Autobus (Autolinee)
L’autobus è un’ottima soluzione per chi preferisce viaggiare con i mezzi pubblici, grazie a collegamenti diretti con i principali hub del Centro-Sud.
- Da Roma e Napoli: La compagnia di riferimento è la ATM (Azienda Trasporti Molisana), che offre corse giornaliere dirette che collegano Roma (Stazione Tiburtina) e Napoli (Metropark Centrale) direttamente con Agnone.
- Da Pescara e Chieti: Ci sono collegamenti regionali che servono la direttrice abruzzese fino a Castel di Sangro o Isernia, con successivi trasbordi per Agnone.
- Collegamenti regionali: La ditta SATI e la stessa ATM collegano regolarmente Agnone con i due capoluoghi molisani, Isernia e Campobasso.
In Treno
Agnone non ha una propria stazione ferroviaria. Le stazioni di riferimento più vicine, dove fare scalo per poi proseguire in autobus (linee SATI o ATM), sono:
- Stazione di Isernia: La più comoda per chi proviene da Roma o Napoli (collegata bene con treni regionali). Da Isernia partono i bus diretti ad Agnone (circa 45-50 minuti di tragitto).
- Stazione di Vasto-San Salvo o Termoli: Ideali per chi viaggia sulla linea adriatica (treni Frecciarossa o Intercity). Da queste stazioni si prosegue in bus risalendo la Fondovalle Trigno.
- Stazione di Castel di Sangro: Più vicina geograficamente, ma servita principalmente da linee regionali minori o storiche.
In Aereo
Per chi arriva da molto lontano, gli aeroporti più vicini e strategicamente migliori per noleggiare un’auto sono:
- Aeroporto di Napoli-Capodichino (NAP): Dista circa 130 km (circa 1 ora e 45 minuti in auto).
- Aeroporto di Pescara (PSR): Dista circa 115 km (circa 1 ora e 30 minuti in auto).
- Aeroporti di Roma (Fiumicino o Ciampino): Distano circa 220 km (circa 2 ore e mezza in auto, ma con il vantaggio dei bus diretti dalla stazione Tiburtina).
Tutto quello che devi sapere su Agnone (FAQ):
Non si tratta di ciclismo, ma di una tradizione millenaria. Ad Agnone ha sede la Pontificia Fonderia Marinelli, la più antica d’Italia, che fonde campane da oltre mille anni. Tra i pezzi unici creati qui c’è la “Campana del Giro d’Italia”, una vera e propria opera d’arte in bronzo realizzata per celebrare la storica competizione e decorata con i bassorilievi dei campioni del ciclismo. Quando suona, il suo rintocco celebra la fatica e la storia dello sport italiano.
È la più grande sfilata di torce al mondo, una tradizione legata al fuoco che si tiene ogni anno a dicembre (in particolare la vigilia di Natale). Gli artigiani del borgo sfilano lungo le strade portando sulle spalle le “Ndocce”, enormi torce di abete e ginestra alte fino a quattro metri, disposte a raggiera. Questo rito di origine pagana e poi cristiana trasforma Agnone in un fiume di fuoco e scintille spettacolare, nato in passato per illuminare la strada dei contadini che dalle campagne andavano verso le chiese del borgo per la messa di Mezzanotte.
È l’Ostia Piena (o Ostia Ripiena), il dolce simbolo del borgo. Si tratta di due cialde di ostia sottilissime che racchiudono un ripieno ricchissimo e goloso a base di noci tritate, mandorle, miele e cioccolato. La leggenda narra che sia nato tra le mura delle cucine del Convento delle Clarisse di Agnone, dove le suore, per non sprecare l’impasto delle ostie sacre, inventarono questo goloso contrasto tra la leggerezza dell’involucro e l’energia del ripieno.
Buon soggiorno a Agnone da borghidascoprire.eu
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