Chianalea di Scilla (Frazione di Scilla, Provincia di Reggio Calabria, Regione Calabria, Italia)
BORGHIDASCOPRIRE.EU fa tappa nella splendida Calabria per scoprire la piccola Venezia del Sud, Chianalea di Scilla, in provincia di Reggio Calabria. Il viaggio tra le meraviglie calabresi comincia dalle onde di Chianalea di Scilla per poi salire tra i panorami collinari di Tiriolo, tuffarsi nel mare cristallino di Tropea, scoprire il fascino misterioso del borgo fantasma di Pentedattilo, ammirare il castello adagiato sulla spiaggia di Roseto Capo Spulico, lasciarsi incantare dalla Fortezza Aragonese di Le Castella e infine perdersi nella millenaria storia medievale di Santa Severina.
Chianalea di Scilla (Accenni storici)
Definita poeticamente la “Piccola Venezia del Sud”, affonda le sue radici in una storia millenaria legata a doppio filo al mito, alla difesa del territorio e alla dura vita dei pescatori dello Stretto di Messina.
Ecco i principali accenni storici che ne hanno segnato il destino:
Le origini mitologiche e i primi insediamenti
La storia di Chianalea di Scilla si intreccia inevitabilmente con la mitologia greca. Omero nell’Odissea descrive Scilla come il terribile mostro marino che distruggeva le navi di passaggio. I primi insediamenti stabili nella zona risalgono intorno al V secolo a.C., quando i tirreni (o i profughi di Troia, secondo alcune leggende) trovarono rifugio su questa costa frastagliata, attratti dalla straordinaria abbondanza di pesce spada e dalla protezione offerta dalla maestosa rocca.
L’epoca romana e le guerre civili
Sotto il dominio di Roma, la zona divenne un punto strategico fondamentale per il controllo dei traffici marittimi nello Stretto. Durante le guerre civili tra Ottaviano e Sesto Pompeo (I secolo a.C.), la rocca di Scilla e la costa sottostante servirono da porto e avamposto fortificato per le flotte romane, consolidando l’importanza militare del sito.
Il Medioevo e la nascita della “Chianalea”
Il nome del borgo deriva da “Piana di Alice” o, più popolarmente, dalle “chianche” (le grandi lastre di pietra che formavano i pavimenti delle stradine) o ancora da “Canalea”, per via delle strette viuzze disposte come piccoli canali che scendono direttamente in mare.
Nel corso del Medioevo, la popolazione iniziò a costruire le abitazioni a ridosso degli scogli per motivi puramente difensivi e logistici:
- Le case-palafitta: Le case venivano edificate direttamente sul mare per permettere ai pescatori di ormeggiare le barche (i lontri) direttamente sotto l’uscio di casa, pronte per essere tirate in salvo in caso di mareggiate o di incursioni nemiche.
- Le incursioni piratesche: Tra il IX e il XVI secolo, l’intero Stretto fu bersaglio continuo dei pirati saraceni. La vicinanza al Castello Ruffo, arroccato sulla rupe imponente che separa Chianalea dalla spiaggia di Marina Grande, garantiva ai pescatori un rifugio rapido in caso di attacco.
Il feudalesimo e i Principi Ruffo
La vera fioritura architettonica e istituzionale del borgo avvenne a partire dal 1532, quando il feudo di Scilla passò sotto il controllo della potente famiglia nobile dei Ruffo di Calabria. Sotto i Ruffo, il castello divenne una residenza signorile fortificata e l’economia di Chianalea di Scilla, basata sulla pesca specializzata del pesce spada (portata avanti con tecniche antichissime tramandate dai greci), visse un periodo di grande stabilità, trasformando il borgo in un porto commerciale attivo.

I terremoti e la ricostruzione
La storia di Chianalea di Scilla è segnata anche dal coraggio della sua gente di fronte ai cataclismi naturali. Il borgo venne duramente colpito dal devastante terremoto della Calabria meridionale del 1783 (che causò anche un terribile maremoto proprio nelle acque di Scilla) e successivamente dal sisma del 1908. Nonostante i gravi danni, il tessuto urbano mantenne intatta la sua struttura originaria: le case vennero ricostruite esattamente sugli scogli, conservando quel labirinto di vicoli e scalinate che oggi lo rende uno dei borghi più fotografati e amati d’Italia.
Chianalea di Scilla (Luoghi e monumenti da visitare in un giorno)
Castello Ruffo di Scilla
E’ molto più di una semplice fortezza: è il vero e proprio guardiano dello Stretto, un monumento monumentale che condensa in sé millenni di storia bellica, leggende marittime e dominazioni nobiliari.
Le Origini e la Storia: da Avamposto a Residenza
La posizione della rupe di Scilla è così strategica che l’uomo ha capito subito la necessità di fortificarla:
- I Tirreni e i Greci: I primi nuclei fortificati nacquero per contrastare la pirateria. Già nel V secolo a.C., sotto la tirannia di Anassilaos di Reggio, la rupe venne dotata di strutture difensive per controllare il passaggio delle navi nello Stretto di Messina.
- I Romani e i Bizantini: In epoca romana la fortezza fu ampliata e divenne un baluardo fondamentale, specialmente durante le guerre civili. Successivamente, i Bizantini ne fecero un presidio militare di prim’ordine contro le scorribande nel Mediterraneo, lasciando tracce di un antico monastero d’impianto basiliano.
- L’era dei Ruffo (1532): Il Castello passò nelle mani della potente famiglia nobel dei Ruffo di Calabria, che decisero di trasformare la severa e fredda fortezza militare in una sontuosa e imponente residenza signorile. Fu sotto il loro dominio che il castello prese la forma e l’eleganza che, in gran parte, possiamo ammirare ancora oggi.
Cosa vedere all’interno del Castello
Esplorare il Castello oggi significa fare un viaggio attraverso ponti levatoi, cortili storici e panorami che mozzano il fiato:
- I Bastioni e i Cannoni: Camminando lungo le mura perimetrali e le antiche feritoie, si incontrano ancora i vecchi sistemi difensivi. Da qui lo sguardo spazia all’infinito: a sinistra la spiaggia di Marina Grande, a destra il borgo di Chianalea di Scilla che sembra tuffarsi in acqua, e di fronte la Sicilia e l’arcipelago delle Eolie.
- Il Faro della Marina Militare: All’estremità della struttura si trova lo storico faro, un punto di riferimento fondamentale per la navigazione fin dall’antichità, che svetta sopra i bastioni ed è tuttora attivo.
- Le Sale Mostre e il Centro Culturale: Oggi il Castello non è un museo polveroso, ma un luogo vivo. Le grandi sale interne ospitano mostre d’arte contemporanea, convegni e installazioni che collegano il passato medievale alla cultura moderna.
Info Pratiche per i visitatori:
- Indirizzo: Piazza Matrice, 89058 Scilla (RC)
- Telefono: +39 0965 704422
- Orari di apertura indicativi: Dal martedì alla domenica: 09:00–13:30 e 15:00–19:30
- Lunedì: Giorno di chiusura
Il Borgo di Chianalea
Se il Castello Ruffo rappresenta l’anima fiera e militare di Scilla, il borgo ne è senza dubbio il cuore poetico, romantico e sognatore. Questo antico rione di pescatori, inserito meritatamente tra i Borghi più belli d’Italia, è un luogo unico al mondo, dove le case sfidano la gravità per stringere un patto eterno con il mare.
L’Architettura Unica: Le Case-Palafitta e i “Canali”
A Chianalea di Scilla non esistono vere e proprie spiagge o lungomari: l’acqua bacia direttamente le fondamenta delle abitazioni.
- Costruite sullo scoglio: Le case sono edificate direttamente sulla roccia viva. Viste dal mare, sembrano una muraglia continua di pietra e intonaci chiari che sorge dalle onde.
- I vicoli come canali: Le strette vie del borgo (i vicoli) scendono ripide verso il mare, interrompendosi bruscamente con scalinate che si tuffano nell’acqua. Quando il mare è mosso, le onde risalgono questi vicoli, regalando un’atmosfera incredibilmente suggestiva.
- Le barche sotto l’uscio: Molte case possiedono al piano terra una sorta di garage acquatico (il vecchio protiro) o una piccola rampa interna. Qui i pescatori, fin dall’antichità, ormeggiavano e tiravano a secco le loro imbarcazioni direttamente dentro o sotto casa, per proteggerle dalle violente mareggiate dello Stretto.
Cosa Vedere e Fotografare a Chianalea
Passeggiando rigorosamente a piedi (le auto qui non possono circolare), ci sono degli scorci iconici che un viaggiatore slow deve assolutamente catturare:

- Lo Scaro Alaggio: È l’antico punto di approdo, una piccola caletta incuneata tra le case dove i pescatori riparano le barche e si radunano a riparare le reti da pesca. È il posto ideale per respirare la Chianalea più autentica e fotografare i gozzi colorati con il Castello Ruffo che vigila sullo sfondo.
- Palazzo Scategna: Un sontuoso edificio nobiliare del XIV secolo, oggi trasformato in hotel e ristorante. Con i suoi tre ordini di balconi squadrati in pietra che si affacciano direttamente sul mare, è una delle testimonianze architettoniche più importanti del borgo.
- Villa Zagari: Un elegante palazzotto in stile eclettico risalente ai primi del ‘900, che si integra perfettamente nel tessuto urbano del quartiere.
- I Ristoranti su Palafitta: Una delle esperienze più amate dai visitatori è pranzare o cenare sulle pedane di legno sospese sull’acqua. Mangiare cullati dal rumore del mare, gustando le specialità locali, è un’esperienza sensoriale indimenticabile.
Tradizioni: La Caccia al Pesce Spada
Chianalea di Scilla è indissolubilmente legata alla millenaria tradizione della pesca del pesce spada. Fino a pochi decenni fa si utilizzavano i lontri, antiche e veloci barche a remi con un lunghissimo albero maestro per l’avvistamento. Oggi si usano le passerelle (moderne imbarcazioni con un’alta torre in ferro e una lunghissima passerella a prua per l’arpionatore), ma lo spirito e il rispetto per il mare sono rimasti gli stessi dell’epoca dei greci.
Piazza San Rocco (Il belvedere panoramico) e Chiesa di San Rocco
Questa piazza monumentale non è una semplice area di passaggio, ma una vera e propria terrazza sospesa nel vuoto che regala una delle cartoline panoramiche più famose e spettacolari di tutta l’Italia meridionale.
La Terrazza sullo Stretto: Un Panorama da Re
Situata nel quartiere di San Giorgio (la parte alta di Scilla), Piazza San Rocco è il luogo dove ogni viaggiatore si ferma, trattiene il respiro e tira fuori la macchina fotografica.
Affacciandosi dalla sua balconata in pietra, la vista si divide in tre scenari pazzeschi:
- A sinistra, la Marina Grande: Una mezzaluna perfetta di spiaggia dorata, lambita da un mare che sfuma dal turchese al blu profondo, incorniciata dal lungomare cittadino.
- Al centro, l’imponente Rupe: Il maestoso sperone di roccia su cui sorge il Castello Ruffo, che da qui si mostra in tutta la sua fiera e millenaria imponenza, dividendo nettamente in due il panorama costiero.
- A destra e sullo sfondo, il Mito: Lo sguardo spazia libero sull’intero Stretto di Messina. Nelle giornate limpide, i profili della costa siciliana e le sagome delle Isole Eolie sembrano così vicini da poterli toccare.
Il Monumento: La Chiesa di San Rocco
A fare da splendida cornice architettonica alla piazza c’è la Chiesa di San Rocco, dedicata al Santo Patrono della città (molto venerato dai cittadini, che lo festeggiano con una spettacolare festa patronale ad agosto, celebre per i fuochi d’artificio a mare).
- La facciata e gli interni: La chiesa si presenta con un’elegante facciata moderna ma rigorosa. All’interno, l’atmosfera è solenne, arricchita da splendidi marmi policromi, decorazioni curate e una bellissima statua lignea del Santo. Entrare per un momento di silenzio dopo aver ammirato il panorama esterno offre quel perfetto connubio tra spiritualità e bellezza naturale tipico dei borghi italiani.
- Il Palazzo Comunale: Sulla piazza si affaccia anche la sede del Municipio di Scilla, un edificio che con le sue linee geometriche contribuisce a dare un senso di ordine e monumentalità a tutto lo spazio urbano.
Il Momento Magico: L’Ora d’Oro e il Tramonto
Per i lettori del tuo sito che amano il turismo fotografico e i ritmi rilassati, il consiglio d’oro è uno solo: visitare Piazza San Rocco all’ora del tramonto.
È in quel momento che la pietra del Castello si tinge di arancione e rosa, le prime luci di Chianalea di Scilla e della Marina Grande iniziano ad accendersi come piccoli presepi e il sole si tuffa dietro la Sicilia, colorando il cielo di sfumature incendiarie. È l’istante perfetto per sedersi su una panchina, ascoltare il suono del vento e godersi lo spettacolo della natura.
Chianalea di Scilla (Curiosità e golosità)
Ecco le curiosità più belle e curiose su questo rione stupendo:
1. Perché si chiama “Chianalea”? Il mistero del nome
Il nome del borgo è un affascinante rompicapo linguistico. L’ipotesi più poetica e accreditata lo fa derivare da “Piana di Alice” (dall’arabo Al-Gali, che significa “la preziosa” o “la splendida”). Per gli abitanti, tuttavia, il nome è legato alle “chianche”, ovvero le grandi lastre di pietra liscia che da secoli pavimentano le stradine del borgo. Un’altra teoria parla di “Canalea”, per via dei vicoli stretti che, visti dall’alto, sembrano veri e propri canali di scolo che convogliano le case direttamente dentro il mare.
2. Le “Case a Grotta” e i passaggi segreti
Passeggiando tra le abitazioni, noterai che molte di esse non hanno fondamenta classiche, ma sono letteralmente scavate nella roccia della rupe e dello scoglio. Anticamente, queste “case-grotta” non erano solo abitazioni, ma nascondevano botteghe e magazzini collegati tra loro da piccoli passaggi interni. Questi camminamenti permettevano ai pescatori e ai cittadini di spostarsi da un punto all’altro del rione (o di salire verso il Castello Ruffo) senza essere visti dal mare, un’ottima strategia per sfuggire alle improvvise imboscate dei pirati saraceni.
3. I “Lontri” e la caccia mitologica al Pesce Spada
La pesca del pesce spada a Chianalea di Scilla non è mai stata un semplice mestiere, ma un vero e proprio rituale pagano tramandato dai greci. Anticamente si usavano i Lontri, imbarcazioni a remi lunghe e nere, guidate da un equipaggio di nove uomini. Al centro svettava un albero altissimo (fino a 4 metri) su cui si arrampicava la vedetta (u uaitanti), che gridava indicazioni in un antico dialetto derivato dal greco antico per non farsi “capire” dal pesce spada. Oggi i lontri sono stati sostituiti dalle moderne passerelle con la prua in ferro, ma l’adrenalina e il rispetto sacrale per questa caccia sono rimasti identici.
4. Il panino “cult” che attira i buongustai
Non si può dire di aver vissuto Chianalea di Scilla senza aver provato il suo re gastronomico indiscusso: il panino con il pesce spada. È diventato una vera e propria attrazione turistica street food. Si tratta di un pesantissimo e delizioso medaglione di pesce spada freschissimo, grigliato al momento, condito semplicemente con salmoriglio (olio, limone, origano e aglio) o rucola e pomodorini, racchiuso in un pane locale croccante. Un’esperienza verace che unisce la tradizione marinara alla praticità del viaggiatore moderno.
5. Il set cinematografico a cielo aperto
Grazie alla sua architettura drammatica e al legame intatto con il passato, Chianalea di Scilla ha stregato registi e scrittori. È stata il set di diversi film storici e produzioni televisive. Uno dei più celebri è il film del 1965 “Il soldato di ventura” con Bud Spencer, ma ancora oggi il borgo viene costantemente scelto come sfondo per spot pubblicitari internazionali e documentari che vogliono raccontare l’essenza più pura, selvaggia e romantica del Mediterraneo.
Se c’è una cosa che a Chianalea di Scilla si sposa magnificamente con la filosofia dello “slow tourism”, è la sua cucina. Qui la tradizione a tavola è un prolungamento del mare: i piatti sanno di Stretto, di vento e di ricette tramandate di generazione in generazione sui pescherecci.
Ecco i piatti tipici imperdibili che non possono mancare nel tuo viaggio:
1. Il Pesce Spada alla Scillese (Il re indiscusso)
È il piatto simbolo per eccellenza, preparato con il pesce spada pescato rigorosamente nelle acque dello Stretto con le tipiche passerelle. La ricetta tradizionale lo vuole cucinato in padella con un sugo ricco a base di pomodorini freschi, capperi, olive nere, aglio e prezzemolo. Un piatto semplice ma dal sapore mediterraneo dirompente, dove la scarpetta con il pane locale è praticamente un obbligo morale.
2. Involtini di Pesce Spada
Un’altra colonna portante della cucina di Chianalea di Scilla. Le fette di pesce spada vengono tagliate sottilissime, farcite con un ripieno saporito a base di mollica di pane, parmigiano o pecorino, capperi, pinoli, uva passa ed erbette aromatiche. Vengono poi arrotolate, infilzate negli spiedini e grigliate alla brace o cotte al forno con foglie di alloro e fettine di limone tra un involtino e l’altro.
3. Maccheroni al ferretto con sugo di Pesce Spada (I primi piatti)
La pasta fresca della tradizione calabrese incontra l’oro dello Stretto. I tipici maccheroni fatti in casa (spesso trafilati con il classico ferretto) vengono saltati con un ragù bianco o leggermente macchiato di pomodoro, a base di dadini di pesce spada freschissimo, sfumati al vino bianco e profumati con della mentuccia fresca selvatica, che spezza la grassezza del pesce regalando una freschezza incredibile.
4. Il Panino con il Pesce Spada (Lo Street Food locale)
Come accennavamo tra le curiosità, questo è diventato un vero e proprio rito collettivo a Chianalea di Scilla. Non è il classico street food dozzinale: è una fetta di spada alta e succosa, piastrata al momento davanti ai tuoi occhi in uno dei tanti localini del borgo, infilata in una pagnotta croccante e condita solo con il salmoriglio (un’emulsione di olio d’oliva, limone, origano e un pizzico d’aglio). Perfetto da mangiare seduti sui gradini di un vicolo che dà sul mare.
5. Frittura di Paranza e Calamari
A Chianalea di Scilla il pesce azzurro e di paranza arriva fresco ogni mattina. Una buona frittura mista, croccante e leggerissima, gustata su una delle pedane di legno sospese sull’acqua, è l’essenza stessa della cucina marinara del borgo. Spesso comprende alici, triglie e piccoli pesci di scoglio che sanno di mare puro.
Con cosa abbinarli?
Per chiudere l’esperienza slow in bellezza, consigliamo ai visitatori di abbinare questi piatti a un buon calice di Scilla IGT (un vino locale, spesso rosato o rosso leggero, che nasce dai vigneti terrazzati della Costa Viola a picco sul mare) o a un fresco Greco di Bianco.
Chianalea di Scilla (Informazioni utili)
Indirizzo del Comune di Scilla (RC): Piazza San Rocco 1, CAP: 89058
URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0965/754003
Abitanti: 4381 circa.
Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale comune.scilla.rc.it
Raggiungere Chianalea di Scilla dalle diverse zone d’Italia è fortunatamente molto semplice, poiché il borgo è ottimamente collegato sia dalle grandi infrastrutture stradali che dalla rete ferroviaria tirrenica.
Ecco una guida dettagliata e strutturata, ideale per chi scegliere di trascorrere delle fantastiche vacanze in questo luogo magico:
In Auto (Da Nord e da Sud)
La macchina è un’ottima soluzione per chi ama il viaggio on the road e vuole esplorare anche la Costa Viola.
- Da Nord (Milano, Roma, Napoli): Bisogna percorrere tutta l’autostrada A2 (Autostrada del Mediterraneo) Salerno-Reggio Calabria. L’uscita autostradale è direttamente Scilla. Da lì, basta seguire le indicazioni verso il centro e scendere verso la costa seguendo i cartelli per Chianalea di Scilla o Marina Grande.
- Da Sud (Sicilia): Una volta sbarcati a Villa San Giovanni con il traghetto da Messina, si prende l’autostrada A2 in direzione Salerno per pochissimi chilometri, imboccando subito la prima uscita per Scilla.
- Nota importante per i visitatori sul parcheggio: Il borgo di Chianalea di Scilla è una ZTL (Zona a Traffico Limitato) ed è completamente pedonale, le auto dei non residenti non possono entrare. Il consiglio è quello di lasciare l’auto nei parcheggi custoditi nei pressi del porto, sul lungomare di Marina Grande, oppure nella parte alta nei pressi di Piazza San Rocco, per poi scendere a piedi godendosi i vicoli.
In Treno (La scelta più comoda e panoramica)
Il treno è forse il mezzo più suggestivo e rilassante per raggiungere Scilla, grazie alla linea ferrovia tirrenica che corre proprio a un passo dal mare.
- I Treni ad Alta Velocità (Frecciarossa / Italo): Dalle principali città italiane (Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli) si può prendere un treno Alta Velocità diretto a Reggio Calabria o Villa San Giovanni.
- I Collegamenti Regionali: Scendendo alla stazione di Villa San Giovanni (se si proviene da nord) o a quella di Reggio Calabria, si può prendere un comodissimo treno regionale che in circa 10-15 minuti porta alla Stazione di Scilla.
- Dalla Stazione a Chianalea di Scilla: La stazione ferroviaria si trova proprio a ridosso della spiaggia di Marina Grande. Da lì, Chianalea di Scilla si raggiunge con una piacevolissima passeggiata a piedi di circa 10-15 minuti costeggiando il mare e passando sotto la maestosa rupe del Castello Ruffo.
In Aereo
Per chi proviene dal Nord Italia o dall’estero e preferisce ottimizzare i tempi, ci sono due scali di riferimento:
- Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti” di Reggio Calabria (REG): È l’aeroporto più vicino (dista circa 25 km da Scilla). Una volta atterrati, si può prendere un taxi, noleggiare un’auto, oppure utilizzare i bus/treni metropolitani che collegano l’aeroporto alla stazione centrale di Reggio Calabria e, da lì, proseguire in treno regionale per Scilla.
- Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme (SUF): È lo scalo principale della regione, situato a circa 110 km a nord di Scilla. È servito da moltissimi voli nazionali e internazionali (anche low-cost). Dall’aeroporto si può prendere la navetta bus per la stazione ferroviaria di Lamezia Terme Centrale e da lì prendere un treno diretto verso sud (Frecciarossa, Intercity o Regionale) scendendo a Villa San Giovanni o direttamente a Scilla.
FAQ:
Tutto quello che devi sapere su Chianalea di Scilla (FAQ):
In un certo senso sì! Molte delle abitazioni più antiche del borgo sono definite “case-grotta” perché non poggiano su fondamenta artificiali classiche, ma sono letteralmente scavate nella roccia viva dello scoglio o della rupe. Questa tecnica permetteva ai pescatori di sfruttare la solidità naturale della pietra e, allo stesso tempo, di ricavare magazzini e passaggi segreti scavati nella roccia per sfuggire rapidamente in caso di attacchi dal mare da parte dei pirati saraceni.
Per secoli, la vedetta posizionata sull’albero maestro dell’antico peschereccio (il lontro) comunicava la presenza del pesce spada all’arpionatore urlando indicazioni in un dialetto strettissimo ricco di termini derivati direttamente dal greco antico. I pescatori tramandavano questa tradizione convinti che il pesce spada fosse un animale magico e intelligente, capace di “capire” la lingua italiana o il dialetto comune e di scappare se avesse intuito la trappola. Il greco antico era quindi considerato l’unico codice segreto per ingannarlo.
Succede uno spettacolo incredibile e un po’ surreale: il mare “entra” letteralmente nel borgo. Poiché le case sono costruite direttamente sugli scogli e i vicoli sono privi di barriere, le onde dello Stretto risalgono le strette viuzze e le scalinate, trasformandole in veri e propri canali d’acqua marina. Gli abitanti sono abituati a questo fenomeno da generazioni e sanno esattamente come mettere in sicurezza le imbarcazioni, mentre per i visitatori è uno dei momenti più selvaggi e fotogenici da ammirare (in totale sicurezza) dalle parti alte del paese.
Buon soggiorno a Chianalea di Scilla da borghidascoprire.eu
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