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Locorotondo: panorama del borgo bianco in Valle d'Itria con le tipiche cummerse, i caratteristici tetti a punta.

Locorotondo: guida al borgo e al segreto delle “Cummerse”

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Locorotondo (Provincia di Bari, Regione Puglia, Italia)

BORGHIDASCOPRIRE.EU fa tappa nello splendido borgo di Locorotondo a circa 50 chilometri da Bari e si Staglia a 410 m.s.l.m. Dal fascino circolare e candido di Locorotondo, il viaggio prosegue tra le iconiche cupole in pietra di Alberobello, per poi risalire verso i vicoli romantici di Vico del Gargano e scendere infine nel cuore ipogeo del Salento, alla scoperta degli antichi frantoi di Presicce, senza dimenticare Specchia il borgo segreto e Polignano a Mare con le sue splendide spiagge. Benvenuti in Puglia!

Locorotondo (Accenni storici)

Sorge in una posizione dominante sulla Valle d’Itria, un territorio che ha visto la presenza umana sin dall’epoca neolitica. Tuttavia, l’identità urbana del borgo inizia a delinearsi chiaramente solo nel periodo medievale, caratterizzandosi per la peculiare morfologia circolare che ne ha determinato il nome.

Le Origini e il “Locus Rotundus”

Il toponimo deriva dal latino Locus Rotundus (luogo rotondo), espressione che compare per la prima volta in documenti ufficiali della fine del XII secolo. La pianta centrica del centro storico non è casuale: l’insediamento si sviluppò seguendo le linee dei terrazzamenti naturali della collina, portando alla costruzione delle caratteristiche case a schiera disposte ad anelli concentrici.

Queste abitazioni, note come cummerse, sono elementi architettonici unici: tetti aguzzi rivestiti di lastre di pietra calcarea (chiancarelle), che richiamano la tecnica costruttiva dei trulli ma applicata a edifici a più piani.

Il Periodo Feudale e le Dominazioni

Nel corso dei secoli, il controllo di Locorotondo passò tra diverse casate e autorità religiose:

  • Il Monastero di Santo Stefano di Monopoli: Fu uno dei primi enti a esercitare il potere feudale sul territorio.
  • I Caracciolo: Sotto la guida di questa nobile famiglia napoletana, il borgo visse una fase di consolidamento strutturale.
  • I Loffredo e i Carafa: Altre famiglie che si avvicendarono nel controllo del feudo fino all’abolizione della feudalità.

Tra il XVI e il XVII secolo, Locorotondo attraversò un periodo di espansione economica legata principalmente all’agricoltura e alla viticoltura, settori che hanno modellato non solo l’economia ma anche il paesaggio rurale circostante, costellato di muretti a secco e vigne.

Una splendiva via fiorita di Locorotondo.

L’Evoluzione Architettonica e l’Ottocento

Il volto attuale del borgo è profondamente segnato dagli interventi del XVIII e XIX secolo. La Chiesa Madre di San Giorgio, costruita tra il 1790 e il 1825, sorge su precedenti impianti del XV e XVI secolo e rappresenta il fulcro dell’assetto urbano. Il passaggio dal dominio borbonico all’Unità d’Italia vide Locorotondo trasformarsi in un centro agricolo di primaria importanza nella Terra di Bari, mantenendo intatta la sua struttura medievale nonostante le spinte modernizzatrici dell’epoca.

I Sistemi Difensivi

Anticamente, il perimetro del borgo era cinto da mura e torrioni, necessari per la difesa del territorio. Sebbene oggi gran parte di queste fortificazioni sia stata inglobata nelle abitazioni civili o sostituita dalla suggestiva “via panoramica”, la percezione del borgo come fortezza naturale resta evidente osservando il compatto fronte delle case esterne che si affacciano sulla valle.

Locorotondo (Luoghi e monumenti da visitare in un giorno)

Chiesa Madre di San Giorgio

Rappresenta l’edificio di culto più imponente e significativo di Locorotondo. Situata nel cuore del centro storico, la sua struttura attuale è il risultato di una stratificazione architettonica che affonda le radici nel Medioevo, per poi culminare nell’estetica tardo-settecentesca che ammiriamo oggi.

Cenni Storici e Costruzione

L’edificio attuale fu eretto tra il 1790 e il 1825, sorgendo sulle fondamenta di due precedenti chiese dedicate allo stesso Santo: la prima risalente al 1195 e la seconda al 1578.

La necessità di una costruzione più vasta fu dettata dall’incremento demografico del borgo nel XVIII secolo. Il progetto fu affidato agli architetti locali, che scelsero un linguaggio architettonico di transizione tra il Barocco maturo e il nascente Neoclassicismo.

Architettura Esterna

La facciata si distingue per un rigore geometrico monumentale, tipico del periodo di transizione ottocentesco:

  • Il Timpano: In alto, al centro del frontone, spicca un pregevole rilievo lapideo raffigurante San Giorgio che uccide il drago, affiancato dalle statue di San Pietro e San Paolo poste agli angoli della facciata.
  • La Cupola: Con i suoi 35 metri di altezza, la cupola rivestita di piastrelle colorate domina lo skyline di Locorotondo, rendendo la chiesa visibile da gran parte della Valle d’Itria.
  • Il Campanile: Sul lato sinistro svetta la torre campanaria, che riprende le linee classiche del corpo principale.

L’Apparato Decorativo Interno

L’interno è a croce latina e custodisce opere di notevole valore artistico e storico:

  1. Bassorilievi del XVI secolo: Incastonati nelle pareti della sacrestia e in alcuni altari, si trovano 42 riquadri in pietra locale provenienti dalla chiesa cinquecentesca. Questi rilievi raffigurano scene bibliche del Vecchio e Nuovo Testamento.
  2. L’Altare Maggiore: Un’opera di raffinata manifattura marmorea che fa da perno alla navata centrale.
  3. Le Tele: Di particolare rilievo è la pala d’altare dedicata a San Giorgio, opera del pittore napoletano Gennaro Maldarelli (1841), che testimonia il legame culturale tra la Puglia e la scuola pittorica partenopea dell’epoca.
Uno scorcio di Locorotondo

Simbolismo e Comunità

La dedica a San Giorgio non è casuale: il Santo è il patrono di Locorotondo sin dal Medioevo. La struttura della Chiesa Madre, con la sua mole bianca che svetta sopra le “cummerse” circostanti, funge da baricentro visivo del “Locus Rotundus”, simboleggiando la continuità storica e spirituale della comunità locale.

Palazzo Morelli e il Barocco Locale

Nel fitto tessuto urbano di Locorotondo, caratterizzato prevalentemente dall’architettura spontanea delle cummerse, Palazzo Morelli emerge come la più alta testimonianza di architettura civile nobiliare. Edificato nel XVIII secolo, il palazzo rappresenta l’adattamento dello stile Barocco alle dimensioni raccolte e verticali del borgo antico.

Storia e Committenza

La costruzione fu voluta dalla famiglia Morelli, una delle casate più influenti della zona nel Settecento. In un periodo in cui il borgo viveva un’importante ascesa economica legata alla produzione vitivinicola, le famiglie abbienti iniziarono a trasformare le semplici abitazioni medievali in residenze di pregio, seguendo le mode architettoniche provenienti dai centri maggiori del Regno di Napoli.

Caratteri del Barocco Locale

Il Barocco di Locorotondo, e in particolare quello di Palazzo Morelli, si distingue per una sobrietà elegante che evita gli eccessi decorativi tipici del Barocco leccese, preferendo un equilibrio tra pietra calcarea locale e ferro battuto.

  • Il Portale d’Ingresso: È l’elemento di maggiore pregio artistico. Presenta una cornice riccamente scolpita con motivi a volute e decorazioni floreali che culminano in uno stemma nobiliare. La lavorazione della pietra riflette la maestria degli scalpellini locali del Settecento.
  • I Balconi a “Petto d’Oca”: Tipici del Settecento meridionale, questi balconi presentano ringhiere in ferro battuto che si curvano verso l’esterno nella parte inferiore. Questa forma non aveva solo una funzione estetica, ma serviva a dare spazio alle ampie gonne delle dame dell’epoca, permettendo loro di affacciarsi agevolmente.
  • I Mascheroni: Sopra le finestre e le arcate del cortile interno sono presenti mascheroni apotropaici e volti antropomorfi, elementi decorativi volti a “proteggere” simbolicamente la dimora e a esaltare il prestigio del proprietario.

Architettura e Interni

L’edificio si sviluppa su più livelli, integrandosi perfettamente nell’andamento circolare delle vie cittadine. All’interno, il palazzo conserva un cortile che funge da fulcro per la distribuzione degli ambienti:

  • Il Piano Nobile: Caratterizzato da ampie sale con soffitti voltati, spesso decorati con affreschi o motivi geometrici.
  • La Funzione Agricola: Nonostante l’aspetto signorile, il piano terra e i sotterranei mantenevano spesso una funzione pratica, con ambienti destinati allo stoccaggio del vino e delle derrate alimentari, a testimonianza del profondo legame tra la nobiltà locale e il controllo del territorio agricolo.

Un Punto di Rottura Visivo

Mentre il resto del borgo si presenta con facciate bianche e lineari, Palazzo Morelli introduce una nota di calore cromatico grazie all’uso della pietra naturale lasciata a vista in alcuni dettagli e alla complessità delle sue decorazioni. Rappresenta il momento storico in cui Locorotondo ha guardato oltre le proprie mura, accogliendo il gusto europeo del Secolo dei Lumi.

Chiesa di San Nicola di Myra

E’ uno dei tesori architettonici più preziosi e riservati del centro storico di Locorotondo. Risalente alla fine del XVII secolo (1660 circa), questo edificio religioso si distingue per il contrasto tra l’estrema sobrietà dell’esterno e la straordinaria ricchezza decorativa dell’interno, tipica del barocco rurale pugliese.

Cenni Storici e Fondazione

La costruzione della chiesa fu voluta dalla famiglia Pinto, una delle casate storiche del borgo, come ex-voto o cappella privata poi aperta al culto. La scelta della dedica a San Nicola di Myra (il Santo di Bari) testimonia il profondo legame devozionale del territorio della Valle d’Itria con la tradizione agiografica bizantina e barese.

Architettura Esterna e Integrazione Urbana

L’edificio è un esempio perfetto di come l’architettura sacra si sia adattata alla densità abitativa di Locorotondo:

  • La Facciata: Estremamente lineare e intonacata di bianco, la facciata si confonde quasi con le civili abitazioni circostanti e le tipiche cummerse. L’unico elemento distintivo è il portale architravato, sormontato da una piccola finestra rettangolare e da un campanile a vela che svetta sul tetto a pignone.
  • La Struttura: La pianta è a navata unica, raccolta e proporzionata, progettata per creare un’atmosfera di raccoglimento e spiritualità intima.

Il Ciclo di Affreschi e l’Apparato Decorativo

Il vero valore artistico della Chiesa di San Nicola risiede nel suo apparato pittorico, che ricopre interamente le pareti e la volta:

  1. La Volta: È decorata con una serie di affreschi che narrano i miracoli e i momenti salienti della vita di San Nicola. Le scene sono incorniciate da motivi floreali e angeli festanti che creano un effetto visivo di grande impatto.
  2. I Pennacchi e il Coro: In queste sezioni sono raffigurati gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa, realizzati con una tecnica che mescola il gusto popolare a influenze colte della pittura napoletana del Seicento.
  3. L’Altare: L’area presbiteriale ospita un altare in pietra locale decorato, che fa da cornice alla statua o alla tela del Santo, circondato da stucchi che ne esaltano la centralità.

Significato Storico-Artistico

A differenza della monumentalità neoclassica della Chiesa Madre di San Giorgio, la Chiesa di San Nicola di Myra conserva intatta l’atmosfera del Barocco minore. È una testimonianza fondamentale della vita religiosa seicentesca, dove l’arte non serviva solo a celebrare la potenza della Chiesa, ma anche a istruire i fedeli attraverso cicli pittorici narrativi semplici e diretti.

Locorotondo (Curiosità e golosità)

Ecco alcune curiosità storiche e architettoniche su Locorotondo che ne definiscono l’identità unica:

Il Mistero del “Locus Rotundus”

Sebbene il nome richiami la perfezione del cerchio, la pianta di Locorotondo non è un cerchio geometrico perfetto disegnato a tavolino. Si tratta di un esempio di urbanistica spontanea: le case sono state costruite seguendo le curve di livello della collina. Questa forma circolare serviva originariamente come difesa naturale, creando una barriera continua di abitazioni (le cosiddette “case-mura”) che proteggevano l’interno del borgo dalle incursioni.

Le “Cummerse”: Tetti del Nord nel Sud Italia

La curiosità architettonica più evidente è la forma dei tetti, chiamati Cummerse. A differenza dei classici tetti piatti pugliesi, questi sono estremamente spioventi.

  • La tecnica: Sono realizzati a secco con lastre di pietra calcarea piatta, chiamate chiancarelle, la stessa tecnica usata per i coni dei trulli.
  • La funzione: La pendenza serviva a far defluire rapidamente l’acqua piovana verso le cisterne sotterranee, una risorsa vitale in una terra storicamente priva di fiumi come la Valle d’Itria.

Il “Lungomare” senza mare

Una delle strade più celebri di Locorotondo è via Nardelli, che gli abitanti chiamano affettuosamente “il lungomare”. La curiosità risiede nel fatto che Locorotondo si trova a circa 400 metri sul livello del mare e il mare non c’è. Il nome deriva dalla spettacolare vista panoramica sulla Valle d’Itria: lo sguardo spazia su una distesa infinita di vigne, ulivi e trulli che, mossi dal vento, ricordano il movimento delle onde.

San Giorgio e la scelta del Patrono

Si narra che la scelta di San Giorgio come patrono sia legata a un antico evento miracoloso. Durante un’epidemia di peste o un attacco nemico (le leggende variano), il Santo sarebbe apparso a cavallo sulle mura del borgo per proteggere i cittadini. Ancora oggi, la sua figura è onnipresente: oltre alla Chiesa Madre, troverai la sua immagine scolpita in numerosi angoli del centro storico.

Il Bianco di Locorotondo

Non è solo una scelta estetica. Storicamente, l’uso della calce bianca per dipingere le pareti esterne aveva tre funzioni fondamentali:

  1. Igienica: La calce è un disinfettante naturale (fondamentale durante le pestilenze).
  2. Termica: Il bianco riflette i raggi solari, mantenendo le case fresche durante le torride estati pugliesi.
  3. Luminosa: Nei vicoli stretti, il bianco permette alla luce solare di riflettersi e illuminare anche gli angoli più angusti.

I Piatti Tipici della Tradizione di Locorotondo

La gastronomia di Locorotondo è un’espressione autentica della cultura contadina della Valle d’Itria, dove la carne e i prodotti della terra si fondono in ricette tramandate per generazioni.

1. Le Gnummareddi (o Turcinelli)

Si tratta di uno dei piatti più iconici della zona. Sono involtini preparati con fegato, polmone e rene di agnello o capretto, avvolti nel budello naturale e aromatizzati con prezzemolo e semi di finocchio selvatico.

  • La Tradizione: Vengono cucinati rigorosamente alla brace. Storicamente rappresentavano il recupero delle parti meno nobili della macellazione, trasformate in un piatto dal sapore intenso e deciso.

2. La Cialledda

Un piatto unico estivo che incarna il concetto di “cucina del recupero”. La base è il pane raffermo (tipicamente di Altamura o locale), che viene bagnato velocemente nell’acqua e condito con:

  • Pomodori ciliegino freschi.
  • Cetrioli (barattieri o caroselli tipici pugliesi).
  • Cipolla rossa.
  • Origano e abbondante olio extravergine di oliva delle colline circostanti. È il pasto che i contadini consumavano nei campi durante le lunghe giornate di mietitura.

3. Fave e Foglie (Fave e Cicorie)

Un pilastro della dieta mediterranea pugliese. È un purè di fave bianche secche, cotte a lungo in pignatte di terracotta fino a diventare una crema densa, servito insieme a cicorie selvatiche lesse.

  • Peculiarità: Il piatto viene completato con un giro di olio d’oliva a crudo e spesso accompagnato da pezzi di pane fritto o peperoni cornetti fritti (i cosiddetti puparuoli cruschi).

4. Le Brasciole alla Barese

Sebbene diffuse in tutta la provincia, a Locorotondo le brasciole (involtini di carne di cavallo o vitello) assumono un ruolo centrale nei pranzi domenicali.

  • Composizione: La carne viene farcita con aglio, prezzemolo, pecorino grattugiato e pepe, poi legata con lo spago e cotta lentamente per ore nel ragù di pomodoro. Il sugo viene usato per condire le orecchiette, mentre la carne diventa il secondo piatto (o piatto unico insieme alla pasta).

Il Vino: Bianco Locorotondo DOC

Nessun piatto locale può essere menzionato senza il suo compagno naturale. Il Locorotondo DOC è un vino bianco secco, delicato e fruttato, ottenuto da vitigni autoctoni come la Verdeca e il Bianco d’Alessano. È il complemento ideale per i piatti di verdure e per smorzare la grassezza delle carni alla brace.

Locorotondo (Informazioni utili)

Indirizzo del Comune di Locorotondo (BA): Piazza Aldo Moro 1, CAP: 70010

URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico): 080/435611

Abitanti: 13800 circa.

Per maggiori informazioni visita i siti ufficiali: www.comune.locorotondo.ba.it e la pagina Facebook: Puglia e Basilicata da scoprire

Ecco una guida completa suddivisa per mezzo di trasporto:

1. In Aereo

Locorotondo è situata a metà strada tra i due principali aeroporti pugliesi. La scelta dipende spesso dalla disponibilità dei voli, ma entrambi sono ottime opzioni:

  • Aeroporto di Bari “Karol Wojtyła” (BRI): Dista circa 80 km. È lo scalo principale, con il maggior numero di voli nazionali (da Milano, Roma, Venezia, Torino, ecc.) e internazionali. Dall’aeroporto è possibile noleggiare un’auto o prendere il treno/bus per Bari Centrale e poi proseguire per Locorotondo.
  • Aeroporto del Salento – Brindisi (BDS): Dista circa 70 km. È spesso più rapido per chi arriva da Roma o da alcune città del Nord con voli low-cost. La strada per Locorotondo da qui è molto scorrevole (Superstrada SS16/SS379).

2. In Treno

Locorotondo dispone di una propria stazione ferroviaria, ma fa parte della rete FSE (Ferrovie del Sud Est), non di Trenitalia.

  • Da tutta Italia: Bisogna arrivare alla stazione di Bari Centrale con i treni nazionali (Frecciarossa o Intercity).
  • Da Bari Centrale a Locorotondo: Si prosegue con i treni o i bus sostitutivi delle Ferrovie del Sud Est. Il viaggio dura circa 1h 30m – 2h. In alternativa, si può arrivare a Fasano (sulla linea adriatica Trenitalia) e da lì prendere un bus o un taxi per coprire i restanti 15 km di salita verso la collina.

3. In Auto

L’auto è sicuramente il mezzo più comodo per esplorare anche i dintorni (Alberobello, Martina Franca, Cisternino).

  • Da Nord (versante Adriatico): Autostrada A14 Bologna-Taranto fino all’uscita Bari Nord. Proseguire sulla SS16 (direzione Brindisi) fino all’uscita Fasano/Taranto. Da lì si imbocca la SS172 “dei Trulli” che sale direttamente a Locorotondo.
  • Da Sud (Salento): SS16 in direzione Bari fino all’uscita per Fasano, oppure risalendo da Brindisi verso Ostuni e poi seguendo le indicazioni per Cisternino/Locorotondo.
  • Da Ovest (Napoli/Roma): Autostrada A16 fino a Bari, poi seguire le indicazioni per la SS16 e la SS172 come sopra.

4. In Autobus

Esistono diverse autolinee a lunga percorrenza che collegano le principali città italiane direttamente con la Puglia.

  • Autobus Nazionali: Compagnie come FlixBus o MarinoBus collegano Roma, Milano, Napoli e altre città con fermate a Bari, Taranto o talvolta direttamente a Locorotondo (fermata Via Martiri della Libertà).
  • Autobus Regionali: Oltre alle Ferrovie del Sud Est, la compagnia SITA garantisce collegamenti con i comuni limitrofi e con le località costiere.

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Tutto quello che devi sapere su Locorotondo (FAQ):

Da dove deriva il nome “Locorotondo” e perché la sua pianta è così speciale?

Il nome deriva dal latino Locus Rotundus (luogo rotondo). La particolarità sta proprio nella sua pianta urbana perfettamente circolare: le case sono state costruite in modo da formare un anello continuo che circonda la sommità della collina. Questa disposizione non era solo estetica, ma fungeva da vera e propria cinta muraria difensiva naturale.

Cosa sono le “Cummerse” e perché sono diverse dai Trulli?

Le Cummerse sono le tipiche abitazioni del centro storico di Locorotondo, caratterizzate da tetti aguzzi e spioventi realizzati con le “chiancarelle” (lastre di pietra calcarea). A differenza dei Trulli, che hanno una forma conica, le Cummerse hanno una forma rettangolare e tetti a spiovente molto ripidi, che ricordano quasi le architetture del Nord Europa, ma realizzate con materiali puramente pugliesi.

Perché Locorotondo è considerato il borgo più “fiorito” e curato della Valle d’Itria?

Locorotondo è celebre per l’estrema cura dei suoi vicoli, dove il bianco della calce contrasta con il colore acceso di gerani e piante grasse. Ogni anno il borgo ospita il concorso “Balconi Fioriti”, che sprona i residenti a decorare i propri spazi esterni. Questa cura maniacale per il dettaglio lo ha reso uno dei borghi più fotogenici e amati dai turisti che cercano l’autenticità pugliese.

Buon soggiorno a Locorotondo da borghidascoprire.eu

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