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Dettaglio architettonico della torre di guardia medievale integrata nella facciata di Palazzo Risolo

Cosa vedere a Specchia: il borgo segreto del Salento

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Specchia (Provincia di Lecce, Regione Puglia, Italia)

BORGHIDASCOPRIRE.EU fa tappa nello splendido borgo di Specchia a circa 52 chilometri da Lecce e si staglia a 130 m.s.l.m.

Dal fascino circolare e candido di Locorotondo, il viaggio prosegue tra le iconiche cupole in pietra di Alberobello, per poi risalire verso i vicoli romantici di Vico del Gargano e scendere infine nel cuore ipogeo del Salento, alla scoperta degli antichi frantoi di Presicce. Benvenuti in Puglia!

Specchia (Accenni storici)

L’origine del nome e le antiche specchie Il nome del borgo deriva dal latino Apula Specula, che significa vedetta o luogo di osservazione. Questo termine fa riferimento alle “specchie”, imponenti cumuli di pietre a secco di forma conica che potevano raggiungere i 10-15 metri d’altezza.

Costruite originariamente dai Messapi e successivamente utilizzate dai Romani nei punti più elevati della zona, queste strutture fungevano da torri di avvistamento per segnalare tempestivamente l’arrivo di navi nemiche o invasori dal mare.

Le dominazione e l’età feudale

A partire dal XIV secolo, il controllo di Specchia passò nelle mani di alcune delle più influenti famiglie nobiliari del Regno di Napoli, ciascuna delle quali contribuì a modificare il tessuto urbano e architettonico del paese:

  • I Ligorio: Nel Cinquecento, questa famiglia trasformò la fortezza medievale, ormai priva delle originarie funzioni prettamente militari, in un palazzo marchesale che costituisce ancora oggi il fulcro del centro storico.
  • I Protonobilissimo: Tra il XVII e il XVIII secolo, i marchesi Protonobilissimo promossero una profonda ristrutturazione estetica del borgo, incentivando la costruzione di palazzi signorili, edifici religiosi barocchi e infrastrutture produttive.

I frantoi ipogei e l’economia dell’olio

La storia sociale ed economica di Specchia è legata alla terra e alla produzione di olio d’oliva lampante, risorsa che storicamente veniva esportata dal Salento verso le principali capitali europee per l’illuminazione pubblica.

Specchia (Luoghi e monumenti da visitare in un giorno)

Palazzo Risolo

Situato in Piazza del Popolo, nel punto più alto e centrale del borgo, Palazzo Risolo rappresenta l’edificio simbolo della storia feudale di Specchia.

Palazzo Risolo del periodo feudale.

La struttura sorge sui resti di un antico Castello Medievale risalente al XV secolo, originariamente cinto da mura e dotato di torri quadrate, edificato con funzioni prettamente difensive in un’epoca segnata dalle incursioni saracene.

Il Palazzo si sviluppa su una pianta quadrangolare attorno a un ampio cortile interno e si distingue per la sua facciata austera ed elegante.

L’accesso principale è costituito da un imponente portale bugnato seicentesco, sormontato da una balaustra barocca su cui poggia un grande balcone d’onore.

Ai lati della facciata e negli angoli della struttura sono ancora visibili i resti delle antiche torri angolari e i sistemi di difesa piombanti, come le caditoie, che testimoniano il passato militare dell’originario Castello Medievale.

Il piano nobile ospita ampie sale con soffitti a volta, alcune delle quali decorate con elementi pittorici d’epoca, collegate da scalinate monumentali che si affacciano sul cortile interno.

La Torre di Guardia

Prima della nascita del borgo medievale vero e proprio, sulla sommità della collina esisteva già una struttura di avvistamento. In epoca romana, il sito ospitava una postazione militare di vedetta, definita nelle croniche locali come “specula”.

Nel IX secolo, con l’intensificarsi delle feroci incursioni dei Saraceni che risalivano dalle coste per saccheggiare i centri abitati, la popolazione locale abbandonò i casali sparsi nella pianura e si rifugiò sulla collina.

Con l’arrivo dei Normanni e la successiva epoca feudale (sotto le dinastie dei Del Balzo e degli Orsini), la semplice torre di guardia fu integrata in un sistema difensivo molto più complesso, che comprendeva una cinta muraria dotata di tre porte di accesso e un Castello fortificato munito di torri quadrate agli angoli.

Quando nel Cinquecento la famiglia Ligorio decise di trasformare la fortezza militare in una dimora signorile (l’attuale Palazzo Risolo), l’originaria fisionomia delle torri fu modificata. Tuttavia, la memoria strutturale della torre di guardia è ancora perfettamente leggibile:

  • Sulla facciata e sugli spigoli di Palazzo Risolo sono ancora visibili i fusti delle antiche torri angolari medievali.
  • Sono tuttora conservati gli elementi difensivi tipici dell’architettura militare, come le caditoie e le feritoie, utilizzate per colpire dall’alto gli attaccanti con proiettili o liquidi infiammabili.
Chiesa della Madonna del Passo

Situata lungo la strada che collega il centro abitato di Specchia alla vicina frazione di Miggiano, la Chiesa della Madonna del Passo è un importante luogo di culto che testimonia la profonda devozione mariana del territorio e l’eredità artistico-religiosa della cultura bizantina nel Basso Salento.

Chiesa Madonna del passo a Specchia.

Nel corso del XVI secolo, sopra questa antica cripta rupestre fu edificata la Chiesa superiore che ammiriamo oggi, concepita come un santuario rurale a pianta quadrata, caratterizzato da linee architettoniche semplici e sobrie tipiche dell’architettura religiosa salentina dell’epoca.

Il termine “del Passo” fa riferimento alla collocazione strategica dell’edificio, posto lungo una via di transito e di pellegrinaggio, dove i viandanti e i contadini erano soliti fermarsi per invocare la protezione della Vergine durante il cammino.

Specchia (Curiosità e golosità)

L’origine del nome: perché si chiama Specchia?

Per comprendere la storia di questo comune salentino, è necessario partire dal significato del suo nome. Il toponimo deriva dal latino Apula Specula, che significa letteralmente “vedetta” o “luogo di osservazione”.

Il termine fa riferimento alle antiche “specchie”, imponenti cumuli di pietre a secco di forma conica che potevano raggiungere i 10-15 metri d’altezza.

Costruite originariamente dai Messapi e successivamente potenziate dai Romani nei punti più elevati del territorio, queste strutture fungevano da torri di avvistamento strategiche.

La loro funzione era fondamentale: scorgere tempestivamente l’arrivo di navi nemiche dal mare e segnalare il pericolo all’entroterra.

La leggenda delle cento donne e la nascita del borgo

Tra i racconti più affascinanti legati alle origini del paese spicca la leggenda delle cento donne di Specchia, ambientata all’epoca delle feroci invasioni saracene del IX secolo.

Si narra che, mentre gli uomini erano lontani per difendere i confini, il villaggio subì la minaccia di un imminente sbarco pirata. Cento donne del posto, rimaste sole, decisero di non arrendersi.

Salirono sulla sommità della collina e si disposero lungo il crinale armate di torce, lanterne e attrezzi agricoli, simulando la presenza di un imponente esercito fortificato.

I Saraceni, ingannati dai bagliori notturni e convinti di trovarsi di fronte a una guarnigione numerosa, decisero di desistere dal saccheggio e riprendere il mare.

Questa astuzia popolare viene ancora oggi ricordata come l’atto di fondazione morale del borgo.

Il primato sotterraneo: la città dei frantoi ipogei

Una delle maggiori attrazioni turistiche di Specchia è nascosta nel suo sottosuolo. Sotto il calpestio di Piazza del Popolo si sviluppa infatti una vera e propria rete sotterranea che custodisce una delle più alte concentrazioni di frantoi ipogei (i cosiddetti “trappeti”) del Salento.

Questi ambienti, interamente scavati nella roccia calcarea, rappresentavano il motore economico del paese tra il XVII e il XIX secolo, grazie alla produzione di olio d’oliva lampante destinato all’illuminazione delle grandi capitali europee.

Tradizioni popolari: la sfida dei Focari

Se visiti Specchia durante la stagione invernale, potrai assistere alla tradizione dei “Focari”, i grandi falò devozionali accesi in onore di Sant’Antonio Abate.

Storicamente, la costruzione della pira di legna dava vita a una accesissima rivalità tra i diversi rioni del borgo e i comuni limitrofi.

La competizione non premiava solo l’altezza del falò, ma la perizia ingegneristica dei costruttori: la catasta di rami d’ulivo doveva bruciare dritta e resistere senza crollare anzitempo, segno che gli anziani interpretavano come auspicio di un’ottima e prospera annata agricola.

Piatti tipici di Specchia: cosa mangiare nel borgo salentino

Orecchiette e Minchiareddi (I Maritati)

È il primo piatto della domenica per eccellenza. I “maritati” nascono dal matrimonio culinario tra le classiche orecchiette e i minchiareddi (i maccheroncini al ferretto fatti in casa).

A Specchia vengono serviti tradizionalmente conditi con un ricco sugo di pomodoro fresco, carne di castrato o involtini di carne (i mignulicchi), e una generosa spolverata di ricotta forte (la scante), un formaggio cremoso dal sapore piccante e pungente.

Ciceri e Tria

Si tratta di una zuppa di ceci servita con pasta fresca (la tria), che viene cucinata in due modi diversi nello stesso piatto: una parte viene bollita, mentre una percentuale viene fritta nell’olio d’oliva bollente fino a diventare dorata e croccante (i pizzungari). Il contrasto di consistenze rende questo piatto unico.

I Turcinieddi (o Gnummarieddi)

Per gli amanti dei sapori forti, i turcinieddi rappresentano l’essenza della tradizione rurale. Sono prelibati involtini a base di interiora di agnello o capretto (fegato, polmone, cuore), stretti all’interno del budello e aromatizzati con abbondante prezzemolo e pepe nero.

Le Pittule Salentine

Tipiche del periodo invernale e delle feste patronali, le pittule sono soffici nuvole di pasta cresciuta (acqua, farina e lievito) fritte nell’olio bollente.

I Vini del territorio: cosa bere a Specchia

Ogni pranzo o cena a Specchia non può che essere accompagnato dai grandi vini rossi e rosati del Salento.

Il territorio circostante è ricco di vigneti coltivati a Negroamaro e Primitivo, che danno vita a calici intensi e strutturati, perfetti per esaltare i sapori decisi della carne alla brace e dei sughi della cucina specchiese.

Specchia (Informazioni utili)

Indirizzo del Comune di Specchia (LE): Via Umberto I 7, CAP: 73040

URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico): 0833/536043

Abitanti: 4600 circa.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: www.comune.specchia.le.it

Ecco una guida completa con tutte le indicazioni stradali e i collegamenti per raggiungere il borgo salentino da tutta Italia:

In auto

L’automobile è senza dubbio il mezzo più comodo per esplorare il Salento in totale autonomia e raggiungere Specchia.

  • Da Nord e Centro Italia (Versante Adriatico): Prendi l’autostrada A14 (Bologna-Taranto) fino all’uscita di Bari Nord. Da Bari, prosegui sulla Superstrada SS16 in direzione Brindisi-Lecce. Una volta arrivato alle porte di Lecce, prendi la Tangenziale Ovest e immettiti sulla SS275 (Maglie-Santa Maria di Leuca), proseguendo in direzione sud fino a trovare le indicazioni stradali per Specchia.
  • Da Roma e Centro-Sud (Versante Tirrenico): Prendi l’autostrada A1 fino a Napoli, poi immettiti sulla A16 (Napoli-Canosa) e prosegui fino all’innesto con la A14 in direzione Taranto. Da Taranto, prosegui lungo la SS7 Appia fino a Brindisi, poi imbocca la SS16 per Lecce e prosegui sulla SS275 fino a destinazione.
  • Dalla Calabria e dalla Sicilia: Percorri la SS106 Jonica in direzione Taranto, prosegui verso Brindisi-Lecce e segui le medesime indicazioni verso la SS275 Maglie-Leuca.

In treno

Se preferisci viaggiare in treno, lo snodo ferroviario principale per il lungo raggio è la stazione di Lecce.

  1. Arrivo a Lecce: La stazione di Lecce è servita da treni Frecciarossa e Intercity che la collegano direttamente con le principali città italiane (Milano, Bologna, Roma, Bari).
  2. Da Lecce a Specchia: Una volta a Lecce, puoi proseguire il viaggio utilizzando i treni locali delle Ferrovie del Sud Est (FSE) fino alla stazione ferroviaria di Miggiano-Specchia-Montesano (situata a pochissimi chilometri dal centro storico del borgo).

In aereo

Per chi arriva dal Nord Italia, dalle isole o dall’estero, l’aereo rappresenta l’opzione più rapida.

  • Aeroporto di riferimento: L’aeroporto più vicino è lo Scalo del Salento di Brindisi (BDS), situato a circa 100 km di distanza da Specchia.
  • Come proseguire dall’aeroporto:
    • Noleggio auto: Presso l’aeroporto di Brindisi sono presenti le principali compagnie di rent-a-car (soluzione consigliata). Dall’aeroporto basta imboccare la SS16 in direzione Lecce e poi la SS275.
    • Navetta + Treno/Bus: È attivo un servizio navetta (bus-shuttle) che collega l’aeroporto di Brindisi alla stazione ferroviaria di Lecce o al terminal bus di Lecce (Foro Boario), da cui è poi possibile proseguire con i mezzi locali o con il servizio stagionale Salento in Bus.

FAQ:

Tutto quello che devi sapere su Specchia (FAQ):

Perché si chiama “Specchia” se non ci sono specchi d’acqua o di vetro nelle vicinanze?

Il nome non ha nulla a che fare con le superfici riflettenti, ma deriva dal latino clivus speclame o dal termine salentino “specchia“, che indica i cumuli di pietre calcaree tipici della zona (le specchie, appunto). In epoca messapica e medievale, questi cumuli venivano posizionati sui punti più alti delle colline e fungevano da vere e proprie torri di avvistamento a secco. Gli abitanti le usavano come “specule” (punti di osservazione) per avvistare in tempo i nemici o le invasioni saracene provenienti dal mare.

Quale mistero nascondono i sotterranei del borgo?

Sotto il calpestio del centro storico, Specchia nasconde un’incredibile rete di frantoi ipogei (scavati direttamente nella roccia tra il XV e il XIX secolo). La curiosità è che questi luoghi bui e umidi non erano solo fabbriche d’oro verde (l’olio d’oliva lampante che illuminava le capitali europee), ma piccoli mondi a sé: i frantoiani ci vivevano reclusi per mesi interi, da novembre a maggio, insieme ai muli. Era una vita quasi monastica e durissima, sospesa nel tempo e protetta dal sottosuolo.

Esiste davvero un legame tra Specchia e la nobile dinastia dei Gonzaga di Mantova?

Sì, ed è una delle pagine storiche più affascinanti del borgo. Nel XVI secolo, Specchia divenne feudo di un ramo della potentissima famiglia mantovana dei Gonzaga, grazie al matrimonio tra Alfonso Gonzaga e la nobildonna Isabella di Capua. Fu proprio grazie a questo legame che il castello medievale (oggi Palazzo Risolo) fu trasformato in una splendida residenza signorile marchesale, portando un tocco di Rinascimento padano nel cuore profondo del Salento.

Buon soggiorno da Specchia da borghidascoprire.eu

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