Marostica (Provincia di Vicenza, Regione Veneto, Italia)
BORGHIDASCOPRIRE.EU fa tappa nel borgo romantico di Marostica in provincia di Vicenza a 103 m.s.l.m. Dalle storiche mura di Marostica il viaggio si fa poesia: sale verso le vette imponenti di Auronzo di Cadore, scende a cercare la quiete letteraria tra i Colli Euganei ad Arquà Petrarca, si concede una sosta elegante lungo il Brenta a Cartigliano, per poi seguire l’abbraccio dell’acqua fino a Motta di Livenza e chiudersi, infine, davanti alla maestosa cinta medievale di Montagnana.
Marostica (Accenni storici)
La storia di Marostica è un affascinante intreccio di strategie militari, dominazioni illustri e leggende che hanno plasmato il suo inconfondibile profilo medievale. La sua posizione, adagiata ai piedi dell’Altopiano di Asiago, l’ha resa fin dall’antichità un avamposto di fondamentale importanza per il controllo delle vie di comunicazione tra la pianura e la montagna.

Dalle origini antiche ai Romani
Il colle Pausolino, che oggi ospita il Castello Superiore, mostra tracce di frequentazione fin dall’epoca preistorica e fu un importante insediamento dei Paleoveneti. In epoca romana, la strategica vicinanza alla via Postumia trasformò il sito in un castrum militare, un punto di avvistamento fortificato per prevenire le incursioni delle tribù barbare dal nord.
L’epoca medievale e l’impronta degli Scaligeri
Dopo le dominazioni di Ezzelino da Romano nel XIII secolo, il vero punto di svolta storico per l’assetto urbano di Marostica avvenne nel 1311, quando la cittadina passò sotto il controllo degli Scaligeri, i signori di Verona.
- Fu sotto la guida di Cangrande della Scala e, successivamente, di Cansignorio, che il borgo assunse l’aspetto che ammiriamo oggi.
- Vennero edificati i due fulcri difensivi: il Castello Inferiore (nella piazza principale) e il Castello Superiore (sulla cima del colle).
- Tra il 1372 e il 1375 fu realizzata la spettacolare cinta muraria, lunga circa due chilometri e intervallata da torri, che si arrampica sul colle collegando i due castelli e racchiudendo il borgo in un abbraccio fortificato.
Il lungo e pacifico dominio della Serenissima
Nel 1404, Marostica scelse di sottomettersi spontaneamente alla Repubblica di Venezia, legando il proprio destino a quello della Serenissima per quasi quattro secoli. Sotto il governo del Podestà veneziano, la cittadina perse gradualmente la sua funzione puramente militare per trasformarsi in un vivace centro agricolo e commerciale. Fu un’epoca di stabilità e fioritura architettonica, durante la quale vennero eretti palazzi eleganti e ridefiniti gli spazi urbani, inclusa la celebre piazza centrale.
La leggenda della Partita a Scacchi (1454)
Al periodo veneziano risale la celebre vicenda che ha reso Marostica famosa in tutto il mondo. La tradizione narra che nel 1454 due nobili cavalieri, Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara, si fossero innamorati della stessa donna: Lionora, figlia del Podestà Taddeo Parisio.
Per evitare un sanguinoso duello vietato dalla legge veneziana, il Podestà ordinò che la mano della figlia venisse contesa in una partita al nobile gioco degli scacchi. La particolarità? La sfida si tenne nella piazza del castello utilizzando grandi figure viventi in carne e ossa, armati e sbandieratori.
Marostica (Monumenti e luoghi da visitare in un giorno)
Piazza degli Scacchi (Piazza Castello)
E’ senza dubbio il fulcro visivo e narrativo attorno a cui ruota l’intera identità di Marostica. Questo luogo non è semplicemente uno spazio urbano, ma un palcoscenico di pietra che racconta secoli di storia e tradizioni.
L’impatto visivo e l’architettura
L’elemento che cattura immediatamente lo sguardo del viaggiatore è la sua pavimentazione: una grande scacchiera realizzata con lastre di marmo bianco e rosso di Asiago, incastonata nel selciato della piazza.
La prospettiva è studiata per creare un perfetto equilibrio simmetrico, chiusa a sud dalla mole merlata del Castello Inferiore e aperta verso nord, dove lo sguardo sale spontaneamente lungo il colle Pausolino fino al Castello Superiore. I lati lunghi della piazza sono invece ritmati dai portici, tipici dell’urbanistica veneta, sotto i quali si sviluppava la vita commerciale del borgo.

Cosa osservare con attenzione
- Il Leone di San Marco: Situato su una colonna svettante all’interno della piazza, testimonia l’atto di dedizione spontanea di Marostica alla Repubblica di Venezia nel 1404. Un simbolo politico e culturale che segnò il passaggio da fortezza militare a centro di scambi.
- I Dogi e la nobiltà: Le facciate dei palazzi che circondano la piazza mantengono quell’eleganza sobria tipica delle cittadine della terraferma veneziana, con finestre ad arco e sottoportici che offrono riparo e invitano a una passeggiata senza fretta.
- Il Doge e la pietra: Osservando la scacchiera da vicino, si può apprezzare la cura dei dettagli e come la pietra locale reagisca alla luce del sole, cambiando sfumature dal mattino al tramonto.
Consigli di borghidascoprire per il viaggiatore
Il modo migliore per vivere Piazza degli Scacchi è concedersi del tempo. Sedersi a uno dei tavolini all’aperto sotto i portici per un caffè o un aperitivo permette di osservare la piazza da una prospettiva privilegiata, immaginando lo sfarzo, i colori e il rullo di tamburi che ogni due anni, a settembre, trasformano questo spazio in una corte quattrocentesca vivente.
Il Castello Inferiore
E’ il custode monumentale di Piazza degli Scacchi. Posizionato sul lato meridionale, con la sua imponente architettura militare trecentesca, rappresenta l’autentica porta d’accesso all’atmosfera medievale di Marostica.
Architettura e struttura difensiva
Costruito a partire dal 1312 per volere di Cansignorio della Scala, il castello si presenta come una tipica fortezza scaligera a pianta rettangolare, concepita principalmente per scopi difensivi e di controllo daziario.
- Il Mastio: L’elemento più spettacolare è l’alta torre maestra che svetta sulla piazza, un tempo punto di avvistamento fondamentale che comunicava, tramite segnali visivi e fumi, direttamente con il Castello Superiore sulla cima del colle.
- Le mura e i camminamenti: Il complesso è interamente cinto da possenti mura merlate in pietra e laterizio, che conservano ancora oggi il fascino severo delle strutture militari d’epoca.
Il Museo dei Costumi e delle Armi: il cuore della tradizione
Oggi le sale interne del Castello Inferiore non ospitano più guarnigioni di soldati, ma custodiscono il tesoro più prezioso della comunità marosticense. È qui, infatti, che ha sede la mostra permanente dedicata alla celebre Partita a Scacchi a personaggi viventi.
- I preziosi abiti d’epoca: Passeggiando tra le antiche stanze, i visitatori possono ammirare da vicino gli splendidi costumi in velluto, seta e broccato indossati dai figuranti (il Podestà, la nobile Lionora, i cavalieri sfidanti, i nobili del corteo), realizzati con una cura filologica straordinaria basata su documenti del XV secolo.
- Le armi e gli strumenti storici: Oltre agli abiti, sono esposte le armature dei cavalieri, le armi bianche, i vessilli e i tamburi che compongono lo sfarzoso apparato coreografico della rievocazione storica.
L’esperienza da vivere assolutamente
Per chi ama viaggiare senza fretta, l’esperienza nel Castello Inferiore regala due momenti indimenticabili:
- Il Cortile Interno: Varcato il portale d’ingresso, ci si ritrova in un suggestivo cortile d’armi circondato da porticati in mattoni, dove il silenzio e la frescura delle mura offrono un netto e piacevole contrasto con la luminosità della piazza esterna.
- Il Camminamento di Ronda: Salire lungo i camminamenti di ronda, recentemente restaurati e messi in sicurezza, permette di camminare dove un tempo vigilavano le sentinelle. Da quassù si gode di una prospettiva unica e ravvicinata sulla scacchiera marmorea e sull’inizio della cinta muraria che comincia la sua arrampicata verso il colle.
Il Sentiero dei Carmini e il Castello Superiore
Rappresentano l’anima più panoramica, naturalistica e autentica dell’esperienza a Marostica. È il tratto dell’itinerario in cui la storia medievale si fonde con il paesaggio collinare veneto, offrendo una perfetta escursione in pieno stile slow tourism.
Il Sentiero dei Carmini: una passeggiata tra storia e natura
Il percorso pedonale inizia proprio alle spalle della secentesca Chiesa dei Carmini, situata a pochi passi dalla piazza principale. Da qui si imbocca una suggestiva stradina in salita, in gran parte acciottolata, che ricalca l’antico sentiero di ronda.
- Il percorso: La camminata costeggia la monumentale cinta muraria scaligera sul lato occidentale del colle Pausolino. Le possenti mura in pietra e mattoni, intervallate da torri di guardia, fanno da scudo alla passeggiata, creando un contrasto affascinante con la natura circostante.
- La vegetazione e l’atmosfera: Il sentiero si snoda tra ulivi secolari, ciliegi (celebri in questa zona) e macchia spontanea. Salendo con calma, il rumore del borgo svanisce per lasciare spazio al silenzio della collina, interrotto solo dal fruscio del vento. Lungo la salita si aprono continui e spettacolari scorci panoramici sui tetti di Marostica e sulla pianura circostante.
Il Castello Superiore: la rocca sul colle Pausolino
Dopo circa 15-20 metri di dislivello superati con una camminata accessibile a tutti, si raggiunge la cima del colle, dove sorge il Castello Superiore. Edificato anch’esso dagli Scaligeri nel XIV secolo contemporaneamente a quello Inferiore, nacque come vera e propria rocca difensiva e rifugio estremo in caso di assedio.
- La struttura: Oggi della struttura originaria rimangono i possenti muri perimetrali, le fondamenta delle antiche torri e il grande cortile interno. L’architettura conserva un aspetto fiero, rurale e parzialmente diroccato che aumenta il fascino romantico del luogo.
- Il Belvedere: Il vero premio per aver percorso il sentiero è la terrazza panoramica. Da quassù la vista è immensa: lo sguardo abbraccia l’intera scacchiera sottostante, segue il disegno perfetto delle mura che racchiudono il borgo, spazia sulle colline della Pedemontana Vicentina e, nelle giornate più limpide, si allunga fino all’orizzonte della pianura veneta.
Consigli di borghidascoprire
Il momento migliore per affrontare il Sentiero dei Carmini è il tardo pomeriggio, quando il sole inizia a scendere dietro le colline. La luce calda accende i mattoni rossi delle mura e la pietra del Castello Superiore, regalando un’atmosfera magica e i riflessi perfetti per scattare fotografie indimenticabili.
Arrivati in cima, il cortile ospita anche un rinomato ristorante: fermarsi per un calice di vino locale ammirando il tramonto dall’alto è il modo perfetto per concludere la giornata a Marostica.
Marostica (Curiosità e golosità)
1. La Partita a Scacchi è nata… nel 1923 (e non nel 1454)
La leggenda di Lionora e dei due sfidanti Rinaldo e Vieri è bellissima, ma dal punto di vista storico è una splendida invenzione letteraria. L’idea di mettere in scena una vera partita con personaggi in carne e ossa nacque nel 1923 da un’intuizione del pittore e scenografo locale Mario Miracapillo e di un gruppo di cittadini. Dopo la pausa della Seconda Guerra Mondiale, nel 1954, il testo teatrale fu reinventato dal regista Mirko Vucetich, che le diede la struttura attuale inserendo la famosa cornice del 1454 per renderla storicamente verosimile.
2. Le mosse non sono mai casuali
Durante la celebre rievocazione (che si tiene negli anni pari, nel secondo weekend di settembre), i due giocatori non inventano le mosse al momento. Vengono riproposte storiche e celebri partite del passato che devono rispettare due regole fondamentali imposte dallo statuto: la sfida deve durare tra le 16 e le 22 mosse, deve svilupparsi in circa 30 minuti per esigenze teatrali e deve essere altamente spettacolare, con pezzi che vengono “mangiati” in modo scenografico da fanti e cavalieri.
3. L’oro rosso di Marostica: la prima Ciliegia IGP d’Italia
Marostica non è famosa solo per le pietre dei suoi Castelli, ma anche per la sua eccezionale tradizione agricola. La Ciliegia di Marostica è stata in assoluto il primo prodotto ortofrutticolo a base di ciliegie in Italia a ottenere il prestigioso riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta) dall’Unione Europea. Le colline che circondano il borgo, grazie a un microclima protetto e a un terreno fertile, regalano frutti dolcissimi e succosi. Se organizzi la visita a maggio, l’intero borgo si tinge di rosso per la storica mostra-mercato.
4. La “Banda” del borgo ha più di due secoli
La colonna sonora che accompagna la vita del borgo e le sue sfilate storiche ha radici profondissime. Il Corpo Bandistico di Marostica è una delle istituzioni musicali più antiche del Veneto: è stato fondato ufficialmente nel 1812 (in piena epoca napoleonica) e da allora non ha mai smesso di suonare, tramandando la tradizione musicale di generazione in generazione.
5. Il mistero dei camminamenti sotterranei
Come ogni borgo medievale che si rispetti, anche Marostica è avvolta dal mistero. La tradizione locale parla da secoli di una fitta rete di gallerie sotterranee segrete che collegherebbero il Castello Inferiore a quello Superiore. Sebbene gran parte di questi passaggi sia crollata o rimasta inaccessibile, gli storici confermano che esistevano cunicoli di fuga e passaggi strategici utilizzati dalle guarnigioni per spostarsi rapidamente o rifugiarsi all’interno delle mura in caso di breccia nel borgo.
La cucina di Marostica e del territorio vicentino è un trionfo di sapori schietti, legati indissolubilmente alla terra, alle tradizioni contadine e a ingredienti d’eccellenza. Inserire una sezione gastronomica nei tuoi articoli sul turismo slow è fondamentale: il cibo è cultura, e per il viaggiatore moderno l’esperienza a tavola vale quanto la visita a un castello.
Ecco i piatti tipici imperdibili che uniscono Marostica alle eccellenze della sua provincia:
1. I Torresani allo Spiedo
È il vero piatto storico e identitario di Marostica e della vicina Breganze. I “torresani” sono i colombi di torre, un tempo allevati proprio nelle colombaie dei castelli o delle ville nobiliari.
La preparazione: vengono cucinati interi sullo spiedo all’interno di grandi camini alimentati con legna di bosco (preferibilmente faggio o ciliegio). La cottura è lentissima (richiede circa due ore) e la carne viene continuamente bagnata con il grasso raccolto nella leccarda e aromatizzata con lardo e salvia. Il risultato è una carne incredibilmente tenera, saporita e con una crosticina croccante, tradizionalmente servita su una fetta di polenta calda unta dal sugo di cottura.
2. Bigoli con l’Anatra (Bigoli co’ l’Arna)
Un classico intramontabile dei primi piatti veneti e vicentini. I bigoli sono una pasta fresca lunga, simile a grandi spaghetti, ma dalla superficie ruvida e porosa, ideale per trattenere il sugo. Tradizionalmente venivano preparati in casa usando il torcio, un antico torchio a pressione manuale.
Il condimento: Il ragù di anatra (arna) viene preparato tritando finemente la carne (spesso arricchita dai fegatini per dare più profondità al sapore) e facendola cuocere lentamente con un soffritto leggero, aromi e un goccio di vino bianco o brodo. Un piatto ricco, confortante e immancabile nei menu autunnali e invernali delle trattorie del borgo.
3. Baccalà alla Vicentina
Pur essendo una specialità che unisce l’intera provincia di Vicenza, a Marostica lo troverai cucinato a regola d’arte secondo il severo disciplinare della Venerabile Confraternita del Bacalà. Curiosità linguistica da evidenziare nel testo: in Veneto lo stoccafisso (merluzzo nordico essiccato all’aria) viene storicamente chiamato “baccalà”.
Il segreto: Il pesce viene pestato, ammollato per giorni, infarinato e poi cotto a fuoco dolcissimo (“pipare”) per molte ore con abbondante cipolla, sarde sotto sale, latte e olio extravergine d’oliva (magari della Pedemontana). Non deve mai essere mescolato, ma solo “scosso” nella sua pirofila di terracotta. Viene servito rigorosamente con una generosa fetta di polenta gialla, preferibilmente della varietà locale Marano.
4. Il Dolce: La Torta di Marostica (e i dessert alla Ciliegia IGP)
Per chiudere in dolcezza, la pasticceria locale offre la Torta di Marostica, un dolce da forno soffice a base di mandorle e farina di mais, che richiama i sapori semplici di una volta. Tuttavia, se la visita avviene durante la tarda primavera, il re indiscusso della tavola diventa il dessert a base di Ciliegia di Marostica IGP: dalle crostate artigianali alle confetture abbinate ai formaggi locali (come l’Asiago DOP delle vicine montagne), fino ai cioccolatini ripieni di ciliegia sotto spirito.
Marostica (Informazioni utili)
Indirizzo del Comune di Marostica (VI): Via 25 Aprile 1, CAP: 36063
URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0424/479200
Abitanti: 14101 circa.
Per maggiori informazioni consulta il sito ufficiale visitmarostica.eu
Ecco le principali soluzioni per arrivare a Marostica da tutta Italia:
In Auto (La soluzione più flessibile)
La macchina è il mezzo ideale per chi pratica il turismo lento, poiché permette di esplorare anche i colli e i borghi vicini.
- Da Nord-Opvest (Milano, Torino) e Centro-Sud (Bologna, Firenze, Roma): Percorri l’autostrada A4 (Torino-Trieste) in direzione Venezia. All’altezza di Vicenza, imbocca la A31 (Autostrada della Valdastico) in direzione nord e prendi l’uscita Dueville. Da lì, segui le indicazioni per la Superstrada Nuova Gasparona (SP111) in direzione Marostica/Bassano del Grappa. Arriverai al borgo in circa 15-20 minuti dal casello.
- Da Nord-Est (Trento, Brennero): Scendi lungo la SS47 della Valsugana in direzione Bassano del Grappa. Una volta superata Bassano, imbocca la SP111 seguendo le indicazioni per Marostica (il tragitto da Bassano dura meno di 10 minuti).
- Da Est (Venezia, Treviso, Trieste): Puoi percorrere la A4 fino al bivio con la A31 e salire verso nord, oppure preferire un percorso più “slow” lungo la viabilità ordinaria statale (come la SR53 o la Castellana) se ami goderti il paesaggio della pianura veneta.
In Treno (Per un viaggio sostenibile)
Marostica non dispone di una stazione ferroviaria interna, ma è servita benissimo dalle stazioni dei comuni limitrofi, collegate alle principali dorsali italiane.
- La stazione di riferimento principale è Bassano del Grappa: Si trova a soli 7 km da Marostica ed è collegata con treni regionali frequenti e diretti alle stazioni di Venezia Santa Lucia, Padova e Trento.
- La stazione di Vicenza: Ottima alternativa per chi arriva da più lontano con l’Alta Velocità (Frecciarossa o Italo) sulla linea Milano-Venezia. Da Vicenza è possibile prendere un treno regionale per Bassano del Grappa oppure muoversi direttamente in autobus.
In Autobus (Collegamenti locali)
Una volta scesi dal treno, raggiungere il centro storico di Marostica è molto semplice grazie alle linee di trasporto pubblico locale dell’azienda SVT (Società Vicentina Trasporti).
- Dalla stazione di Bassano del Grappa: Ci sono autobus frequenti (linea extraurbana) che portano a Marostica in circa 10-15 minuti.
- Dalla stazione di Vicenza: La linea extraurbana diretta collega l’autostazione di Vicenza (situata proprio a fianco della ferrovia) con il centro di Marostica in circa 45 minuti, attraversando la campagna vicentina.
In Aereo (Per chi arriva da lunghe distanze o dalle isole)
Se i tuoi lettori arrivano dal Sud Italia o dall’estero, gli scali aeroportuali più vicini e comodi sono:
- Aeroporto di Treviso “Antonio Canova” (TSF): Dista circa 50 km. È l’ideale per i voli low-cost (Ryanair). Da lì si può prendere un bus per la stazione di Treviso e poi il treno verso Bassano, oppure noleggiare un’auto.
- Aeroporto di Venezia “Marco Polo” (VCE): Dista circa 85 km. È il principale scalo internazionale della regione, perfettamente collegato tramite navette alla stazione ferroviaria di Venezia Mestre, da cui partono i treni per Bassano del Grappa.
- Aeroporto di Verona “Valerio Catullo” (VRN): Dista circa 100 km, comodo se si preferisce noleggiare un’auto e percorrere la A4 in direzione Venezia, per poi deviare sulla A31.
FAQ:
Tutto quello che devi sapere su Marostica (FAQ):
Non è per fretta, ma per una regola rigidissima del regolamento teatrale della sfida. Per mantenere lo spettacolo dinamico e non annoiare il pubblico, i due giocatori (che si sfidano all’interno del Castello e “trasmettono” le mosse sulla scacchiera umana in piazza) devono riprodurre partite storiche famose che si sviluppino in un numero preciso di mosse, solitamente tra le 16 e le 22. In questo modo la sfida dura circa 20-25 minuti, lasciando il giusto spazio alle coreografie di fanti, sbandieratori e cavalli.
Il leone alato, che svetta su una colonna sul lato della piazza, racconta un clamoroso cambio di bandiera. Nel 1404, stanca delle continue guerre e delle dominazioni sanguinose, la comunità di Marostica decise di sottomettersi spontaneamente alla Repubblica di Venezia. La Serenissima ricompensò questa fedeltà portando stabilità, trasformando la fortezza militare in un ricco centro commerciale e concedendo al borgo l’onore di esporre il simbolo di Venezia.
Una città intera no, ma una fitta rete di misteriosi cunicoli segreti sì. Per secoli la tradizione locale ha tramandato la leggenda di una galleria sotterranea talmente grande da permettere il passaggio di cavalli e carri per collegare il Castello Inferiore a quello Superiore. Gli scavi e gli studi storici hanno confermato che sotto il borgo esistono effettivamente diversi passaggi strategici e cunicoli di fuga medievali, utilizzati dalle guarnigioni per muoversi di nascosto o rifornire la rocca in caso di assedio, anche se oggi sono quasi totalmente inaccessibili.
Buon soggiorno a Marostica da borghidascoprire.eu
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