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Palazzo Comunale di Massa Marittima, edificio storico medievale su Piazza Garibaldi con facciata in pietra.

Massa Marittima: guida al gioiello della Maremma

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Massa Marittima (Provincia di Grosseto, Regione Toscana, Italia)

BORGHIDASCOPRIRE.EU fa tappa ancora una volta in Toscana per visitare Massa Marittima in provincia di Grosseto. Questo bellissimo borgo si trova a 380 m.s.l.m. e il viaggio continua verso le suggestioni storiche di Campiglia Marittima, l’eleganza artistica di Pietrasanta, per poi spingersi fino alle geometrie rinascimentali di Pienza, ai misteri sommersi di Vagli Sotto e, infine, alle inconfondibili torri medievali di San Gimignano. Benvenuti in Toscana!

Massa Marittima (Accenni storici)

Grazie ad alcuni importanti ritrovamenti si ha notizie di questo bellissimo borgo già in età preistorica e successivamente sorgono tracce del passaggio degli Etruschi. Massa Marittima si fa conoscere veramente nel secolo XI grazie al trasferimento in loco della sede Episcopale di Populonia (sede cattolica cristiana nella frazione Populonia di Piombino).

In quegli anni la sede non ha una durata lunga perché viene saccheggiata dai pirati greci e distrutta da Costantinopoli (città della Turchia). La sede Episcopale si sposta nella vicina Massa.

Lo splendido stemma del Palazzo Comunale di Massa Marittima.

L’epoca Medievale

A cavallo tra il 1200 e il 1300 il borgo conosce il suo massimo splendore storico grazie ai giacimenti di rame e argento che vengono scoperti in piena epoca medievale. Nel 1317 il borgo sale alla ribalta in quanto dispone di moneta propria per un anno e grazie all’influenza di Siena. La moneta si chiamava “Grosso da 20 denari e Denaro piccolo”.

Questo periodo storico non è però florido come si pensava e incombono pestilenze e sfruttamento contadino. Nel 1555 a seguito della guerra tra senesi e il Duca Cosimo de’ Medici, Massa Marittima passa sotto il Granducato di Toscana. Il borgo partecipa ai moti risorgimentali per l’Unità d’Italia e da qui passa anche Garibaldi che fu proclamato cittadino onorario. Chiuse tutte le miniere, oggi questo fantastico borgo vive di turismo.

Massa Marittima (Luoghi e monumenti da visitare in un giorno)

La Cattedrale di San Cerbone

Il Duomo di Massa Marittima è l’anima del borgo e uno dei capolavori romanico-gotici più straordinari di tutta la Toscana.

L’Impatto Visivo e l’Anomalia Architettonica

La prima cosa che colpisce è la sua posizione asimmetrica. La Cattedrale non è allineata frontalmente alla piazza principale (Piazza Garibaldi), ma è disposta in diagonale, sollevata su una scalinata. Questa scelta prospettica ne esalta la monumentalità e la fa sembrare ancora più maestosa a chi entra nella piazza.

Il duomo di Massa Marittima in tutta la sua bellezza.

Cosa Vedere Assolutamente all’Interno

La Maestà di Duccio di Buoninsegna (1316): Un dipinto su tavola di inestimabile valore artistico che raffigura la Madonna in trono col Bambino, angeli e santi.

L’Arca di San Cerbone (1324): Un capolavoro di scultura di Goro di Gregorio. È un’arca marmorea posizionata dietro l’altare maggiore che racconta, attraverso bassorilievi dettagliatissimi, le storie e i miracoli di San Cerbone (il santo patrono che ammansì gli orsi).

La Fonte Battesimale (1267): Scolpita da Giroldo da Como da un unico blocco di travertino, sormontata da un tabernacolo quattrocentesco.

La leggenda degli orsi: Si narra che il re dei Goti, Totila, avesse condannato il vescovo Cerbone a essere sbranato dagli orsi nel circo. Tuttavia, di fronte al Santo, le belve feroci si inchinarono e gli leccarono i piedi. Questo miracolo convinse Totila a liberarlo. Se guardi con attenzione la facciata del Duomo, noterai delle sculture di orsi che ricordano questo evento.

Inoltre c’è da ricordare che la parte inferiore della facciata è squisitamente romanica (stile pisano), mentre la parte superiore, con il rosone e i tre pinnacoli, vira decisamente verso il gotico senese, testimoniando il passaggio di influenze politiche e culturali sul borgo.

Torre del Candeliere

La Torre fu costruita nel 1228, quando Massa Marittima riuscì a liberarsi dal controllo del Vescovo-Principe e si costituì come Libero Comune. Il nome “Candeliere” deriva probabilmente dalla sua forma slanciata o dal fatto che sulla sommità venissero accesi fuochi (come un faro o una candela) per segnalare pericoli o comunicare con le altre torri della Maremma.

Il Ponte Mozzo: Una Struttura Unica

La vera particolarità architettonica, che cattura subito l’attenzione dei lettori e dei fotografi, è il maestoso Ponte Mozzo (un grande arco in pietra). Questo ponte aereo collega la Torre del Candeliere a ciò che resta della successiva Fortezza Senese (eretta nel 1335 dopo che Siena sottomise il comune massetano). I senesi decisero di non distruggere la torre, ma di “inglobarla” e collegarla alle loro nuove fortificazioni proprio attraverso questo imponente arco.

L’Esperienza per il Panorama sulla Maremma

La vista: Dopo aver percorso i gradini interni, si arriva sulla terrazza panoramica da cui si gode una vista a 360 gradi mozzafiato sui tetti del borgo medievale, sulle colline metallifere circostanti e, nelle giornate più limpide, l’orizzonte si allarga fino al Golfo di Follonica e all’Isola d’Elba.

Indicazioni utili per il viaggio

Consiglio per il biglietto: Spesso l’ingresso è abbinato alla visita del Museo di San Pietro all’Orto (dove è custodita la Maestà di Ambrogio Lorenzetti), dove si ottiene un biglietto cumulativo molto conveniente.

Dove si trova: In Piazza Matteotti, il cuore della Città Nuova.

Orari indicativi: Generalmente aperta dal martedì alla domenica, con una pausa pranzo (es. 9:30-13:00 e 14:00-18:00). Il lunedì è solitamente il giorno di chiusura.

Museo della Miniera

Rappresenta una delle testimonianze storiche più importanti dell’identità mineraria delle Colline Metallifere. Situato a breve distanza dal centro storico del borgo, questo spazio espositivo unico non è un semplice museo tradizionale, ma si sviluppa all’interno di una vera e propria galleria sotterranea.

L’itinerario si estende per circa 700 metri all’interno di un’antica galleria bellica scavata nel travertino, riconvertita per riprodurre fedelmente l’ambiente e l’atmosfera di una vera miniera della Maremma.

Il percorso espositivo e le tecniche di estrazione

Il percorso guidato all’interno del Museo della Miniera è strutturato in ordine cronologico per mostrare ai visitatori l’evoluzione delle tecniche estrattive, dalle origini fino all’epoca contemporanea. Lungo le gallerie sotterranee è possibile osservare da vicino:

  • Attrezzature originali: strumenti di lavoro d’epoca, martelli pneumatici e macchinari per la perforazione.
  • Sistemi di illuminazione e trasporto: le antiche lampade utilizzate dai minatori e i vagoncini originari adibiti al trasporto del minerale lungo i binari.
  • Armature di sostegno: le differenti strutture di sicurezza, realizzate sia in legno sia in ferro, utilizzate per consolidare le volte delle gallerie durante gli scavi.

Storia e memoria dei minatori della Maremma

Oltre all’aspetto puramente tecnico e geologico, la visita al museo offre uno spunto di riflessione sociale. Il percorso approfondisce le dure condizioni di lavoro, i sacrifici e i rischi quotidiani corsi dalle professioni del sottosuolo. Il Museo della Miniera custodisce la memoria storica di un’attività estrattiva che per secoli ha rappresentato il principale motore economico e sociale per l’intera comunità di Massa Marittima.

Massa Marittima (Curiosità e golosità)

Il borgo è membro dell’Unione di comuni montana Colline Metallifere (unione di comuni della Regione Toscana in provincia di Grosseto nata nel 2011, cui ne fanno parte Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri Il mistero dell’Albero della Fecondità

Nel 1999, durante il restauro delle Fonti dell’Abbondanza (un edificio pubblico del 1265), è venuto alla luce un affresco monumentale unico nel suo genere: l’Albero della Fecondità. L’opera raffigura un grande albero i cui frutti sono, letteralmente, dei falli maschili di diverse dimensioni, con alcune donne ai piedi dell’albero che litigano per raccoglierli. All’epoca non si trattava di un’opera volgare, ma di un simbolo politico e propiziatorio legato alla fertilità della terra, all’abbondanza d’acqua e alla vita.

Il Balestro del Girifalco

Due volte all’anno (a maggio e ad agosto), Massa Marittima fa un salto indietro nel tempo con il Balestro del Girifalco. Non si tratta di una semplice recita per turisti, ma di una competizione sentitissima tra i cittadini dei tre terzieri (i rioni storici del borgo). 24 balestrieri, vestiti con costumi medievali, si sfidano a colpire un bersaglio (il corniolo) posto a 36 metri di distanza utilizzando repliche perfette di balestre antiche da postazione.

La prima legge mineraria d’Europa

Massa Marittima non era solo un centro di estrazione, ma una vera autorità legale in materia. Nel Medioevo, il borgo redasse il Codice Minerario di Massa Marittima (Ordinamentum Minerarum), uno dei testi giuridici più antichi e completi d’Europa per la regolamentazione del lavoro nelle miniere, dei diritti degli scavatori e della gestione dei metalli.

Il Santo che camminava sulle acque

San Cerbone, patrono della città e titolare della Cattedrale, è protagonista di racconti straordinari. Oltre alla celebre leggenda degli orsi che si sottomisero a lui, si narra che quando il Papa lo convocò a Roma per processarlo a causa di alcune eresie sollevate dai cittadini, Cerbone attraversò il Mar Tirreno camminando sulle acque insieme ai suoi compagni per raggiungere la foce del Tevere in tempo record. Massa Marittima si fregia anche del titolo di città decorata al valor militare per la guerra di Liberazione.

Cosa mangiare a Massa Marittima: i piatti tipici della Maremma

I Tortelli Maremmani

Il primo piatto per eccellenza. Si distinguono dai classici ravioli per le dimensioni generose e per la tipica “bordatura” di sfoglia all’uovo che incornicia il ripieno. La farsa è a base di ricotta fresca di pecora e spinaci (o bietole), profumata con un pizzico di noce moscata. Tradizione vuole che vengano conditi con un corposo ragù di carne (cinghiale o chianina) oppure, nella versione più delicata, con burro fuso, salvia e pecorino locale.

L’Acquacotta

Un tempo pasto povero per eccellenza dei butteri (i mandriani maremmani) e dei carbonai che lavoravano nei boschi. È una zuppa a base di pane raffermo di tipo toscano (sciapo), cipolle, sedano, pomodori pelati e olio extravergine d’oliva. La ricetta massetana prevede l’aggiunta finale di un uovo cotto in camicia direttamente nel brodo caldo della zuppa e una generosa spolverata di pecorino grattugiato.

Il Cinghiale alla Maremmana

La cacciagione è la regina dei secondi piatti nelle Colline Metallifere. Il cinghiale viene tagliato a bocconcini e sottoposto a una lunga marinatura nel vino rosso per stemperarne il sapore selvatico. Successivamente viene cotto in umido a fuoco lento con un trito di odori (sedano, carota, cipolla), peperoncino, olive nere locali e passata di pomodoro, fino a ottenere una carne tenerissima e un sugo denso, perfetto per accompagnare la polenta.

I Pici all’Aglione o al Ragù di Cinta Senese

Sebbene originari della vicina Val d’Orcia, i pici sono diffusissimi nei ristoranti di Massa Marittima. Si tratta di spaghettoni spessi fatti a mano con acqua e farina. Nel borgo si gustano principalmente con il sugo all’aglione (una varietà locale di aglio dal gusto molto delicato e digeribile) oppure con il saporito ragù di Cinta Senese, una razza suina pregiata allevata allo stato brado nei boschi toscani.

Consigliamo di abbinare questi piatti a un calice di Monteregio di Massa Marittima DOC, il vino del territorio (prodotto sia in versione Rosso, a base di Sangiovese, sia Bianco, a base di Vermentino) che vanta una propria strada del vino dedicata.

Massa Marittima (Informazioni utili)

Indirizzo del Comune di Massa Marittima (GR): Piazza Garibaldi, 10 CAP 58024

URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0566/906211

Abitanti: 8197 circa.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: comune.massamarittima.gr.it/home

Massa Marittima si trova nel cuore delle Colline Metallifere nella Maremma Grossetana, in Toscana. Pur essendo leggermente interna rispetto alla costa, è ben collegata, infatti, ora vi spieghiamo come poterla raggiungere con ogni mezzo:

Arrivare in Auto (La soluzione più comoda)

L’auto è senza dubbio il mezzo migliore per raggiungere il borgo e per esplorare i dintorni. Il punto di snodo principale sulla costa è la città di Follonica.

  • Da Nord / Nord-Ovest (Milano, Genova, Torino, Pisa, Livorno): Prendere l’autostrada A12 (Genova-Rosignano) o la A15 (Parma-La Spezia) fino a Rosignano. Da lì, proseguire sulla Superstrada SS1 Variante Aurelia a 4 corsie in direzione Roma. Uscire a Follonica Est e imboccare la SR439 (Strada Regionale Sarzanese Valdera) seguendo le indicazioni per Massa Marittima (circa 15-20 minuti di curve panoramiche tra gli ulivi).
  • Da Nord-Est (Bologna, Firenze, Venezia): Percorrere l’autostrada A1 fino a Firenze Impruneta. Prendere il raccordo autostradale Firenze-Siena. Da Siena, proseguire lungo la SP73bis (Senese Aretina) e svoltare successivamente sulla SP441 (Strada Provinciale Massetana) in direzione Massa Marittima.
  • Da Sud (Roma, Napoli, Sud Italia): Prendere l’autostrada A12 fino a Civitavecchia, poi immettersi sulla SS1 Variante Aurelia in direzione Grosseto/Livorno. Uscire a Gavorrano Scalo (o Follonica Est) e seguire la segnaletica stradale verso Massa Marittima (circa 18 km dall’uscita).

Arrivare in Treno + Bus (La soluzione ecologica)

Massa Marittima non ha una sua stazione ferroviaria attiva per i passeggeri della rete nazionale. La stazione di riferimento è quella di Follonica, situata sulla linea tirrenica (Pisa-Livorno-Roma).

  • Come fare:
    1. Si acquista un biglietto ferroviario (Trenitalia) con destinazione Follonica (ci fermano sia treni Regionali Veloci che Intercity).
    2. Una volta scesi alla stazione di Follonica, proprio nel piazzale esterno, si prende il bus extraurbano della compagnia Autolinee Toscane (le linee di riferimento principali sono la 37F o la 49M).
    3. Il viaggio in autobus dura circa 25-30 minuti e lascia direttamente alle porte del centro storico del borgo.

Arrivare in Autobus dalle città toscane

Se ci si trova già in Toscana, esistono collegamenti extraurbani diretti gestiti da Autolinee Toscane dalle principali città limitrofe:

  • Da Siena: Ci sono collegamenti che attraversano le colline interne.
  • Da Grosseto: Linee dirette o con cambio a Follonica collegano il capoluogo maremmano a Massa Marittima.

Consiglio di borghidascoprire: Controllare sempre gli orari aggiornati sul sito ufficiale di Autolinee Toscane (at-bus.it), poiché le frequenze variano molto tra il periodo scolastico/invernale e quello turistico estivo.

Arrivare in Aereo (Per i turisti internazionali o a lungo raggio)

Per chi viene da molto lontano e vuole noleggiare un’auto in aeroporto, gli scali più vicini sono:

  1. Aeroporto Internazionale di Pisa (Galileo Galilei): Il più comodo. Dista circa 130 km (circa 1 ora e 20 minuti di auto, quasi tutta su superstrada Aurelia SS1).
  2. Aeroporto di Firenze (Amerigo Vespucci): Dista circa 125 km (circa 1 ora e 45 minuti, passando per il raccordo Firenze-Siena).
  3. Aeroporti di Roma (Fiumicino / Ciampino): Distano circa 220 km (circa 2 ore e mezza di auto).

Tutto quello che devi sapere su Massa Marittima (FAQ):

Perché l’antico “Albero della Fecondità” creò tanto stupore al suo ritrovamento?

Quando questo affresco del 1265 è stato scoperto nel 1999 all’interno delle Fonti dell’Abbondanza, ha sorpreso tutti per il suo soggetto unico: raffigura un grande albero i cui frutti sono, letteralmente, dei falli maschili. Ai piedi della pianta, alcune donne sono dipinte mentre litigano per raccoglierli. Lungi dall’essere un’opera volgare, nel Medioevo aveva un forte valore politico e propiziatorio, simboleggiando la fertilità, la vita e l’abbondanza d’acqua per il borgo.

In quale antico testo europeo Massa Marittima ha dettato le regole per il lavoro nel sottosuolo?

Nel Medioevo, il borgo redasse il celebre Codice Minerario di Massa Marittima (Ordinamentum Minerarum). Si tratta di uno dei testi giuridici e normativi più antichi e completi d’intera Europa; veniva utilizzato per regolamentare nel dettaglio il duro lavoro all’interno delle miniere, stabilire i diritti degli scavatori e gestire il commercio dei metalli estratti nelle Colline Metallifere.

Quale incredibile prodigio si narra abbia compiuto San Cerbone per non tardare a un processo a Roma?

La leggenda devozionale narra che, quando il Papa convocò San Cerbone a Roma per processarlo a causa di alcune accuse di eresia mosse dai suoi stessi concittadini, il Santo compì un miracolo per arrivare in tempo record: attraversò il Mar Tirreno camminando sulle acque insieme ai suoi compagni di viaggio, raggiungendo direttamente la foce del Tevere e lasciando la corte papale a bocca aperta.

Buon soggiorno a Massa Marittima da borghidascoprire.eu

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