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Pietrapertosa e le Dolomiti Lucane, punto di partenza per il Volo dell'Angelo.

Pietrapertosa: il borgo tra le Dolomiti Lucane

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Pietrapertosa (Provincia di Potenza, Regione Basilicata, Italia)

BORGHIDASCOPRIRE.EU fa tappa nella bellissima Pietrapertosa in provincia di Potenza. Si trova a 1088 m.s.l.m. ed è il comune più alto della Basilicata. In un viaggio ideale tra le vette e le acque della Basilicata, si può passare dalle guglie rocciose delle Dolomiti Lucane a Pietrapertosa, scivolare verso la storia millenaria del Castello del Malconsiglio a Miglionico, per poi approdare all’abbraccio azzurro del Tirreno sotto lo sguardo della Statua del Redentore a Maratea, scoprire il borgo segreto di Guardia Perticara, immergersi in pieno Medioevo ad Acerenza e terminare il viaggio a Castelmezzano, vero e proprio gioiello delle Dolomiti Lucane. Benvenuti in Basilicata!

Pietrapertosa (Accenni storici)

Le origini: I Pelasgi e il nome “Pietraperciata”

Il borgo ha origini antichissime, risalenti all’VIII secolo a.C. ad opera dei Pelasgi. Il nome stesso rivela la natura del luogo: deriva da “Pietra Perciata” (pietra forata), per la presenza di una grande rupe forata da parte a parte che è visibile ancora oggi e che domina l’abitato.

La dominazione Saracena: Il rione Arabat

Uno degli aspetti più affascinanti di Pietrapertosa è la traccia lasciata dai Saraceni nel IX secolo. Sotto la guida del principe Bomar, gli arabi scelsero questa rocca come fortificazione.

  • Il rione più antico del borgo si chiama ancora oggi Arabat, caratterizzato da case incastonate nella roccia, vicoli stretti e stradine tortuose che seguono l’andamento del terreno, tipico delle casbe orientali.

L’epoca Normanno-Sveva e il Castello

Con l’arrivo dei Normanni, Pietrapertosa divenne un punto strategico di avvistamento e difesa. Furono loro a potenziare il castello che corona la cima della rupe. In epoca Sveva, il borgo assunse ancora più importanza; si dice che il castello fosse una delle residenze preferite di Costanza d’Altavilla (madre di Federico II).

Dal Medioevo all’Unità d’Italia

Nel corso dei secoli il borgo passò sotto diverse dominazioni feudali (Angioini, Aragonesi e varie famiglie nobiliari come i Carafa e i proprietari locali).

  • Il Brigantaggio: Data la sua conformazione geografica piena di nascondigli e grotte, nell’800 Pietrapertosa fu uno dei centri nevralgici del brigantaggio lucano, offrendo rifugio a chi si opponeva al nuovo Stato unitario tra le pieghe delle Dolomiti Lucane.

Pietrapertosa (Monumenti e luoghi da visitare in un giorno)

Castello Normanno – Svevo

Il Castello di Pietrapertosa (conosciuto anche come Castello Normanno-Svevo) è molto più di una semplice rovina: è una fortezza che sfida la gravità, incastrata nelle vette delle Dolomiti Lucane a 1.150 metri di altitudine. Cosa si vede all’interno:

E’ stato recentemente restaurato e oggi offre un percorso che permette di esplorare la sua anima di roccia:

  • Ambienti scavati nella rupe: Molte stanze non hanno pareti in muratura, ma sono grotte naturali modellate dall’uomo per fungere da celle, depositi o cisterne.
  • Le Cisterne: Sono venute alla luce due grandi cisterne per l’acqua piovana; in una di queste sono stati ritrovati i resti di un raro tronetto ligneo medievale.
  • La Torre e la Cinta Muraria: Restano visibili parti delle fortificazioni che testimoniano il passaggio dai Saraceni (re Bomar) ai Normanni e agli Svevi.

L’Esperienza della Salita

  • Il percorso: Si raggiunge attraversando il rione Arabata. La salita finale avviene tramite una scalinata ripida scavata direttamente nella pietra. Non è una passeggiata per tutti, ma la fatica è ripagata dalla sensazione di “dominio” assoluto sulla valle.
  • La Vista: Dalla terrazza panoramica si gode di uno dei panorami più spettacolari d’Italia. Si vedono perfettamente le guglie di Castelmezzano, la valle del Basento e, nelle giornate di tramontana, lo sguardo arriva fino al Mar Ionio.

Informazioni Pratiche

  • Orari: Generalmente aperto dalle 09:30 alle 17:30 (fino alle 18:30 nei weekend e in estate). Ti consiglio di controllare sempre le condizioni meteo, poiché in caso di forte vento o neve l’accesso alla parte alta può essere limitato per sicurezza.
  • Prezzi: Il biglietto è molto economico (solitamente intorno ai 2-5 euro), spesso gestito dalla Pro Loco locale.
  • Nota Adrenalinica: Proprio ai piedi della fortezza si trova la stazione di partenza/arrivo del Volo dell’Angelo. Vedrai letteralmente persone sfrecciare nel vuoto sotto di te mentre visiti le mura!

Una curiosità di borghidascoprire: sapevate che persino Stephen King cita Pietrapertosa nel suo romanzo ‘L’Istituto’ come sede di un’organizzazione segreta? Visitando il Castello, capirete perché ha scelto proprio questo luogo così misterioso e inaccessibile.

Rione Arabata

E’ l’anima più antica e misteriosa di Pietrapertosa. Se il Castello rappresenta il potere militare, l’Arabata è il cuore pulsante della storia popolare del borgo.

Un borgo tutto da scoprire!

1. Il nome deriva dall’arabo “Arabat”

Significa “rocca” o “luogo fortificato”. Fu fondato nel IX secolo (intorno all’838 d.C.) dai Saraceni, che dominarono questa zona della Basilicata per circa cinquant’anni. È una testimonianza rarissima di architettura araba nel cuore dell’Appennino lucano.

2. L’architettura: Case che “escono” dalla roccia

La caratteristica unica dell’Arabata è che le abitazioni non sono solo appoggiate alla montagna, ma sono fuse con essa.

  • Pareti naturali: Entrando in molte case, si scopre che una o più pareti sono costituite dalla nuda roccia arenaria.
  • Grotte e stalle: Molte abitazioni comunicano con grotte sotterranee che un tempo venivano usate come depositi o ricoveri per gli animali.
  • Vicoli e scalinate: Il rione è un labirinto di stradine strettissime (pensate per essere facilmente difendibili) e scale ripide che si arrampicano verso il Castello.

3. Cosa vedere nel Rione

  • Le “Case Grotta”: Alcune sono state recuperate e sono visitabili, permettendo di capire come si viveva in condizioni così estreme secoli fa.
  • I Belvederi: Passeggiando tra i vicoli, si aprono improvvisamente degli affacci sulle Dolomiti Lucane che tolgono il fiato.
  • Dettagli medievali: Cerca i portali in pietra, le piccole finestre incorniciate e i forni comuni che ancora oggi raccontano di una vita comunitaria d’altri tempi.

4. Atmosfere e tradizioni

Ogni anno (solitamente a metà agosto), il rione torna alle sue origini con l’evento “Sulle tracce degli Arabi”. Le strade si riempiono di tappeti, musica orientale, profumo di spezie e figuranti in costume saraceno, creando un contrasto incredibile con l’architettura tipica dei borghi lucani.

Percorso delle sette Pietre

Il Percorso delle Sette Pietre è uno degli itinerari più evocativi d’Italia. Non è un semplice sentiero di trekking, ma un’esperienza multimediale e letteraria che si snoda tra le creste delle Dolomiti Lucane, collegando i due borghi “gemelli” di Pietrapertosa e Castelmezzano.

Il sentiero è ispirato al romanzo “Vito ballava con le streghe” di Mimmo Sammartino. Lungo i 2 chilometri del tracciato, il visitatore incontra 7 tappe (le “Sette Pietre”), ognuna dedicata a un tema della leggenda popolare lucana:

Splendida via di Pietrapertosa.
  • Destino, Incanto, Magia, Stregoneria, Amore, Delirio, Spirito. Ogni tappa è dotata di installazioni artistiche in pietra e ferro che, grazie a dei sensori, riproducono voci, musiche e racconti, trasformando la passeggiata in un viaggio nel folklore magico del Sud.

Dettagli del Percorso

  • Lunghezza: Circa 2 km (solo andata).
  • Tempo di percorrenza: 1 ora / 1 ora e mezza (per godersi le installazioni).
  • Dislivello: Il sentiero scende fino al fondo della valle (torrente Caperrino) per poi risalire verso l’altro borgo. Il dislivello è di circa 150-200 metri.
  • Difficoltà: Turistico (T). È adatto a tutti, ma richiede scarpe comode perché il terreno è a tratti sassoso.

I punti forti da fotografare

  • Il Ponte Romano: A metà strada si attraversa un antico ponte di pietra sul torrente Caperrino, un luogo incantato circondato dalla vegetazione.
  • Le Sculture Parlanti: Ogni stazione è un’opera d’arte contemporanea che contrasta con la natura selvaggia delle rocce.
  • La vista sui Borghi: Il sentiero offre prospettive inedite sia su Pietrapertosa che su Castelmezzano, perfette per scatti da “National Geographic”.

Pietrapertosa (Curiosità e golosità)

Il borgo di Stephen King: Come accennato, il Re del Brivido ha inserito Pietrapertosa nel suo romanzo “L’Istituto”. Descrive il borgo come un luogo talmente isolato e arroccato da essere perfetto per nascondere segreti. Questo dettaglio fa impazzire i fan del genere!

  1. Il rito del Maggio (Sagra dell’Uscita): Pietrapertosa celebra un antico “matrimonio tra gli alberi”. Un tronco di cerro (lo sposo) e una cima di agrifoglio (la sposa) vengono trasportati dal bosco fino al paese per essere uniti in un rito ancestrale di fertilità e abbondanza. È uno dei riti arborei più antichi d’Europa.
  2. Le maschere di pietra: Guardando le guglie delle Dolomiti Lucane da certe angolazioni, gli abitanti hanno dato nomi alle rocce: vedrai l’Incudine, la Grande Madre, l’Aquila reale e la Civetta. È un vero gioco di pareidolia naturale.

Piatti Unici e Sapori Tipici

La cucina di Pietrapertosa è una cucina “verticale”, fatta di ingredienti poveri ma dai sapori esplosivi.

1. Peperoni Cruschi (L’Oro Rosso)

Non è solo un contorno, è il simbolo della Basilicata. Sono peperoni della varietà Senise che vengono essiccati al sole e poi fritti velocemente nell’olio d’oliva.

  • Perché sono unici: Diventano croccanti come patatine (cruschi, appunto) e hanno un sapore dolce e affumicato. Spesso vengono sbriciolati sul baccalà o sulla pasta.

2. Rafanata (Il tartufo dei poveri)

È un piatto invernale tipico, una sorta di frittata altissima o sformato preparato con moltissimo rafano fresco grattugiato, uova, patate e formaggio pecorino.

  • L’esperienza: Il rafano dà una nota piccante e balsamica che libera le vie respiratorie; è il piatto che scalda i cuori dopo una camminata al gelo tra le vette.

3. Cuccìa (Zuppa della tradizione)

Una zuppa densa e antichissima fatta di grano, ceci, cicerchie, lenticchie e fave. Veniva preparata collettivamente e distribuita come simbolo di buon auspicio. È un concentrato di energia contadina.

4. Orecchiette con cime di rapa e mollica fritta

A differenza della versione pugliese, qui si aggiunge spesso la “mollica fritta” (muddica fritta), ovvero pane raffermo grattugiato e tostato in padella con olio e peperoncino, che funge da “formaggio dei poveri” dando una croccantezza incredibile.

Pietrapertosa (Informazioni utili)

Indirizzo del Comune di MarateaPietrapertosa (PZ): Via della Speranza 159, CAP: 85010

URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 0971/983052

Abitanti: 850 circa.

Per maggiori informazioni consulta il sito ufficiale www.comune.pietrapertosa.pz.it

Arrivare a Pietrapertosa, nel cuore delle Dolomiti Lucane, è un viaggio panoramico che attraversa alcune delle strade più suggestive del Sud Italia. Poiché il borgo è arroccato a oltre 1.000 metri di altitudine, l’auto rimane il mezzo più comodo e veloce per raggiungerlo.

Ecco le indicazioni principali per chi arriva dalle diverse zone d’Italia:

In Auto (Le direttrici principali)

L’arteria fondamentale per raggiungere Pietrapertosa è la Strada Statale 407 “Basentana” (E847). Una volta imboccata l’uscita per Pietrapertosa/Castelmezzano, inizierà una salita panoramica e tortuosa che vi regalerà le prime viste sulle vette rocciose.

  • Da Roma e dal Centro Italia: Il viaggio dura circa 4 ore e 45 minuti (405 km). Si percorre l’autostrada A1/E45 verso sud, proseguendo sulla A2 (Salerno-Reggio Calabria) e imboccando poi il raccordo Sicignano-Potenza fino alla Basentana.
  • Da Milano e dal Nord Italia: Preparatevi a un viaggio di circa 9 ore e mezza percorrendo la dorsale adriatica (A14). È un tragitto di oltre 900 km che scende lungo la costa per poi tagliare verso l’interno della Basilicata.
  • Da Napoli: È una meta ideale per una gita fuori porta, raggiungibile in circa 2 ore e 25 minuti tramite la A3, la A2 e la Basentana.
  • Da Bari: È molto vicina, dista circa 2 ore. Si percorre la SS96 e poi la Basentana verso Potenza.

In Treno e Bus (Trasporto Pubblico)

Se preferite i mezzi pubblici, il viaggio richiede un po’ più di pianificazione:

  1. Treno: La stazione ferroviaria più vicina è quella di Potenza Centrale (servita anche dai treni Frecciarossa e Italo sulla linea Roma-Taranto).
  2. Bus: Dalla stazione di Potenza partono i bus delle autolinee locali (SITA o ditte private) che collegano il capoluogo a Pietrapertosa. Attenzione: le corse non sono frequentissime, quindi è bene controllare gli orari aggiornati prima di partire.

In Aereo

Gli aeroporti più vicini sono:

  • Aeroporto di Bari “Karol Wojtyła”: Il più comodo per noleggiare un’auto e arrivare in circa 1 ora e 45 minuti.
  • Aeroporto di Napoli Capodichino: Un’ottima alternativa per chi arriva dall’estero o dal Nord Italia.

Tutto quello che devi sapere su Pietrapertosa (FAQ):

Che cos’è l’antico “orologio contadino” nascosto nella roccia?

A Pietrapertosa, le lancette del tempo sono state per secoli scolpite nella pietra. Data la particolare conformazione delle guglie rocciose che sovrastano il borgo, gli antichi abitanti non avevano bisogno di orologi. Impararono infatti a leggere l’ora esatta semplicemente osservando il movimento delle ombre che le vette delle Dolomiti Lucane proiettavano sulle facciate delle case e sulle piazze. Ogni pinnacolo aveva un nome e fungeva da vera e propria meridiana naturale per scandire il lavoro nei campi.

Perché il quartiere più antico del borgo si chiama “Arabatana”?

L’Arabatana è la zona più alta e suggestiva di Pietrapertosa e deve il suo nome alla dominazione araba del IX secolo. I Saraceni, guidati dal principe Bomar, scelsero questo sperone di roccia quasi inaccessibile per edificare una fortezza. Il quartiere conserva ancora oggi l’impianto urbanistico tipico delle casbiche orientali: un labirinto di vicoli stretti, strade cieche e case arrampicate sulla pietra nuda, pensate appositamente per disorientare gli invasori e difendersi dalle correnti fredde.

Esiste davvero una “galleria segreta” dentro il Castello Normanno-Svevo?

Sì, il Castello che domina il borgo, interamente scavato nella roccia arenaria, nascondeva un sistema di fuga ingegnosissimo. Tra i ruderi della fortezza è stata individuata una stretta galleria sotterranea scavata direttamente nella pietra. Questo cunicolo segreto collegava la parte più protetta del castello con un anfratto nascosto sul lato opposto della montagna, permettendo ai signori del borgo di fuggire o di ricevere rifornimenti in caso di lunghi assedi senza mai essere visti dal nemico.

Buon soggiorno a Pietrapertosa da borghidascoprire.eu

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