Soave (Provincia di Verona, Regione Veneto, Italia)
BORGHIDASCOPRIRE.EU si trova nella splendida regione del Veneto, per farvi scoprire il borgo di Soave. Situato a 40 m.sl.m. Partendo dal fascino medievale di Soave e dalle maestose mura di Montagnana, il viaggio in Veneto prosegue verso i dolci panorami di Arquà Petrarca, per poi scendere lungo le rive della Livenza fino a Motta di Livenza, risalire tra le eleganti ville di Cartigliano e immergersi infine nella natura spettacolare di Auronzo di Cadore.
Soave (Accenni storici)
Scopriamo la storia di questo borgo fantastico attraverso quattro punti fondamentali:

1. Le origini antiche e l’impronta longobarda
- I primi insediamenti: L’area alle pendici dei Monti Lessini fu abitata fin dall’Età del Bronzo. In epoca romana divenne un pagus (villaggio rurale) strategico situato lungo l’antica Via Postumia.
- L’origine del nome: La fondazione del borgo attuale risale all’alto medioevo (VI secolo d.C.). Il nome Soave deriva con ogni probabilità dalla tribù germanica degli Svevi (detti Suaves), giunti in Italia al seguito dell’invasione longobarda guidata da Re Alboino.
2. L’epoca medievale e la Signoria degli Scaligeri
- L’edificazione del Castello (X-XII secolo): Le prime testimonianze scritte del fortilizio sul Monte Tenda risalgono alla fine del X secolo, durante le invasioni degli Ungari. Successivamente fu feudo dei conti Sambonifacio di Verona.
- L’oro degli Scaligeri (XIV secolo): Nel 1271 Soave passò sotto il controllo della signoria veronese degli Scaligeri. Fu sotto la guida di Cansignorio della Scala (nel 1375) che venne costruita l’imponente cinta muraria medievale dotata di 24 torri, che ancora oggi avvolge e protegge l’intero centro storico.
3. La Repubblica di Venezia e il periodo della Serenissima
- La dedizione a Venezia (1405): Dopo una breve parentesi sotto la dominazione dei Visconti di Milano e dei da Carrara di Padova, nel 1405 Soave entrò a far parte dei domini della Repubblica di Venezia.
- Secoli di stabilità: Sotto la Serenissima, Soave divenne sede di Capitanato. A parte la parentesi della guerra della Lega di Cambrai (1509), il borgo godette di oltre tre secoli di relativa pace, sviluppando l’agricoltura e rafforzando la sua vocazione vitivinicola.
4. Dall’Ottocento a oggi: il rinascimento del borgo
- Il restauro di fine ‘800: Nel periodo ottocentesco, dopo il passaggio delle truppe napoleoniche e l’annessione al Regno d’Italia, il Castello Scaligero cadde in rovina. Tra il 1889 e il 1892, il senatore e sindaco di Verona Giulio Camuzzoni ne promosse un imponente restauro filologico, riportando il maniero al suo antico splendore.
- Patrimonio enologico e turistico: Nel corso del XX secolo, la storicità del borgo si è intrecciata indissolubilmente con la produzione del vino Soave DOC (una delle prime zone vitivinicole tutelate in Italia), trasformando la cittadina murata in uno dei borghi veneti più celebri e visitati.
Soave (Monumenti e luoghi da visitare in un giorno)
Il Castello
E’ una delle fortezze militari medievali più suggestive e meglio conservate del Veneto. Situato sulla cima del Monte Tenda, il maniero domina la pianura veronese e la distesa di vigneti della Val d’Alpone, rappresentando per secoli un baluardo difensivo di primaria importanza per il controllo delle vie di comunicazione tra Verona e Vicenza.

La struttura e i tre cortili
L’architettura del Castello è concepita secondo una rigorosa logica difensiva a cortili d’armi progressivi, sviluppata su tre livelli differenti lungo il pendio della collina:
- Il Primo Cortile (Esterno): È il settore di primo accesso, dove in passato venivano accolti i contadini e il bestiame del borgo in caso di attacco nemico. Al suo interno si conservano le fondamenta di una chiesetta d’epoca medievale, testimonianza dell’originario insediamento civile e religioso.
- Il Secondo Cortile (Intermedio): Si raggiunge superando una seconda porta fortificata. Questo ambiente ospita un grande pozzo d’acqua risalente al XIV secolo, fondamentale per garantire l’approvvigionamento idrico della guarnigione durante gli assedi, ed era destinato all’alloggio dei soldati.
- Il Terzo Cortile (Il Maschio e la Residenza Signorile): Rappresenta il cuore pulsante e inespugnabile della fortezza. Al suo centro svetta il Mastio, la torre più alta del complesso, attorniata dagli ambienti residenziali della signoria, come la Sala d’Armi e la Sala del Trono, impreziosita da affreschi e arredi che rievocano lo sfarzo dell’epoca scaligera.
La connessione con la cinta muraria
L’elemento urbanistico di maggior rilievo del Castello di Soave è la sua totale integrazione con le mura cittadine fatte erigere nel 1375 da Cansignorio della Scala. I camminamenti di ronda del castello si collegano direttamente alla cortina muraria lunga oltre un chilometro e dotata di 24 torri perimetrali, creando un sistema di difesa integrato che abbracciava l’intero borgo sottostante.
Cenni di storia e restauro
Le prime notizie scritte della presenza di un fortilizio risalgono al 934, periodo delle invasioni degli Ungari. Dopo diverse contese tra le famiglie feudali locali, il castello divenne il fulcro del sistema difensivo della Signoria degli Scaligeri durante il Trecento.
Con il successivo passaggio alla Repubblica di Venezia nel 1509 e il mutare delle tecniche belliche, la fortezza perse gradualmente il suo ruolo strategico, cadendo in uno stato di lento degrado nel corso dei secoli XVII e XVIII.
La rinascita del complesso avvenne alla fine dell’Ottocento per iniziativa del senatore Giulio Camuzzoni, il quale promosse un imponente e rigoroso restauro filologico tra il 1889 e il 1892, riportando il castello, le torri e i camminamenti di ronda all’aspetto trecentesco che è possibile ammirare ancora oggi.
Le Mura medievali
Costituiscono uno dei sistemi difensivi meglio conservati dell’intero Veneto, racchiudendo interamente il centro storico e collegandosi in un unico complesso fortificato al sovrastante Castello Scaligero.
Storia e costruzione
La costruzione dell’attuale cinta muraria fu promossa nel 1375 da Cansignorio della Scala, signore di Verona, con l’obiettivo di trasformare il borgo in un avamposto inespugnabile lungo la via di comunicazione tra Verona e Vicenza.
Prima del XIV secolo il borgo era protetto solo da palizzate e fossati, ma la crescente pressione militare dei territori vicini rese necessaria l’edificazione di una cortina in muratura continua, realizzata alternando corsi di pietra calcarea locale e mattoni in terracotta.
Caratteristiche architettoniche
Il circuito murario si sviluppa per una lunghezza complessiva di circa 1,7 chilometri e si caratterizza per elementi difensivi ben definiti:
- Le 24 Torri Perimetrali: A intervalli regolari lungo il perimetro sorgono 24 torri scudate (ovvero aperte sul lato interno verso la città per evitare che i nemici potessero usarle come riparo in caso di penetrazione) a pianta quadrata, sormontate da merlature ghibelline a coda di rondine.
- Le Porte di Accesso: Il passaggio all’interno del borgo era regolato da tre porte principali provviste di ponte levatoio e sistemi di saracinesca:
- Porta Aquila (o Porta Verona): Sormontata dallo stemma con l’aquila scaligera, rappresentava l’accesso principale per chi proveniva da ovest.
- Porta Vicentina: Orientata verso est, presidiava la strada per Vicenza.
- Porta San Giorgio: Posizionata a nord, collegava il borgo alle aree collinari della Val d’Alpone.
- I Camminamenti di Ronda: Sulla sommità della cortina correva il camminamento protetto destinato alle guardie di pattuglia, collegato direttamente con i bastioni del castello.
Stato di conservazione e fruizione
A differenza di molte altre cittadine venete dove le mura sono state abbattute nel corso dell’Ottocento per favorire l’espansione urbana, Soave ha mantenuto quasi intatto il suo perimetro fortificato.
Oggi la cinta muraria è interamente percorribile lungo il perimetro esterno attraverso un sentiero pedonale immerso tra i vigneti, offrendo uno scorcio visivo di grande impatto sul profilo medievale del borgo.
Palazzo Scaligero Del Capitano
Rappresenta la più importante testimonianza di architettura civile e amministrativa all’interno del centro storico di Soave.
Situato nella centrale Piazza Antenna, l’edificio incarna per secoli il potere politico e giudiziario che ha governato il borgo.
Origini e funzione storica
- Epoca Scaligera (XIV Secolo): Il palazzo venne eretto nel Trecento per volere di Cansignorio della Scala, contestualmente ai grandi lavori di fortificazione del borgo e della cinta muraria. Fu concepito come residenza ufficiale del Capitano di Giustizia, il magistrato inviato dalla Signoria di Verona per amministrare la legge, riscuotere le imposte e comandare il presidio militare locale.
- Epoca Veneziana (XV – XVIII Secolo): Con il passaggio di Soave sotto la Repubblica di Venezia nel 1405, la struttura mantenne intatta la sua funzione. Divenne la sede del Capitanato Veneziano, ospitando i rappresentanti della Serenissima che si alternarono al governo del territorio fino alla fine del Settecento.
Caratteristiche architettoniche e artistiche
Il palazzo conserva elementi stilistici di grande pregio che testimoniano la transizione tra il tardo gotico veronese e i primi influssi del rinascimento veneziano:
- La Facciata: Presenta un’elegante struttura su più livelli. Al piano terra si apre una loggia ad archi, mentre al piano superiore spiccano raffinate finestre a sesto acuto trilobate e una balaustra in pietra.
- L’Affresco della Loggia: Sotto il porticato esterno si conserva un affresco trecentesco di scuola veronese raffigurante la Madonna col Bambino, affiancata dai Santi e dagli stemmi della famiglia della Scala.
- Il Cortile Interno: L’edificio si sviluppa attorno a un cortile interno con loggiato, antico punto di sosta e di passaggio per le udienze pubbliche e le pratiche amministrative del borgo.
Il Palazzo oggi
Dopo un’attenta opera di restauro che ne ha preservato la struttura originaria, il Palazzo Scaligero del Capitano è diventato sede del Municipio di Soave.
La loggia e gli spazi al piano terra sono frequentemente utilizzati per eventi culturali, mostre d’arte e manifestazioni legate alla promozione del territorio e delle sue eccellenze enogastronomiche.
Soave (Curiosità e golosità)
Cinque curiosità di Soave che sicuramente non sai:
1. Il Primo Paesaggio Agricolo d’Italia Riconosciuto dalla FAO
I vigneti tradizionali di Soave e delle colline circostanti non sono un semplice sfondo panoramico, ma formano un ecosistema agricolo storico. Nel 2018 la FAO ha inserito le Colline Vitate di Soave nel programma GIAHS (Globally Important Agricultural Heritage Systems): è stato il primo sito agricolo italiano a ottenere questo riconoscimento di rilevanza mondiale per la conservazione delle terrazze in pietra e delle tecniche di coltivazione tradizionali (la tipica pergola veronese).
2. Dante Alighieri e il “Vino Soave”
La leggenda locale narra che sia stato proprio Dante Alighieri, durante il suo esilio veronese ospitato da Cangrande della Scala, a coniare l’aggettivo “soave” per descrivere la delicatezza e il sapore del vino bianco locale, nome che avrebbe poi contagiato l’intero borgo. Sebbene sia un aneddoto popolare, la presenza di Dante nella zona e il suo legame con la famiglia Scaligera sono storicamente accertati.
3. La Maledizione delle Mura “Senza Fine”
Durante il Medioevo, gli abitanti delle aree vicine guardavano alla cinta muraria con una combinazione di timore e reverenza. Un detto contadino del XIV secolo sosteneva che le 24 torri non fossero state costruite da uomini, ma “erette in una sola notte da un gigante che voleva imprigionare la nebbia nella valle”. Questo perché d’inverno la foschia della pianura si arresta spesso proprio a ridosso dei bastioni esterni.
4. Il Recioto di Soave: Una Tradizione Nata dai “Récie”
Oltre al classico Soave DOC, la zona è famosa per il Recioto di Soave DOCG, uno dei vini dolci da appassimento più antichi d’Italia (già citato nel VI secolo alla corte del re ostrogoto Teodorico). Il nome deriva dal dialetto veronese récia (“orecchio”): per produrlo si utilizzavano tradizionalmente solo le “orecchie” del grappolo d’uva Garganega, ossia i due acini superiori più esposti al sole, più zuccherini e ricchi di aromi.
5. Il Borgo dei Borghi 2022
Nel 2022 Soave ha conquistato il primo posto nella celebre trasmissione televisiva di Rai 3 Il Borgo dei Borghi, venendo incoronato ufficialmente Borgo più bello d’Italia, battendo la concorrenza di oltre venti località da tutta la penisola.
La cucina di Soave affonda le sue radici nella tradizione rurale veronese e nell’uso sapiente dei prodotti delle colline circostanti, a partire dal suo famoso vino bianco.
Primi Piatti
- Risotto al Soave: È il primo piatto simbolo delle trattorie locali. Si tratta di un risotto cremoso realizzato con riso Vialone Nano Veronese IGP, mantecato con Monte Veronese e sfumato abbondantemente con vino Soave Classico DOC, che dona una nota acida e aromatica inconfondibile.
- Bigoli col Mastro (o con le sarde): I bigoli sono la classica pasta fresca trafilata in bronzo della tradizione veneta, spessa e ruvida, perfetta per trattenere il condimento tradizionale a base di sarde salate (o alici), olio extravergine d’oliva delle colline veronesi e cipolla.
- Tastasal: Riso preparato con l’impasto della salsiccia fresa e macinata (il tastasal, letteralmente “assaggiare il sale”), con cui tradizionalmente i norcini verificavano la salatura della carne prima di insaccare i salami.
Secondi e Prodotti Tipici
- Bollito misto con la Pearà: Il piatto festivo per eccellenza della provincia di Verona. Carne di manzo, gallina e cotechino servita con la pearà, una salsa tradizionale densa a base di pane raffermo grattugiato, midollo di bue, brodo e un’abbondante dose di pepe nero macinato.
- Polenta e Scopetoni: Polenta di mais giallo (spesso brustolata sulla griglia) accompagnata da aringhe sotto sale, un piatto povero ma ricco di sapore tipico dell’entroterra agricolo.
- Formaggio Monte Veronese DOP: Prodotto sulle vicine alture dei Lessini, viene servito sia fresco che stagionato, perfetto in abbinamento a un calice di Soave DOC.
Dolci della Tradizione
- Brasadela (o Brasadella): La ciambella soffice tradizionale veronese, aromatizzata alla grappa o al limone. Secondo la tradizione viene consumata inzuppandola direttamente in un bicchiere di Recioto di Soave DOCG.
- Ruffiani: Piccoli dolci da forno di pasta sfoglia riempiti con confettura di ciliegie o mele, perfetti per chiudere il pasto.
Soave (Informazioni utili)
Indirizzo del Comune di Soave (VR): Via Giulio Camuzzoni 8, CAP: 37038
URP (Ufficio relazioni con il pubblico): 045 7680777
Abitanti: 7128 circa.
Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale comune.soave.vr.it
Grazie alla sua posizione strategica nel Nord-Est, Soave è ben collegata e facilmente raggiungibile da ogni parte d’Italia, trovandosi a pochissima distanza dai principali snodi autostradali, ferroviari e aeroportuali del Veneto.
In Auto
L’automobile è il mezzo più comodo per raggiungere Soave, trovandosi a ridosso dell’autostrada A4 Torino-Trieste:
- Da Ovest (Milano, Brescia, Verona): Percorrere l’autostrada A4 in direzione Venezia e uscire al casello di Soave-San Bonifacio. Da lì basta seguire le indicazioni per Soave (circa 3 km dal casello).
- Da Est (Venezia, Padova, Vicenza): Percorrere la A4 in direzione Milano fino all’uscita Soave-San Bonifacio.
- Da Nord (Trentino-Alto Adige): Scendere lungo l’autostrada A22 del Brennero fino allo snodo con la A4 a Verona Est, quindi proseguire sulla A4 in direzione Venezia per una decina di chilometri fino all’uscita Soave-San Bonifacio.
- Da Sud (Bologna, Firenze, Roma): Risalire la A13 (Bologna-Padova) e immettersi sulla A4 direzione Milano, oppure risalire la A22 (Modena-Brennero) fino al raccordo con la A4 a Verona, uscendo poi a Soave-San Bonifacio.
In Treno
La stazione ferroviaria di riferimento è San Bonifacio, situata sulla linea principale Milano-Venezia:
- Dalle grandi città italiane: Con i treni ad alta velocità (Frecciarossa o Italo) si arriva fino alle stazioni nodali di Verona Porta Nuova (da ovest/sud) o Vicenza (da est).
- Tratto finale: Da Verona Porta Nuova o da Vicenza si prende un treno regionale per la stazione di San Bonifacio (frequenza di circa 20-30 minuti, tempo di percorrenza circa 15 minuti da Verona).
- Dalla stazione al borgo: Dalla stazione di San Bonifacio, Soave dista circa 4 km ed è raggiungibile in pochi minuti con gli autobus di linea ATV (Azienda Trasporti Verona) o in taxi.
In Aereo
Per chi proviene dal Sud Italia o dalle isole:
- Aeroporto di Verona-Villafranca “Valerio Catullo” (VRN): È lo scalo più vicino (circa 35 km). Dall’aeroporto è disponibile un servizio navetta (Airlink) per la stazione di Verona Porta Nuova, da cui proseguire in treno o bus.
- Aeroporto di Venezia-Marco Polo (VCE) / Treviso (TSF): Situati a circa 90-100 km, sono collegati via treno o autostrada A4.
Tutto quello che devi sapere su Soave (FAQ):
Fu Cansignorio della Scala, Signore di Verona, a far erigere la maestosa cinta muraria nel 1369. La cerchia comprende ben 24 torri scudate e abbraccia interamente il centro storico, terminando sulla sommità del colle dove domina il Castello Scaligero.
La leggenda vuole che sia stato proprio Dante Alighieri, esule e ospite dei signori Della Scala a Verona, a definire “Soave” sia il borgo che il suo celebre vino bianco, impressionato dalla dolcezza del paesaggio e dall’incomparabile piacevolezza del nettare locale.
Il fosso che costeggia parte delle mura storiche è collegato al reticolo idrico della pianura del torrente Tramigna. Nel Medioevo fungeva sia da difesa militare invalicabile per gli assedianti, sia da canale per far funzionare i mulini ad acqua del borgo.
Buon soggiorno a Soave da borghidascoprire.eu
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